Io capisco che non sia semplice, ma non è nemmeno possibile ignorarlo.
Chiedo perdono fin da ora, ma non posso ne capirlo, ne approvarlo, ne accettarlo.
Credo che ieri sera sia stata una delle riunioni di CoCa più tristi a cui io abbia mai partecipato, e quanto è stato detto faceva venire i brividi.
Io ho un'idea di scoutismo, ben piantata in testa. Non sono convinto che sia in assoluto la migliore, non sono convint che sia perfetta, ma è la mia idea, e fino a che qualcuno non mi dimostrerà che è vero il contrario, che io sbaglio, continuerò a crederci.
Io credo che uno scout si uno che riesce a pensare con la sua testa, uno che sa discernere, o almeno ci prova, cò che è giusto e ci che è sbagliato, è uno che se trova qualcosa che non va, senza usare la violenza, e la stupidità, ma con l'imegno ed un lavoro quotidiano prova a cambiare le cose.
Io credo nei nostri motti, io credo in quanto promettiamo e facciamo promettere, io credo che il nostro impegno non sia sprecato fintanto che ci crediamo.
Io credo che si debba educare, educare a quelal che è la filosofia scout, a non mollare mai, a adre sempre il meglio, ad essere preparati, ed a sapersi sacrificare per gli altri.
Se non ci credessi adesso non sarei capo, non mi metterei continuamente alla ricerca di materiali per dare sempre qualcosa in più a quei ragazzi che provo a seguire nella crescita.
Non posso ne accettare ne capire un capo che mi dice " Si am se uno deve fare scoutismo vero deve andare da un'altra parte"...
Non posso ne accettare ne capire che la mia attenzione debba essere concentrata non sui ragazzi ma su dei genitoi che il nostr malsano statuto pone al centro dell'associazione senza che siano presenti, senza che ne abbiano le competenze, senza che, spesso, nemmeno vogliano farne parte.
Non è possibile che l'elemento centrale dell'associazione sia il genitorire quando a fare attività sono capi e ragazzi, non è possibile dover leggere un documento come quello che conclude il nostro statuto, perchè vuol dire che qui qualcuno non ha capito diverse cose.
Uno scout, un capo in primo luogo, è uno che non può ignorare le cose, è uno che se crede in quello che fa non può nascondersi dietro un fuscello abbassando la testa sperando che queste non lo vedano e tirino dritto.
Non ci si può nascondere dietro ad un "ma tanto è così, queste sono le nostre caratteristiche, se non va bene così lasciamo perdere tutto e chiudiamo". Non può essere così perchè non tutto è sbagliato, e se è sbagliato solo in parte basta una lieve correzione.
Però se per paura non si vuole fare neanche quella...
Se non ci si sente come educatori protagonisti della crescita del ragazzo almeno nelle due ore che è con noi, e ci si nasconde dietro al "ma tanto è il genotire che passa quasi il suo tempo con lui, ed è giusto che sia protagonista anche qui...".
In quelle due ore siamo noi i protagonisti, noi quelli che stiamo di fronte ai ragazzi, noi quelli che s'impegnao, quelli che perdono soldi e denaro, quelli che rischiano perchè la responsabilità per la legge è nostra, non è il genitore.
Il genitore ci porta il suo ragazzo, decide che vuole per suo figlio una certa formazione, di cui può cercare di capire i contorni, ma che non può modificare più di tanto, che deve accettare e di cui, quindi, non è responsabile.
Quindi, non è possibile che anche in associazione i capi non siano considerati, e che il loro posto sia preso da dei genitori ultra marginali.
Da da pensare solo il fatto che il per decidere chi eleggere al direttivo i genitori chiedano a noi capi.
Se non sono autosufficenti, tanto vale che siano i capi a prenderne il posto eliminando un inutile pessaggio.
I genitori possono ancora esserci, io credo che possano essere, eprchè attualmente non sono, una ricchezza per l'associazione di cui faccio parte, ma la loro ingombrate prenseza, in molti casi inutile se non dannosa, deve essere modificata.
Non ha senso dover avere a che fare con gente che viene lì solo praticamente per fare riunioni in cui viene riferito come va l'attivià, invece di una ogni mese e mezzo ne basterebbe una ogni quattro mesi, con noi capi che ci risparmiamo riunioni.
Si è visto che alle feste non vengono se non per fare gruppo a parte fregandosene dei figli e del clima di famiglia che si vorrebbe creare, se partecipano, se prendono parte ai giochi è per divertire se stessi e non creare un legame coi propri figli... e allora per cosa gli stiamo ancora dietro?
Tanto ce li portano solo per avere un parcheggio...
Non sanno quello che facciamo, non si immergono nel nostro sistema educativo, ma vogliono esserne custodi e controllori... bah...
Se poi a questo uno aggiunge che un ebete si inventa frasi che non sono scritte ad nessuna parte dei testi di B-P (e si che li ho appena finiti di leggere) o che se anche ci sono o sono strate stravolte, o estrapolate da testi vecchi antecedenti alla "seconda vita" del capo scout del mondo... beh oltre a farmi tristezza mi da fastidio, raccontare balle, cercare di sfruttare cose che forse sono in una righetta su molti libri di testi non è scout...
Se poi ci aggiungiamo che una persona mi fa trovare per preparare un'attività, non viene per altri impegni (in questo lo giustifico epr carità) ma poi ignora quanto è stato preparato, Se ne frega di quello che hanno preparato gli altri, non prova nemmeno a capire quello che hano pensato gli altri, solo per ascltare la sua voce che l'incanta, beh direi che è stata una riunione di merda...
Fortuna che pensare ad alcune eprsone ancora mi rasserena...

Chiedo perdono fin da ora, ma non posso ne capirlo, ne approvarlo, ne accettarlo.
