martedì 3 febbraio 2009

Justice n'est pas vengeance

Ieri sera al telegiornale sentivo che i genitori di quella di ragazzi, lui malmenato lei stuprata, di guidonia hanno inviato una lettera alle più alte cariche dello stato chiedendo provvedimenti esemplarti per quei rumeni che hanno "distrutto" la vita dei loro ragazzi.

I responsabili sono stati presi.
Hanno confessato.
Quasi certamente verranno condannati.
E' possibile che debbano scontare la loro pena in Romania, aggingendo una pena alla pena visto che le loro carceri non devono essere come le nostre.

Oltre a questo cosa devono fare le autorità? cosa stanno chiedendo questi genitori nella loro lettera, nell'ipocrisia di parole quali "provvedimenti esemplari"?
Quei Rumeni dovevano forse essere lasciati alla folla infericita? affinche si perpetrasse un crimine sul crimine? affinche oltre al male che già era occorso dovessimo aggiungere a questa storia anche del sangue?
Perchè vengono invocati provvedimenti esemplari? addirittura viene chiesto che il legislatore metta mano alle leggi, che le cambi per... per che cosa?
Certo la rabbia di chi vive il dolore di una figlia violentata non deve essere poco ma non possiamo permetterci di passare da uno stato di diritto ad uno stato di pancia, in cui quello che conta è l'esemplarità della pena.
Siamo il paese che ha dato i natali a Beccaria, ai suoi !Dei delitti e delle pene", il paese da dove ha preso l'avvio una filosofia che non vede nel carcere un'azione solo puntivia o repressima ma soprattutto correttiva.
Cambiare ora le leggi, mossi dall'onda dell'infignazione non porterebbe a nulla.

Il titolo di quesot post è in francese, è il titolo di un libro di Simon Wiesenthal.

Io allora mi chiedo:

Se uno che è uscito dai campi di concentramento,
se uno che ha visto con i suoi occhi il suo stesso popolo sterminato,
se uno cge vede la sua famiglia massacrata,
se uno cge ha subito i più indicibili abusi, fisici, psichici, spirituali,

non cerca la vendetta ma persegue la giustizia, senza farla da se, senza andare a cercare i criminali sparando loro uno a uno come un novello giustiziere ma cercando di portarli di fronte ad un tribunale, di fronte alle proprie colpe, di fronte alla propria coscienza, di fronte a chi chiederà loro conto dei crimini che essi stessi hanno perpetrato, senza ricercare a tutti i costi l'occhio per occhio dente per dente, rispondendo con un lavoro faticoso e ingrato a chi con il proprio silenzio, con i propri attacchi si faceva connivente di simili criminali anche solo per mantenere il buon nome di una nazione, che diritto abbiamo NOI per un crimine, che per quanto barbaro e abominevole come lo stupro, non potrà mai raggiungere l'efferatezza e la follia dei crimini adoperati dal Nazismo, d'invocare una giustizia che va oltre le leggi, una giustizia che solo a chiamarla tale infanga il concetto ben più alto che LA GIUSTIZIA incarna, una giustizia che viene chiamata tale solo per non essere etichettati come barbari, ma che sa troppo, assurdamente troppo, di vendetta.
Se non vogliamo tornare all'epoca delle faide, alle guerre interne, all'inciviltà dobbiamo poter accettare che ci sia un diritto, che ci siano delle pene previste e che queste siano state pensate come sufficenti per chi delinque.

1 commento:

Anonimo ha detto...

nn condivido il tuo pensiero, io nn te lo auguro ma spero che nn ti capiti mai una situazione del genere, soprattutto se si tratta di un figlio/a o la propria ragazza/moglie, penso sia atroce, io personalmente nn so cosa farei... o forse si...