mercoledì 28 gennaio 2009

If this is a man

è sempre molto triste, almeno per me, quanto vedo nella giornata della memoria.
Migliaia di manifestazioni in memoria delle vitimme dell'olocausto, della shoa.
Per carità non sono antisemita, credo di avere qualche amico che lo è senza saperlo, non credo di essere nemmeno antisraeliano, ne antisoinsta, riconosco a quello stato il suo diritto di vivere anche se dovrebbe trovare una via per una convivenza più pacifica. Soprattutto verso i bambini.
Quello che m'intristisce è che prima o poi, in poche ore appena 24, finisce. Si spegne e scompare nel vento.
Son bravi tutti a fare i belli per un giorno, son bravi tutti a fare discorsi e commemorazioni una volta l'anno, salvo poi dimenticarsene nascondendoli dietro tutti i pensieri del quotidiano.
Non mi piace e m'intristisce.
Per questo ieri non ho scritto nulla.
Perchè la memoria non si limita a ieri, ma rimane oggi e vivrà domani.
Di solito metto una canzone, oggi meterò poche altre riche.
Di solito metto una foto, ce ne sarebbero tante, ma preferisco che ognuno sappia stare fermo, sull'orlo del baratro a vedere l'orrenda banalità del male.



« Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.»
Primo Levi

Nessun commento: