lunedì 30 novembre 2009

State

« Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, chè mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, chè la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre… Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo… »


don Mariano Arena al capitano Bellodi

Leonardo Sciascia "Il giorno della civetta"



Ci sono cose che sono difficili da capire.

Chi mi conosce, e forse anche chi mi legge sa qual'è il mio orientamento. Non credo sia difficile capirlo anche se temo che a volte venga frainteso in quest'epoca che viene chiamata seconda repubblica ma che mi sembra tanto essere la continuazione dei una prima repubblica agonizzante, che ha cambiato pelle grazie a trasformiste e puttani ma che rimane in fin dei conti quello che era alla fine degli anni '90.

Troppo facile sarebbe dire che una volta c'erano politici veri, che non ci sono più gli uomini di una volta, che la nostra classe politica ha perso tutta l'onesta che aveva un tempo.

Salvaguardando il fatto che forse una volta comparivano persone di altro profilo, che in mezzo a tutti c'erano personaggi di notevole Calibro, che un Cavour, un Mazzini, un Garibaldi, un DeGasperi non li riavremo più dobbiamo fare i conti con una, due, centocinqua italie diverse dall'unità ad oggi.

Forse alcune classi dirigenti del passato avevano un'altra educazione, un'altra formazione perchè non sempre educazione ed formazione sono la stessa cosa, perchè allo stesso risultato si può arrivare per vie diverse, per il rigore della famiglia o per la durezza della vita, forse le persone avevano esempi diversi, vite diverse, o forse semplicemente non c'erano i soldi per corrompere.

Ho voltuo citare Sciascia, uno dei pezzi che più colpisce di un libro che forse era stato un eccesso far leggere a dei ragazzini di terza media, che ancora non capiscono la complessità del mondo (non che ora io la capisca...), un pezzo che comunque mi colpi.

E mi colpisce ancora di più oggi.

Sono mesi che non scrivo e qui forse si stanno condensando i miei pensieri serali di questa sera e quelli di qualche settimana fa.

Io sono convinto, poi magari chi mi conosce mi smentirà e mi diranno che sono un vanaglorioso ed un idiota a scrivere certe cose, che il compito di un cittadino, prima ancora che di un politico sia quello di servire.

La mia sarà un'idea romantica, retaggio della mia formazione, per cui ci sono delle cause da servire, entità che in quanto superiori a noi meritano il nostro rispetto, il nostro tempo e la nostra fatica.

Forse sono ideali, forse semplicemente necessità.

Lo stato se non fosse supportato dalla fatica di tutti i cittadini, da chi paga le tasse, a chi ci lavora, a chi si mette a disposizione delle istituzioni semplicemente non esisterebbe.

L'idea di stato non può ne deve essere di una sola ala del parlamento. Altrimenti chi pur crede nella destra, con coscienza, che crede in valori propri della destra, si trova a votare a sinistra o al centro pur di vedere sparire un certo ideale di politica, di classe politica.

L'umiltà dovrebbe essere caratteristica di tutti i politici, cercando di SERVIRE il proprio paese, di piegarsi alle sue necessità senza mai essere soddisfatti con la convinzione che si sarebbe potuto sempre fare di più e meglio.

Come si fa a definirsi il miglior premier in 150 anni? come si fa a mettersi al di sopra di primi ministri che hanno fatto la storia d'Italia quando questa non c'era o era al collasso? come si fa a mettersi al di Sopra di chi ha costruito o ricostruito la Patria? DeGasperi che dovette fare i conti con un'Italia distrutta dalla guerra non si dichiarò mai superiore a Cavour che pure quell'Italia l'aveva costruita.

Come si fa a dichiarare di essere quelli che più hanno fatto constro la mafia quando si è ospitato un mafioso nella propria casa per mesi, quando uno dei nostri bracci destri è stato condannato per mafia, quando un partito ha una quantità d'infiltrazioni mafiose che quasi tutti gli altri se le sognano.

Ogni tanto gli uomini delle istituzioni dovrebbero avere il buongusto di tacere.

Comincio a credere che Sciascia si sbagliasse.

Uomini o mezz'uomini non esistono.

Notes

Non capisco perchè, una volta far danzare le mie dita su questa tastiera, su questo post per raccontare i miei pensieri era un fatto quotidiano, un passaggio obbligato di note suonate al ritmo dei miei pensieri.
Qui ho lasciato la mia rabbia e la mia gioia, le mie seccature, e le piccole cose di tutti i giorni.
Ultimamente questo non mi riesce, forse perchè la vita di tutti i giorni diventa sempre più pressante, sempre più piena e con la sua pienezza mi cattura.
Non è semplice riuscire a star dietro a tutto, alle note dell'impegno di tutti i giorni, alle note dell'amore e dell'impegno di coppia, alle note delle attività con i bambini.
E' qualcosa di difficile riuscire a pensare, raccogliere i propri pensieri, stenderli mentre tutto il mondo ti corre intorno, mentre tutto il mondo ti corre incontro.
E' difficile riuscire a scrivere, ad accarezzare con le mani i tasti, vedendole come le mani di un pianista che accarezza la tastiera, mentre un'altra persona ti parla, specie se questa persona ha ormai una fetta rilevante della tua vita.
E allora ci mettiamo da parte, almeno un pò, almeno un poco, per far spazione nella nostra vita a tutte quelle cose che giustamente l'altro ti porta.
I tempi si fanno più corti, più pieni, con sempre qualcosa da fare, i progetti e le progettualità cambiano di tempistica, vanno da "ora finisco l'università e poi si vedrà..." a "ora, lavoro, nel mentre finisco l'università, epoi vediamo le altre mille cose..."
Sembra di essere in un secondo così stranamente grandi, adulti senza che ci sia stato tempo di rendersene conto, senza che ci sia stato il tempo di capire che in quell'attimo la tua vita cambiava.
Forse è stato proprio quell'attimo, segreto, in cui tutto è volato via.
E adesso si affaccia una nuova vita, che è entrata di peso, di forza nella mia.
Una ragazza che più passano i mesi più da l'aria di poter diventare la tua compagna, un lavoro che si profila serio, importante, forse definitivo, prima che la mia vita universitaria, la mia vita da studente che fino ad ora è stato il mio quotidiano, sia ancora finita, senza che ci sia stato quello stacco, forse quel momento di calma in cui uno si ferma, raccoglie i suoi pensieri, decide e parte per una nuova meta.
La cosa mi sorprende e mi sconvolge non poco, mi toglie il respiro e i pensieri al punto da farmi credere di dover trovare di nuovo un mio equilibrio