PERSA
Monologo drammatico
Monologo drammatico
Chi sei?Conosci te stessa?
Cosa rimane in tutto ciò della vita, dell'amore, della lotta?
Per certe cose non ci sono parole
per altre ce ne son troppe.
Il futuro è ciò che scegliamo,
tra luce ed ombra,
tra dannazione e redenzione,
Angeli e demoni,
cavalieri e briganti.
Quale via hai scelto di percorrere?
La strada è tracciata, la discesa si snoda tra curve e deviazioni
forse arriverà in qualche dove.
Il nostro passato non è che una precognizione del futuro,
ciò che lasciamo dietro di noi
ci perseguiterà fino alla fine,
siano essi giardini fioriti o ruderi fumanti,
siano esse le stelle del cielo o i prodottidi una latrina.
Ma nel silenzio della notte, nel silenzio delle tue parole
non trovi una traccia del veleno che lasci?
forse arriverà in qualche dove.Il nostro passato non è che una precognizione del futuro,
ciò che lasciamo dietro di noi
ci perseguiterà fino alla fine,
siano essi giardini fioriti o ruderi fumanti,
siano esse le stelle del cielo o i prodottidi una latrina.
Ma nel silenzio della notte, nel silenzio delle tue parole
non trovi una traccia del veleno che lasci?
Le nebbie, ciò che non è dato sapere,
un percorso in mezzo al fango e alla merda,
un percorso fatto di sacrifici e rinunce
un percorso fatto di fatica e sangue sputato
un percorso fatto di continue insistenze
per trovarsi di fronte ad un'ultima ennesima nebbia?
E la nebbia non era che mia,
non era che un feticcio sventagliato, per nascondere altro
non era che qualcosa,
qualcosa di malato e perverso, per non dire l'unica cosa importante
per non dire la verità.
Ed ora qui, di fronte al nulla, di fronte all'ennesimo baratro nero
qui di fronte alle armate di quei mille pensieri
che mi rodono dentro
mi ergo ancora, da solo, alla ricerca di luce.
Le lacrime che ci sono non sono per me,
ma per chi ancora ne avrà da soffire,
per le vittime innocenti di questa follia,
per chi ancora dovrà provare la banalità del male.
Potessi essere io quel bambino dei Karamazov

un percorso in mezzo al fango e alla merda,
un percorso fatto di sacrifici e rinunce
un percorso fatto di fatica e sangue sputato
un percorso fatto di continue insistenze
per trovarsi di fronte ad un'ultima ennesima nebbia?
E la nebbia non era che mia,
non era che un feticcio sventagliato, per nascondere altro
non era che qualcosa,
qualcosa di malato e perverso, per non dire l'unica cosa importante
per non dire la verità.
Ed ora qui, di fronte al nulla, di fronte all'ennesimo baratro nero
qui di fronte alle armate di quei mille pensieri
che mi rodono dentro
mi ergo ancora, da solo, alla ricerca di luce.
Le lacrime che ci sono non sono per me,
ma per chi ancora ne avrà da soffire,
per le vittime innocenti di questa follia,
per chi ancora dovrà provare la banalità del male.
Potessi essere io quel bambino dei Karamazov


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