C'ho passato periodi abbastanza lunghi delle mie vacanze, d'estate si sta bene e non c'è il caldo afoso della pianura, d'inverno il freddo è compensato dalla possibilità di sciare e di stare in mezzo alla neve che per me ha una strana attrattività.
Mi ha fatto piacere quindi passare alcuni giorni in montagna, i piacere del sentiero, la fatica della salita (soprattutto se ripida e in mezzo al fango) la compagnia, il cibo, mi hanno ridato la possibilità di tornare bambino almeno per un pò.
La montagna poi ha un'altro lato, un lato più spirituale.
In certi momenti ci si trova ad essere profonamente soli, pur essendo in gruppo, senza percepire questo come un male.
Forse è anche sbagliato dire che si è soli, si è in compagnia della propria piccolezza, di fronte a qualcosa che è infinitamente più grande e vecchio di noi.
SI è soli con l'infinito, con qualcosa che ci porta oltre la terra, che ci porta a sentirci diversi.
La tranquillità che si respira in montagna, quella tranquillità che si acquisisce sul sentiero e sulla vetta altrove non si trova.
E' la tranquillità del cielo e della terra che si uniscono e spero di averne fatto uan buona scorta.

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