giovedì 2 ottobre 2008

Silence, please. I am waiting for a word.

Solito momento serale. Solita candela alla vaniglia. Solito momento per riflettere.
E i pensieri non mi sembrano poi così nuovi. Sono cose già provate, sono cose che mi sembrano già vissute.
Non è un discorso che mi piaccia fare, non è una cosa per cui provo piacere, anzi è una delle cose per cui io fin troppe volte provo paura.
La mia paura più grande, un demone che da sempre mi perseguita, che mi accompagna fedele anche se indesiderata compagna di viaggio, è la solitudine.
E' la cosa che più mi spaventa, quella che mi fa più male, quella che cerco, spesso senza riuscirci, di schivare.
Non sono mai stato un gran comunicatore, non sono mai stato "quello popolare, quello figo, quello bello" più facile che passassi per quello stronzo.
Penso che chi mi conosce sa possa testimoniare che non sono così (se non possono sto proprio preso bene...), sa che dietro la facciata, dietro un comportamento duro, antipatico, e spesso acido, c'è principalmente paura, e il terrore di venir ferito.
Questa paura mi spinge spesso a preferire il silenzio, a preferire quell'angolino, quello nell'ombra, nell'angolo, in cui nessuno ti disturba, in cui nessuno ti viene a far der male ma nel quale, è anche vero, nessuno ti viene a cercare e tu rimani solo.
Conosco un discreto numero di persone, molte poche tra questi chiamo amici, qualcuno è stato un semplice compagno di viaggio che, in questo viaggio chiamato vita, ho incontrato, perso, ritrovato e in certi casi riperso.
C'è stato chi ha lasciato una traccia un pò più profonda e chi un pò più lieve, c'è chi nella sua traccia ha versato del sale che ha fatto soffrire, come una ferita che brucia per mesi, c'è chi invece v'ha versato del balsamo, risanando quanto altri avevano distrutto.
Spesso non so dire quanto vorrei, pur giocando fin troppo spesso con le parole, mi trovo in assenza di quelle che sarebbero giuste in quel momento, so che spesso mi manca il coraggio, che spesso quanto dico è gravato da una timidezza assruda e da una paura d'esporsi immotivata.
So che ci sono dei punti di domanda a cui non ho dato la risposta che volevo.
Ora sono qui, nel silenzio di questa notte, sono qui in silenzio, con la sola luce del monitor e di una candela, sono qui che cerco e vorrei trovare qualcosa che non so e che ho già incontrato, o qualcosa che so e non mi è capitato ancora di vedere, sono qui in compagnia delle mie dita che accarezzano i tasti, dei miei pensieri che cavalcano il mare del nulla, per approdare dove solo i sogni più arditi sanno arrivare.
Sono qui, in silenzio, solo, in attesa che arrivi una parola.

1 commento:

Anonimo ha detto...

ciao fede.appena ricarico il cell ti scrivo...un bcio