Lungi da me credermi Freccia.
Non ho neppure le parole di quello che ha scritto e diretto quel film.
Se lui le parole le aveva perse io di certo non le ho ritrovate.
Eppure voglio pensare un attimo, fermarmi a guardare indietro, perchè in questo periodo mi sento sempre molto di corsa, perchè mi sembra che mi stiano sfuggendo delle cose, cose che mi scivolano via e non mi rimangono più tra le mani, un pò come della sabbia che ti scivola via dalle dita.
E allora volevo scrivere diverse cose questa sera, o se per voi va bene la chiameremo notte, perrchè pur essendo solo le 18'00 non ci sono più luci nel cielo, le stelle stanno apparendo poco alla volta e per me il buio e il silenzio hanno un effetto particolare.
L'esperienza così come sta andando avanti, l'esperienza di questo blog, mi piace, io mi rilasso e voi che leggete, non siete poi tanti, ma sento che qualcuno, spero avrete la gentilezza di star a sentire le cazzate che qualcuno che non ha proprio niente da dire si mette a sparare quando scende la sera.
Il titolo si vede è quello di una radio, di un film, o meglio della radio di un film ma non voglio troppi sofismi.
E così forse è questo blog, la mia radio personale, in cui le parole, mi scuserete, non sono pronunciate ma scritte, per andare al passo di chi legge, che può scegliere di leggere come preferisce.
E' la storia di un racconto che parte dal Veneto più centrale che c'è, che delicatamente ogni tanto atterra dalle parti di Radio Raptus, da quell'Emilia di Ivan Banassi detto Freccia, poi risparisce assorbita dalle nebbie della bassa per riapparire nel cuore dell'Africa, nelle montagne del Buthan, nel mezzo del Kalahari quando si sveglia e in mille altri luoghi.
Nella mia mente i post hanno una canzone associata, qualche volta la metto, qualche volta la tengo per me, è un soud silente, decisamente rock, ogni tanto blues, con accenni di swing o jazz...
E' un rumore di fondo che ti prende e non ti lascia mai andare il cuore, che rimane tra le cose che non puoi scacciare.
Questa sera iniziamo con qualcosa di diverso, iniziamo con qualcosa che non è musica in senso stretto, ma che forse lo è molto di più di tante canzoni.
Luciano Ligabue
Ho perso le parole
eppure ce le avevo qua un attimo fa,
dovevo dire cose
cose che sai,
che ti dovevo
che ti dovrei.
Ho perso le parole
può darsi che abbia perso solo le mie bugie,
si son nascoste bene
forse però,
semplicemente
non eran mie.
Credi
credici un po'
metti insieme un cuore e prova a sentire e dopo
credi
credici un po' di più di più davvero.
Ho perso le parole
e vorrei che ti bastasse solo quello che ho,
io mi farò capire
anche da te,
se ascolti ben se ascolti un po'.
Sei bella che fai male
sei bella che si balla solo come vuoi tu
non servono parole
so che lo sai
le mie parole non servon più.
Credi
credici un po' sei su radiofreccia guardati in faccia e dopo
credi
credici un po' di più di più davvero.
Ho perso le parole
oppure sono loro che perdono me,
io so che dovrei dire
cose che sa,
che ti dovevo, che ti dovrei.
Ma ho perso le parole
che bello se bastasse solo quello che ho,
mi posso far capire
anche da te,
se ascolti bene
se ascolti un po'.
Credi
credici un po'
metti insieme un cuore e prova a sentire e dopo
credi
credici un po' di più di più davvero.
Credi
credici un po' sei su radiofreccia guardati in faccia e dopo
credi
credici un po' di più di più davvero.

Nessun commento:
Posta un commento