domenica 21 dicembre 2008

Am I Stupid?

Pensiero serale.

Ricominciamo la tradizione. Siamo qui io, la candela verde alla vaniglia e la candela blu alla vaniglia.
La seconda sembra risorta dalle profondità degli scaffali vicino alla mia scrivania.
Sembra che questi ultimi abbiano la capacità di fagocitare le cose. Mah...
Momento di riflessione prenatalizio, su diversi temi perchè è tanto che a parte i miei amari e criptici sfoghi riesco a scrivere qualcosa di sensato e di ragionato qui.
Sono stanco, chi mi ha sentito in questi giorni non sarà nuovo a questa affermazione, a questa constatazione.
Non è nuova perchè è qualcosa, la stanchezza, che ultimamente mi pervade e sembra non volermi lasciare andare.
In realtà non si tratta di una stanchezza come già vissuta in altri momenti, una di quelle stanchezza da nausea per il troppo far qualcosa, per il troppo studio, per i pochi attimi liberi et similia...
No, questa stanchezza è qualcosa di diverso è qualcosa che provo per la prima volta da tempo anche se in modo diverso, è stress.
Era dall'epoca dele superiori che non ero stressato, era da quando non mi trovavo a dover vivere con l'angosciante paura di compiti, interrogazioni e prove varie che non mi sentivo così.
I mille impegni, con gente che tira indietro il culo non capendo che solo se la macchina avanzasse compatta ci sarebbe la possibilità di procedere, la gente che fa le cose male, le persone angosciate, le persone che non si riesce proprio a capire, quelle con cui non si riesce ad entrare in sintonia.
Quanto sto facendo mi piace, ma dovrebbe essere più leggero, meno pressante, vorrei meno persone che mi chiamano e mi chiedono e più persone che sappiano pensare con la propria testa.
Questo è reso ulteriarmente pesante dall'impossibilità di avere qualcuno con cui parlare, non riesco a trovare nessuno con cui poter aprirmi, qualcuno che sappia aiutarmi a suonare delle note delicate che ora mi sembrano perse nel vento.
E' una situazione particolare, una situazione che sento forte ultimamente, una sensazione d'insoddisfazione, di irrequitezza una sensazione che conosco bene, perchè è una signora con cui mi è capitato di ballare già altre volte, pur contro la mia volontà, perchè la solitudine è una bestia strana, che può far male e da cui possono discendere tanti mali.
Quando si tratta di solitudine imposta e non cercata, quando si tratta di un peso e non di un sollievo, quando è qualcosa che t'imprigiona e da cui non puoi scappare, che ti riempie d'angoscia anzichè di quiete ecco allora è una bestia dalla quale si vorrebbe rifuggire.
E questo è difficile quando ci si trova a dover ricoprire o ad essere seduti su dei posti che sono irrimediabilmente solitari.
L'anno scout non mi piace come sta andando avanti, forse è un problema mio, forse di altri, non so.
Dalla riunione di questo inizio anno non riesco a trovarmi nella comunità capi, non è il mio posto e non sento di farne parte, troppo ampio è il divario che è stato aperto.
La pretesa d'INSEGNARE l'umiltà trasmettendo l'umiliazione, l'ergersi a giudici quando si è primi colpevoli non aiuta a creare un rapporto.
E sento tutto pesante.
Malgrado le cose semrbino funzionare la staff non prende, non acquisisce mordente, funzioniamo perchè sappiamo farlo, non perchè si sia creato qualcosa diparticolare, perchè si sia creato un certo affiatamento.
La cosa funziona perchè siamo due professionisti, perchè siamo due capi che hanno riflettuto su cosa voglia di fare scoutismo e sanno applicare il metodo, altro non riesco a scorgerlo.
Questa unità che malgrado tutto funziona però ha creato problemi.
Non mi piace come vanno le cose altrove, una branca non va, proprio non va, mentre dell'altra non so nulla.
