domenica 1 febbraio 2009

Which is my way?

«Tutti i bambini crescono, meno uno.»

Peter Pan James Matthew Barrie

Lo so che lo sapete che è, non serve che ve lo dica io, lo sapete come lo sapeva Wendy, vi è rimasto dentro, in quello strato subconscio che ancora avete anche se forse state proprio facendo la cosa sbagliata, state crescendo ancora, con il rischio che, prima o poi, non crederete più nelle favole, nelle fiabe, e in quel bambino che volava con un pò di polvere magica di fata.
E prima o poi succede, succede di crescere, di fare quel passo, di non essere più ragazzi, quando ancora qualcuno può considerarti bambino, quando ancora qualcuno può illudersi di non vedere in tè ciò che sei ma ancora qualcosa totalmente in fieri per diventare finalmente uomo.
La cosa non è sempre semplice, perchè anche se la cosa magari avviene per gradi un giorno ti svegli e ti rendi conto che Peter Pan per te, un pò come nella fiaba, non potrà venire più.
La notte è finita e alla notte e ai sogni adesso devi sostituire la realtà ed il giorno.
E allora comincia un periodo di tensione, stress e agitazione, qualcuno magari non lo vive, qualcuno lo nasconde a se stesso, per qualcuno dura un attimo e via, per altri è una condizione travagliata che dura anni, alcuni non si pongono nemmeno il problema perchè non saranno mai veramente adulti.
Uno comincia a chiedersi quale sia il percorso che deve e vuole seguire, qual'è la sua strada, quale il percorso che la propria vita deve prendere per portare alla felicità.
Credo sia diverso per tutti e non sempre così facile da seguire, costellato di tanti dubbi e ben poche certezze.
Le aspettative dei genitori e di quanti ci circondano, che lasciano via via il posto a quello che vogliamo noi, a quello che vuole chi vive la strada insieme a noi, non più come individui separati ma quasi come un entità unica.

«Seconda stella a destra, e poi dritto fino al mattino...»

E capita per le tensioni, i momenti di stanchezza, la fatica, i milel impegni che uno veda altre stelle, magari non sono la seconda, forse son la prima o la terza e vien voglia di segurle perchè ci paion belle.
Magari vorremmo scappare, evitare le nostre nuove responsabilità, finire nell'isola per continuare a giocare con gli indiani ed i pirati, scappare per evitare di vedere la propria vita stravolta, per evitare di doversi confrontare con qualcosa che ci appariva tanto distante ma che sembra essere via via più imminente.
E' forte la paura di crescere, di essere considerato uomo, di doversi affacciare al mondo come uomo, magari insieme ad una donna e cominciare a prendere in braccio tutti quegli impegni, lavoro, responsabilità sociali e comunitarie, in qualche caso anche dei figli che il mondo si aspetta prendiamo su di noi.
Poi però la fuga finisce, perchè finisci il fiato o perchè qualcuno ti ferma e ti costringe a renderti conto che non stai andando da nessuna parte e che per quanto ti stanchi sempre lì rimarrai.
E allora ti costringi a guardarti dentro e a cercare in te quell'uomo che sei.

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