No, non disturbatevi restate sulla sedia
signori mi presento, sono la Commedia;
non son fatto di ossa ma di atti
che vi lascino rimborsati o soddisfatti,
il mio cuore è chiamato trama,
gente che si odia e che si ama;
il mio sangue è tutto ciò che accade,
dal bacio al duello con le spade;
il mio cibo è il vostro battimani,
il veleno, gli attori cani.
Io sono la commedia e mi divido in atti
per raccontare a voi gli straordinari fatti
di questi cavalieri e della loro dama,
di chi crede di amare e di chi invece ama.
Si narrerà del poeta Cyrano e del suo naso
che sembra modellato con lo stucco
ma non ditelo all'attore, non è il caso
perché ce l'ha davvero non è mica un trucco!!
E di Cristiano giovane cadetto
che si esprime poco meglio di un gibbone
ma ha fascino ed è di bell'aspetto.
Un po' di fantasia questa è finzione!
Entrambi ardon d'amore e questo è il bello
per Rossana cugina di Cyrano
che di quest'ultimo adora anima e cervello
ma ama corpo e viso di Cristiano...
ma l'ora dei preamboli è finita,
è tempo che si vada a incominciare
a tessere la trama e poi l'ordito,
a svolgere, cucire e ricamare
che squillino le trombe signori spettatori,
inizia la commedia che parlino gli attori!

Non vi posso ne vi voglio mentire stasera.
Non mi sento di star tanto bene, sono stanco, non sono soddisfatto, non riesco a ritrovare il filo di questa vita.
Non riesco a capire il senso di molte cose, non riesco a capire il senso della mia felicità, non riesco a trovare il senso della felicità degli altri.
Ogni tanto mi viene da chiedermi se il mio desiderio di solitudine non sia altro che un tentativo piuttosto patetico di usare la scusa di una mia ricerca per nascondere quella che invece è una condizione continua, una quiete apparente in cui tutto continua a ribollire.
L'idea di voler andare nel niente per cercare il tutto, l'idea di partire dal niente per arrivare al tutto, l'idea che partendo niente si possa diventare tutto.
Mi trovo a pensare che questi siano pensieri di pirandeliana memoria, in una vita fatta di maschere, in una vita passata calcando un palcoscenico che crediamo reale, una vita che forse in realtà non è altro che una buffa tragedia.
E allora la disperazione è essere Amleto, che con i suoi dubbi non vive se non nella morte, un Ariel incatenato al proprio destino da un Prospero mondo tiranno, la disperazione è non poter cantare con i fauni e i satiri i canti di una notte di mezz aestate dove le Dee e gli umani con la faccia d'asino si trovano uniti in un dolce mistero chiamato amore.
Siamo qui, in una vita che ci circonda di Jago e MacBeth senza avere la possibilità di trovare ad attenderci come consolazione ne Dedemona ne Rossana e il nostro pianto isolato, i nostri ultimi versi si perdono nel nulla di una sera che cala troppo presto.
Ed ecco che non possiamo dire cos'è un bacio, non possiamo sugellare con le nostre ultime parole quell'amore tanto puro e tanto alto che ci macchia d'infinito un'anima altrimenti assolutamente normale.
E adesso che finalmente cala il sipario ecco si spegne anche l'ultima candela e con il filo di fumo che sale al cielo ecco se ne vanno anche i miei pensieri.
E ora dite, voi che siete il pubblico, ora che si spengono le luci su questa farsa, la paga d'attori, ce la siamo meritata?
Cosa aggiungere potrebbe un narratore
a quanto è già narrato dall'attore?
A me non resta altro che sparire
fare un bell'inchino e poi svanire
come Cyrano che confessa e muore
ai piedi del suo grande eterno amore
anch'io finito il mio cammino
mi accascio e vado verso il mio destino
che è quello di chi inizia e già finisce,
sboccia e dopo un attimo appassisce;
di chi vive soltanto un paio d'ore,
sperando in un applauso e dopo Muore.
a quanto è già narrato dall'attore?
A me non resta altro che sparire
fare un bell'inchino e poi svanire
come Cyrano che confessa e muore
ai piedi del suo grande eterno amore
anch'io finito il mio cammino
mi accascio e vado verso il mio destino
che è quello di chi inizia e già finisce,
sboccia e dopo un attimo appassisce;
di chi vive soltanto un paio d'ore,
sperando in un applauso e dopo Muore.

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