L'aria fresca sul viso,
le dita ancora rigide che assaggiano la presa,
L'aria sferzata da un fendente provato
contro un nemico immaginario,
contro un fiore silente ed isolato
a cui veloci, si toglie la vita.
le dita ancora rigide che assaggiano la presa,
L'aria sferzata da un fendente provato
contro un nemico immaginario,
contro un fiore silente ed isolato
a cui veloci, si toglie la vita.

Certo nel duello moderno, quello per intenderci fatto nella scherma sportiva, manca, anche se non del tutto, quello che era il fascino e la mortale attesa che c'era nel duello d'onore del secolo scorso e precedenti.
La paura e la tensione dovevano essere palesi, presenti, quasi tangibili come se fossero altre persone resenti in un luogo altrimenti isolato.
Già nella scherma moderna durante l'incontro c'è tanta adrenalina, c'è la tensione della gara, dello scontro, quasi ci fosse un riattivarsi di quelle aree ferine che spesso abbiamo solo latenti nella nostra testa.
La tensione emotiva si carica vieppiù che ci si avvicina all'ora, pronti, frementi, in attesa di quell'unico primo contatto tra le lame che avrebbe dato avvio all'incontro e che da lì avrebbe aspirato dentro un turbine di sangue e morte i contendenti.
Chissà come dovevano sentirsi? carichi fino all'impossibile della sensazione di se, carichi fino all'impossibile di una potente idea d'onnipotenza e d'invincibilità.
E poi, poi come avrebbero reagito se l'avversario che tanto stavano aspettando, quasi fosse un'amante, non si fosse fatto vivo, macchiando l'onore ma mantenendo salva la vita?
Cosa avrebbero pensato di chi, all'ora convenuta non si fosse presentato, non si fosse fatto avanti a discutere sul dilo dell'acciaio delle proprie ragioni, delle proprie colpe, di quanto ad esso veniva imputato.
Credo fosse una sensazione molto simili a quella di colui che viene defraudato di quanto ritiene suo di diritto, una sensazione di vuoto, come quella di un appuntamento sfumato, una sensazione di rinnovata ingiustizia, una sensazione di rabbia profonda, che sicuramente si sarà andata ad aggiungere a quella che già c'era prima, una sensazione di ferina attesa, che avrebbe potuto portarli ad attendere, lì sotot il portone del loro avversario, fino a che non fosse giunta la notte e poi l'alba successiva, per riveder ridiscendere la notte, con l'unico pensiero di essere lì, pronti a discutere con chi era scappato al proprio onore, delle accuse che venivano a lui mosse.

Nessun commento:
Posta un commento