Bene, momento di riflessione.
Oggi 40'000 studenti scendono in piazza contro la riforma Gelmini nella sola Firenze. E sbagliano.
Non nella protesta, quella è sacrosanta e anche giusta, sbagliano in come la cosa si è conclusa.
La riforma è fatta male in modo improvvisato e qualunquista, perlomeno quella dell'università, con tagli indiscriminati e folli.
Le università, la ricerca, e lo sviluppo della conoscenza sono il futuro di una società evoluta, sono ciò che fa la differenza tra un paese sviluppato ed uno arretrato, tra chi nel mondo del futuro sarà guida e faro dell'umanità e chi invece arrancherà faticosamente dietro nelle retrovie.
Può anche starci che ci siano dei tagli in un momento di crisi, ma questo non può e non deve pregiudicare l'insegnamento delle Università che lavorano bene.
Viene contestato che ci sono troppe università e troppo sedi distaccate, cosa non vera visto che solo nello stato del Michigan mi dicevano gli studenti che ci vivevano c'erano una decina di università pubbliche per un numero veramente esiguo d'abitanti.
In Italia inoltre sarebbe da ricordare che c'è stata una proliferazione di micro università soprattutto sotto il governo Berlusconi che sembrava voler dare a cani e porci tanto che l'allora presidente del senato ha praticamente voluto un'università sua mi pare in quel di Siena ma potrei anche sbagliarmi.
Eliminassero quelle università, cominciassero a tagliare i fondi dalle università ridicole, cominciassero a togliere i fondi, se ne vengono stanziati, alle scuole private.
Non è concepibile che i fondi vengano tagliati allo stesso modo a chi lavora bene e che potrebbe lavorare meglio e a chi lavora male e potrebbe diventare solo un buco nero per altri fondi.
Perrò i ragazzi di Firenze han sbagliato, questa riforma è sbagliata e manifestarci contro è giusto, ma cessa di esserlo quando si occupano i binari, quando si crea un disservizio pubblico, quando si va a danneggiare persone terze che di colpe non ne avevano.
Questo è sbagliato e non porterà certo l'opinione pubblica a favore di chi protesta.
Se vogliamo difendere la cultra in Italia, le sue sedi che sono a rischio per questo governo e certe sue operazioni cialtrone, dobbiamo farci noi stessi, è per primi portatori di cultura e civiltà e sedersi sui binari non è un modo di farlo.
Oggi 40'000 studenti scendono in piazza contro la riforma Gelmini nella sola Firenze. E sbagliano.
Non nella protesta, quella è sacrosanta e anche giusta, sbagliano in come la cosa si è conclusa.
La riforma è fatta male in modo improvvisato e qualunquista, perlomeno quella dell'università, con tagli indiscriminati e folli.
Le università, la ricerca, e lo sviluppo della conoscenza sono il futuro di una società evoluta, sono ciò che fa la differenza tra un paese sviluppato ed uno arretrato, tra chi nel mondo del futuro sarà guida e faro dell'umanità e chi invece arrancherà faticosamente dietro nelle retrovie.
Può anche starci che ci siano dei tagli in un momento di crisi, ma questo non può e non deve pregiudicare l'insegnamento delle Università che lavorano bene.
Viene contestato che ci sono troppe università e troppo sedi distaccate, cosa non vera visto che solo nello stato del Michigan mi dicevano gli studenti che ci vivevano c'erano una decina di università pubbliche per un numero veramente esiguo d'abitanti.
In Italia inoltre sarebbe da ricordare che c'è stata una proliferazione di micro università soprattutto sotto il governo Berlusconi che sembrava voler dare a cani e porci tanto che l'allora presidente del senato ha praticamente voluto un'università sua mi pare in quel di Siena ma potrei anche sbagliarmi.
Eliminassero quelle università, cominciassero a tagliare i fondi dalle università ridicole, cominciassero a togliere i fondi, se ne vengono stanziati, alle scuole private.
Non è concepibile che i fondi vengano tagliati allo stesso modo a chi lavora bene e che potrebbe lavorare meglio e a chi lavora male e potrebbe diventare solo un buco nero per altri fondi.
Perrò i ragazzi di Firenze han sbagliato, questa riforma è sbagliata e manifestarci contro è giusto, ma cessa di esserlo quando si occupano i binari, quando si crea un disservizio pubblico, quando si va a danneggiare persone terze che di colpe non ne avevano.
Questo è sbagliato e non porterà certo l'opinione pubblica a favore di chi protesta.
Se vogliamo difendere la cultra in Italia, le sue sedi che sono a rischio per questo governo e certe sue operazioni cialtrone, dobbiamo farci noi stessi, è per primi portatori di cultura e civiltà e sedersi sui binari non è un modo di farlo.


2 commenti:
sedersi sui binari non serve ma sveglia qualcuno.
...forse sveglierà a suon di incazzature il pendolare che ha il diritto di recarsi al lavoro... ci sono decisamente altri modi per svegliare le coscienze...
Motty
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