Il sentiero a me sembra chiaro.
E' difficile certo, ma non impossibile, a meno che non si mettano di traverso anche quelli che sono i tuoi compagni di strada.
Ad un certo punto uno quindi decide di lasciare, di abbandonare quel sentiero, quel percorso e quei compagni, decidendo che forse, in certi casi, è meglio procedere da soli.
Quando ti ostacolano perchè così è più facile,
quando per alcuni è meglio fare una gitarella sulla neve piuttosto che una festa comune a tutti perchè comporta meno fatica,
perchè se uno vuol fare scoutismo deve andare altrove,
perchè, perchè mille perchè dettati dalla pigrizia
dall'abitudine
dal semplice ripetere cose già fatte che non comporta nuove sfide, nuove emozioni.
Un sentiero comune, dovrebbe essere il nostro, con tutti gli altri scout del mondo, un percorso fatto insieme, cercando di diventare tutti "cittadini del mondo", di questo mondo meraviglioso, che dovremmo aiutare a migliorare giorno dopo giorno.
Forse un giorno, quando potremo dire di averlo cambiato almeno un pò questo mondo, scopriremo che sono cambiati anche i nostri compagni, persone nuove o con una testa nuova, e allora il sentiero lo potremo riprendere insieme.
Pablo Neruda
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

1 commento:
...approvo in pieno... Pablo Neruda la sapeva lunga...
Posta un commento