Un reparto che raccoglie quelle che dovrebbero essere le maggiori esperienze scout non ingrana, non sta svolgendo attività, non ha steso un programma che non esistendo non può essere portato avanti. Le persone che avrebbero dovuto spaccare il mondo non mi pare ingranito e non si sa dove finiranno.
Dell'altra branca non so nulla se non che quelli che sono i pressuposti della sua stessa esistenza non ci sono.
Non c'è servizio, non c'è partecipazione alla vita del gruppo, non c'è presenza non c'è educazione ad un cammino di fede.
Le cose mi sembra siano lasciate andare un pò così senza controllo, senza che si possa far niente.
Dopo quanto ho visto al campo quest'estate credo che un pò sia anche una precisa idea del capo clan.
Se non vediamo i ragazzi allora non possiamo renderci conto della loro progressione e trovarli carenti.
Lo erano nella rpeparazione fisica e mentale, di tecnica e di spirito, non erano rover, ma nemmeno esploratori, forse dei gran lupettoni. Qualcosa che francamente proprio non ci serve.
Quello che mi da più fastidio è che dopo l'inizio di quest'anno in cui sono stato dipinto come un mostro, un inizio d'anno in cui mi è stata tolta la voglia di far branco e lupettismo, in cui mi si sono stati tolti stimoli ed entusiasmo chi si è reso colpevole di queste azioni adesso dimostra di non essere in grado di fare quanto mi riprogettavo io.
Io volevo far volare una branca, altri non sanno farle procedere.
Io mi sono e mi sto formando per diventare un capo migliore, altri di fronte alle difficoltà si ergono a giudici e arrivano ad affermare che a loro "fa ridere chi torna da certi posti con la verità in tasca".
Io che cerco di capire, quando altri si riempiono labocca di parole che non conoscono e non capiscono e nemmeno s'interessano d'approfondirle.
Io che seppur con la mia imbranataggine, con la mia scarsissima abilità provo a fare quanto riesco a fare altri che dovrebbero essere migliori che spariscono.
Io che porto avanti delle proposte ragionate e motivate, che prove a ragionarci su, altri che impongono delle loro cose che poi non seguono, lasciando a noi del lavoro inutile in più da fare.
Io che insieme ad altri cerco di trasmettere il vero senso dello scoutismo facendo risparmiare ai genitori tempo e fastidi e mi trovo a dover combattere con dei genitori che mi contano anche gli spiccioli di fronte a un gruppo che di certo non ha problemi economici.
Di tutto questo farei a meno, mi stanca e basta, mi rovina le giornate, mi getta oscurità su un anno che altrimenti è andato bene, anzi benissimo.
Mi tocca usare tutta la mia forza di volontà per tornare con la testa alla laurea ed ai ragazzi che c'erano, a quel caldo soffocante e al vino freddo, mi tocca sfruttare l'0immaginazione per tornare ai centri estivi con Giulia, Elena, Silvia e tutti gli altri animatori che però ho conosciuto meno, al campo che è andato bene malgrado alcuni, alla scuola capi con Stefania, Daniele, Massimiliano, Lorenzo, Nico, Gabri gli istruttori e tutti gli altri allievi, mi tocca usare una lacrima per tornare a sentire e vedere una canzone cantata nello scompartimento di un treno che corre verso il tramonto, mi serve un attimo di sofferenza per tornare ad una sera di fine estate di fronte ad una chiesa, mi serve tutto questo per ricordarmi che non è stato un anno, l'ennesimo, sprecato, che mi serve a convincermi che dopo la tempesta verrà il sole, che le cose riprenderanno a marciare, che nel futuro non ci sarà sempre e solo solitudine che finirà di piovere e potremmo anche tornare a vedere il sereno.
Questo mi serve, e per fortuna che da un paio di giorni ha smessov eram,ente di piovere e splende il sole altrimenti sarei triste, forse sarei più triste di come sono adesso e, alla fine di tutto, non avrei nemmeno questo mezzo sorriso che mi decora la faccia alla fine della riflessione serale.
Buona notte e sogni d'oro a tutti.

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