venerdì 31 ottobre 2008

Violent flags


Ho appena finito di leggere quando detto dal sottosegretaroi Palma sugli scontri in piazza Navona.
Da quanto ho capito, prima ancora di leggere l'articolo, la polizia si era frapposta tra i due gruppi di teppisti, ed era stata chiamata a controllare lo scontro dagli studenti di sinistra che nulla volevano aver a che fare con quelli dei centri sociali, della sinisrta antagonista che si pestavano.
Ho letto bene l'articolo e non c'ho trovato molto da dire.
Solo due riflessioni.
Se io arrivo in un posto con un camioncino carico di spranghe decorate e pronte all'uso non sono lì pacificamente.
Se so che sta arrivando gente che non rifuta lo scontro e io non ho voglia di battermi me ne vado.
Può anche essere stato che a caricare per primi sino stati quelli della sinistra antagonista, ma gli altri devono averfatto quanto bastava (e credo in questo caso sia bastato molto poco) per provocarli.
Qui non si è rtattato di uno scontro politico, di un riaccendersi delal cotnrapposizione di destra e di sinistra, si è trattato semplicemente di due gruppi dic retini che si son fronteggiati.

giovedì 30 ottobre 2008

Point

Cos'è un punto?
é una macchia di una penna su un foglio bianco, è un aereo che un bambino vede sul nel cielo, molto lontano, è l'unità base della geometria, è qualcosa che è difficile da comprendere, è qualcosa che non può essere diviso.
Io posso essere un punto nel momento in cui sono visto adll'altro tra un mare di altri punti chiemati gente.
Sono un punto, eppure in questo momento sento di non essere indivisibile, soprattutto dentro.

martedì 21 ottobre 2008

Mafia

Che bello, che bello avere un Papa che non ha paura di denunciare il male, che non ha paura di schierarsi contro, che sa far tuonare la sua voce contro le ingiustizie.
Cosa, non è vero? come non è vero? non c'è più quel Papa che nella piana di agrigento accusò la mafia? No purtroppo non c'è più.
Non c'è più quel Papa che condanna i mafiosi e non la regione, che non condanna tutti ma i colpevoli, non c'è più quell'uomo buono vestito di bianco che sapeva mostrare la Fede vera. Adesso c'è un politico.
C'è un uomo che con la scusa di non turbare le coscienze di una regione da anni macchiata dalla piovra, da anni oscurata dal crimine, da anni coperta come da un olezzo di criminalità, ha taciuto, non ha parlato, e non parlando si è fatto complice di quella criminalità omertosa che da anni dilaga in quei luoghi nascosta alla maggior parte dei benpensanti.
Non parlando ha lascito soli i suoi preti che combattono sul territorio, ha giudicato troppo distanti dai palazzi di Roma dove risiede i delitti e gli omicidi, non si è ricordato della scia di sangue che ogni anno macchia le strade della Campania.
Con il suo silenzio ha fatto un mezzo favore a quei criminali che giorno dopo giorno dovrebbero essere isolati, e ha ragione quel sacerdote che paragona il silenzio di questo Papa a quello di Pio XII sugli ebrei, un silenzio colpevole, vergognoso, che impiastriccia le candide vestiti vaticane con un rosso che non è quello cardinalizio.
Cristo non aveva avuto paura di andare contro i mercanti del tempio, contro i peccati, contro l'ipocrisia, i potenti.
Questo Papa non ha paura di andare contro gli aborti, gli scienziati, la ricarca scientifica, ma perde la parola di fronte alla mafia, e poi si chiede anche come mai c'è tanto anticlericalismo.

Culture


Bene, momento di riflessione.
Oggi 40'000 studenti scendono in piazza contro la riforma Gelmini nella sola Firenze. E sbagliano.
Non nella protesta, quella è sacrosanta e anche giusta, sbagliano in come la cosa si è conclusa.
La riforma è fatta male in modo improvvisato e qualunquista, perlomeno quella dell'università, con tagli indiscriminati e folli.
Le università, la ricerca, e lo sviluppo della conoscenza sono il futuro di una società evoluta, sono ciò che fa la differenza tra un paese sviluppato ed uno arretrato, tra chi nel mondo del futuro sarà guida e faro dell'umanità e chi invece arrancherà faticosamente dietro nelle retrovie.
Può anche starci che ci siano dei tagli in un momento di crisi, ma questo non può e non deve pregiudicare l'insegnamento delle Università che lavorano bene.
Viene contestato che ci sono troppe università e troppo sedi distaccate, cosa non vera visto che solo nello stato del Michigan mi dicevano gli studenti che ci vivevano c'erano una decina di università pubbliche per un numero veramente esiguo d'abitanti.
In Italia inoltre sarebbe da ricordare che c'è stata una proliferazione di micro università soprattutto sotto il governo Berlusconi che sembrava voler dare a cani e porci tanto che l'allora presidente del senato ha praticamente voluto un'università sua mi pare in quel di Siena ma potrei anche sbagliarmi.
Eliminassero quelle università, cominciassero a tagliare i fondi dalle università ridicole, cominciassero a togliere i fondi, se ne vengono stanziati, alle scuole private.
Non è concepibile che i fondi vengano tagliati allo stesso modo a chi lavora bene e che potrebbe lavorare meglio e a chi lavora male e potrebbe diventare solo un buco nero per altri fondi.
Perrò i ragazzi di Firenze han sbagliato, questa riforma è sbagliata e manifestarci contro è giusto, ma cessa di esserlo quando si occupano i binari, quando si crea un disservizio pubblico, quando si va a danneggiare persone terze che di colpe non ne avevano.
Questo è sbagliato e non porterà certo l'opinione pubblica a favore di chi protesta.
Se vogliamo difendere la cultra in Italia, le sue sedi che sono a rischio per questo governo e certe sue operazioni cialtrone, dobbiamo farci noi stessi, è per primi portatori di cultura e civiltà e sedersi sui binari non è un modo di farlo.

lunedì 20 ottobre 2008

Last and least

Siamo alle solite.

