mercoledì 7 ottobre 2009

Animal Farm


George Orwell pseudonimo di Eric Arthur Blair
Motihari, 25 giugno 1903 – Londra, 21 gennaio 1950
scrittore, giornalista e glottoteta britannico.


Sarebbe contento quel comunistaccio di George Orwell.
Sarebbe stato contento perchè Napoleone non ha instaurato la sua fattoria degli animali, ancora non del tutto o, perlomeno, ha subito una battuta d'arresto.
D'altronde ci voleva, perchè dover leggere di nuovo che tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri da fastidio, fa orrore, ribrezzo.
Almeno sembra che per questa volta l'abbiamo scampata, non so ancora per quanto, non so come in questo Paese, l'unica speranza è che prima o poi qualcuno si svegli dal torpore, che si svegli e ribadisca un suo no ad uno stato con cittadini di serie A e di serie B, uno stato a velocità differenziate, uno stato che non ha ancora capito che i politici sono servitori al servizio dei cittadini.
Spero che tutto questo avvenga in modo democratico, temo che la follia di un pazzo porti alla morte di Napoleone e di tutti gli altri maiali per mano di animali impazziti...

sabato 3 ottobre 2009

Wedding at Naples

Mi è capitato di sentire (stavo facendo altro quindi non sono riuscito a vederlo) un servizio sui servizi fotografici a Napoli.
Ora non entro nel merito dell'utilità del servizio, anche perchè parlare di come viene sprecato il denaro pubblico in Italia è ormai uno sport nazionale, ma sull'argomento stesso del servizio.
Dicevano che a Napoli le coppie, su matrimoni che costano DECINE DI MIGLIAIA DI EURO, stanno rinunciando a molte cose ma non ai servizi fotografici.
Mostrvano come a Napoli un matrimonio diventa una festa rionale, una festa per tutto il quartiere a cui vengono invitati cani e porci.
La cosa francamente mi ha alsciato basito, o per meglio dire ha confermato la scarsa stima che ho sempre più verso quella città e i suoi abitanti.
Come si fa a spendere così tanto per un matrimonio?
Perchè per forza si deve allargare a gente che magari solitamente non si saluta nemmeno?
E' il trionfo dell'ipocrisia partenopea, è il trionfo del nulla, la festa fatta a baraccone per dimostrare d'avere qualcosa che non si ha.
La cerimonia cristiana dell'unione di due persone diventa sagra popolare, consacrazione di un buffoneggiare che a Napoli sembra non aver mai fine.

Cool air

Anche quest'anno è arrivato.
Erano alcuni giorni che lo si aspettava alle porte, erano alcuni giorni che mi aspettavo di vedermelo comparire di fronte...
Mi piace non c'è che dire, e mi piace come arriva, c'è un che di magico in tutto ciò che fa, in come si caratterizza, in ciò che è.
Mi pare di avergli dedicato un altro post, più o meno in questo periodo, l'anno scorso su per giù.
Quando l'autunno arriva le mie giornate migliorano, l'aria si fa frizzante, piccoli brividi corrono lungo la pelle, viene voglia di bere un bel thé con calma, in silenzio, da soli o in compagnia.
Viene voglia di stare al caldo, la mattina, sotto le coperte, avvolgendosi a più non posso per tenere lontano il freddo che ci solletica il naso.
E' stagione da polenta con i funghi ed il formaggio fuso, è stagione da profumo di mosto, è stagione da colori vivi sulle fronde degli alberi.
E' stagione da abbraccie e coccole, perchè se è vero che la stagione degli amori è la primavera e l'estate, se è vero che col caldo si vive ferocemente il desiderio e la passione, d'autunno e d'inverno è il calore del corpo, il calore umano e la contemplazione/conoscenza dell'altro a fare la padrona.
D'estate si già, si esce, in un turbine di vita, d'autunno ci si contempla dolcemente nelle pause tra le carezze dell'amore.
E' la stagione più bella, e per fortuna è iniziata...

giovedì 1 ottobre 2009

Dawn

Ripartiamo? Sì, ma da cosa?
Il post precedente, scritto 10 minuti fa spiega poco quindi lascio comunque altre due righe.
Chi ancora legge sono certo che avrà la pazienza per queste due righette tanto più che le scrivo in fretta.
Mi sono accorto di essere rimasto a lungo lontano dal blog, a lungo lontano da molte e cose e mi sono reso conto che l'ho dovuto aggiornare per molte cose, alcune addirittura strutturalei.
Quest'estate sono decisamente ripartito a partire dall'università che l'anno scorso ha visto concludersi il primo anno molto meglio di com'era iniziato, dagli scout in cui molte cose stanno cambiando, all'amore che ci sarà tempo di descrivere in seguito.
Mi sono accorto che mi ero fermato con questo blog, e da quanto scrivevo ho capito forse il eprchè.
Oltre alla vita che mi ha catturato e trascinato a se devo dire che c'è stato altro.
Gli ultimi post erano tristi, decisamente tristi, segno che qualcosa alla fine l'anno scorso non era andato, c'era stata un ombra, una lunga notte d'infelicità, probabilmente colpa mia che non mi so imporre.
Ma dopo la notte torna l'alba e il sole sa far rispledere tutto...

The river

Capita, a volte capita, capita anche ai pesci di perdersi lungo la corrente.
Capita quando essa è troppo forte, quando ti trascina via, quando non capisci più nemmeno dove andare.
E' capitato anche a me, è capitato quest'estate, è capitato di farsi trascinare da una vita che ti tira via e di lasciarsi andare.
E' stato bello, è bello però poi capita di fermarsi e ti sembra che in pochi mesi tu abbia inserito una vita, di capita di pensare che tutto sia cambiato, che tutto stia cambiando, che come l'acqua di un fiume avanza senza fermarsi, cambiando sempre a costo di tracimare gli argini.
La fita non si ferma e non si arresta, la vita va avanti e mai indietro e lascia su di noi segni che non ci saremmo mai aspettati.
E capita che, a 23 anni, la tua ragazzi trovi il primo pelo bianco tra la barba, capita che un banale sorriso di faccia pensare ad un futuro diverso, che l'inizio dell'università ti dia l'idea che molte cose stanno finendo, e altre iniziando ed improvvisamente realizzi qualcosa.
Non so ancora esattamente cosa, ci son troppe cose da rielaborare, troppe cose che non sempre è facile capire, anzi...
Ci sono tante cose che quest'estate mi hanno portato via, che mi hanno tenuto lontano da questo blog, storie che npn credo racconterò mai troppo addentro sono alla mia intimità.
C'è qualcosa di particolare e prezioso, qualcosa di semplice e ridicolo, che scorre tra le mie dita come la sabbia del deserto, qualcosa che mi serbra di perdere nella velocità con cui passa ma che credo rimarrà sempre mio nello scrigno dei ricordi.
Ci sono corse fatte sulla sabbia, carezze, lacrime e la dolcezza infinita del mare di sera...
Ci sono sentimenti, emozioni, pensieri e riflessioni, nati e finiti in un battito di ciglia, c'è questo e altro ancora.
La strada si apre, e prosegue, lentamente e passo dopo passo non c'è che da percorrerla...