Credo che ieri sera sia stata una delle riunioni di CoCa più tristi a cui io abbia mai partecipato, e quanto è stato detto faceva venire i brividi.
Io ho un'idea di scoutismo, ben piantata in testa. Non sono convinto che sia in assoluto la migliore, non sono convint che sia perfetta, ma è la mia idea, e fino a che qualcuno non mi dimostrerà che è vero il contrario, che io sbaglio, continuerò a crederci.
Io credo che uno scout si uno che riesce a pensare con la sua testa, uno che sa discernere, o almeno ci prova, cò che è giusto e ci che è sbagliato, è uno che se trova qualcosa che non va, senza usare la violenza, e la stupidità, ma con l'imegno ed un lavoro quotidiano prova a cambiare le cose.
Io credo nei nostri motti, io credo in quanto promettiamo e facciamo promettere, io credo che il nostro impegno non sia sprecato fintanto che ci crediamo.
Io credo che si debba educare, educare a quelal che è la filosofia scout, a non mollare mai, a adre sempre il meglio, ad essere preparati, ed a sapersi sacrificare per gli altri.
Se non ci credessi adesso non sarei capo, non mi metterei continuamente alla ricerca di materiali per dare sempre qualcosa in più a quei ragazzi che provo a seguire nella crescita.
Non posso ne accettare ne capire un capo che mi dice " Si am se uno deve fare scoutismo vero deve andare da un'altra parte"...
Non posso ne accettare ne capire che la mia attenzione debba essere concentrata non sui ragazzi ma su dei genitoi che il nostr malsano statuto pone al centro dell'associazione senza che siano presenti, senza che ne abbiano le competenze, senza che, spesso, nemmeno vogliano farne parte.
Non è possibile che l'elemento centrale dell'associazione sia il genitorire quando a fare attività sono capi e ragazzi, non è possibile dover leggere un documento come quello che conclude il nostro statuto, perchè vuol dire che qui qualcuno non ha capito diverse cose.
Uno scout, un capo in primo luogo, è uno che non può ignorare le cose, è uno che se crede in quello che fa non può nascondersi dietro un fuscello abbassando la testa sperando che queste non lo vedano e tirino dritto.
Non ci si può nascondere dietro ad un "ma tanto è così, queste sono le nostre caratteristiche, se non va bene così lasciamo perdere tutto e chiudiamo". Non può essere così perchè non tutto è sbagliato, e se è sbagliato solo in parte basta una lieve correzione.
Però se per paura non si vuole fare neanche quella...
Se non ci si sente come educatori protagonisti della crescita del ragazzo almeno nelle due ore che è con noi, e ci si nasconde dietro al "ma tanto è il genotire che passa quasi il suo tempo con lui, ed è giusto che sia protagonista anche qui...".
In quelle due ore siamo noi i protagonisti, noi quelli che stiamo di fronte ai ragazzi, noi quelli che s'impegnao, quelli che perdono soldi e denaro, quelli che rischiano perchè la responsabilità per la legge è nostra, non è il genitore.
Il genitore ci porta il suo ragazzo, decide che vuole per suo figlio una certa formazione, di cui può cercare di capire i contorni, ma che non può modificare più di tanto, che deve accettare e di cui, quindi, non è responsabile.
Quindi, non è possibile che anche in associazione i capi non siano considerati, e che il loro posto sia preso da dei genitori ultra marginali.
Da da pensare solo il fatto che il per decidere chi eleggere al direttivo i genitori chiedano a noi capi.
Se non sono autosufficenti, tanto vale che siano i capi a prenderne il posto eliminando un inutile pessaggio.
I genitori possono ancora esserci, io credo che possano essere, eprchè attualmente non sono, una ricchezza per l'associazione di cui faccio parte, ma la loro ingombrate prenseza, in molti casi inutile se non dannosa, deve essere modificata.
Non ha senso dover avere a che fare con gente che viene lì solo praticamente per fare riunioni in cui viene riferito come va l'attivià, invece di una ogni mese e mezzo ne basterebbe una ogni quattro mesi, con noi capi che ci risparmiamo riunioni.
Si è visto che alle feste non vengono se non per fare gruppo a parte fregandosene dei figli e del clima di famiglia che si vorrebbe creare, se partecipano, se prendono parte ai giochi è per divertire se stessi e non creare un legame coi propri figli... e allora per cosa gli stiamo ancora dietro?
Tanto ce li portano solo per avere un parcheggio...
Non sanno quello che facciamo, non si immergono nel nostro sistema educativo, ma vogliono esserne custodi e controllori... bah...
Se poi a questo uno aggiunge che un ebete si inventa frasi che non sono scritte ad nessuna parte dei testi di B-P (e si che li ho appena finiti di leggere) o che se anche ci sono o sono strate stravolte, o estrapolate da testi vecchi antecedenti alla "seconda vita" del capo scout del mondo... beh oltre a farmi tristezza mi da fastidio, raccontare balle, cercare di sfruttare cose che forse sono in una righetta su molti libri di testi non è scout...
Se poi ci aggiungiamo che una persona mi fa trovare per preparare un'attività, non viene per altri impegni (in questo lo giustifico epr carità) ma poi ignora quanto è stato preparato, Se ne frega di quello che hanno preparato gli altri, non prova nemmeno a capire quello che hano pensato gli altri, solo per ascltare la sua voce che l'incanta, beh direi che è stata una riunione di merda...
Fortuna che pensare ad alcune eprsone ancora mi rasserena...

1 commento:
fede per quel poco che ti conosco s che la tua idea di scoutismo è pressocchè giusta.. tu continua a batterti per i tuoi lupi e tieni duro.. fai del tuo megio.. un abbraccio
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