giovedì 5 febbraio 2009

Reality and hope

Spesso ci troviamo a desiderare un giardino fiorito uno di quei luoghi perfetti, con il sole che splende e una dolce tenue musica di sottofondo.
Poi la mattina ci svegliamo, con quel portentoso ottimismo che solo i sogni san dare e...
... e apriamo il balconne con l'unica reazione possibile che si concretizza in un amorfizzarsi dei nostri sensi di fronte a quel muro compatto di nebbia che sembra improvvisamente volerci venire incontro solo per ingurgitarci in un mare di nulla.
E questo accade anche quando in realtà fuori c'è il sole.
In realtà lui, il sole, per esserci c'è, sempre, nascosto dietro una cortina di nubi, celato dalla nebbia, però sempre pronto ad illuminarci la giornata, a scaldarci il viso a irradiare la nostra vita.
Come scacciare allora le nubi e superare la nebbia?
Come riuscire a librarsi in volo dal grigiore per poter finalmente sentirsi angeli in cielo?
Solitamente avrei detto con l'impegno e la fatica, con l'aiuto di una risata, ma oggi proprio non lo so, avvolto come sono in un mare di apatica tristezza stretto al collo da un fermaglio di depressione.

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