Il nostro governo riesce ad applicare una politica estera pietosa.
L'ultimo punto in materia ambientale.
Vengono discusse delle misure da portare avanti per rallentare il degrado ambientaqle in Europa, i principali e più avanzati paesi d'Europa concordano, l'Italia no e si fa portavoce di un gruppo di paesi che protestano contro tali provvedimenti.
Di questi paesi nessuno fa parte dell'Europa occidentale.
Per l'ennesima volta siamo una ridicola italietta, siamo una compagine d'incompetenti, con un gruppo di dirigente che nonsa essere lungimirante e che fa pagare l'inadeguatezza della nostra industria nazionale ai cittadini.
Ne va della nostra salute, ne va del nostro futuro, ma non si deve attuare perchè altrimenti le industrie, delle industrie che non fanno innovazione, che non fanno ricerca, che non si evolvono per cercare di essere internazionalmente competitive, non potrebbero reggere il costo di queste misure?
Come al solito in Italia proteggiamo questii incompetenti salvaguardandoli in una bolla che prima o poi sarà destinata a scoppiare rovesciando sul paese intero quella marea di schifo che ne vien tenuto fuori.
E la Prestigiacomo, ministra dell'ambiente per non si sa bene cosa, non porta avanti un discorso in difesa dell'ambiente ma dell'industria? Ma allora perchè l'han messa ministro dell'ambiente? potevano darle qualsivoglia altro dicastero, ma questa è un'ulteriore ridicola farsa.
Poi si sa come andrà a finire, quando ci saranno problemi si alzeranno le voci di protesta, il politico di turno prometterà che certe cose non avverrano più, avanti con il giustizialismo e il populismo e appena calmatesi le acque tutto si affosserà, magari anche grazie ai tempi biblici della giustizia italiana.

domenica 19 ottobre 2008

A big circle..

Breve riflessione dopo la prima attività dell'anno.
L'attività è andata bene, niente da dire. I lupetti sono stati fantastici, meravigliosi e non hanno fatto casino in modo esagerato. Ne mancavano diversi, vedremo come si metteranno le cose in itinere, ma essendo un branco esperto con pochi nuovi e praticamente nessun nuovo inserimento mi aspettavo che andasse così.
La mia riflessione è su di me e sulla nuova Akela.
Lei sta cercando di coinvolgermi, mi sta dicendo che mi farà fare parte dei racconti, e credo che potrei ottenere qualsiasi cosa volessi. Resta il fatto che è qualcosa che non riesco a sentire, qualcosa che veramente non riesco ad incamerare, ad interiorizzare.
Non è possibile che io oltre a fare il capo debba fare praticamente da tutor a chi mi sta sopra, non è possibile che sia io a dover guidare chi dovrebbe guidare me, non è possibile che sia io a dover decidere dove andare, o perlomeno creare una linea di percorso, una traccia od un sentiero, per poi dover lasciare a qualcuno che si sta ancora formando, la facoltà di seguirlo o meno.
A quest'ora gli altri anni era già pronto il programma, io non ho avuto nemmeno una risposta di massima su quanto ho scritto, da quanto mi ha detto non l'ha nemmeno letto e a questo punto come facciamo a procedere se non sappiamo dove vogliamo andare.
E' appena arrivata in branco ed è decisamente troppo sicura di se, valuta praticamente come incompetenti ragazzi ceh perlomeno hanno sulle spalle un anno di attività in branco, persone che hanno portato avanti un discorso per la loro formazione, ragazzi che si sono impegnati con i rispettivi branchi e che vedendoli all'opera hanno tutte le carte in regola per poter divenire un giorno degli ottimi capibranco (adesso son bravi, ma sono sicuro che miglioreranno).
Non riesco ad entrare in questa parte, non riesco ad essere al contempo il più preparato per la branca in cui opero e il vice.
Non è il mio ruolo, non è qualcosa che riesco a sentire mio, qualcosa che riesco ad accettare.

venerdì 17 ottobre 2008

Are you here my love?

Non c'è nulla da fare, proprio nulla da fare. Mi ha fatto innamorare dalla prima volta che ci siamo incontrati e la cosa non sembra diminuitre.
E' una di quelle cose che non puoi decidere, una di quelle cose che ti entra dentro ti cattura l'anima e non se ne va.
Una di quelle cose, che appena vedi, subito capisci che sarà parte della tua anima per sempre, una parte che non potrò più staccarsi, e che tornerà a farsi viva ogni volta che il tuo pensiero volerà appena al di là del normale.
Andrà ae verrà come la marea, con momenti in cui farà sentire di più, altri durante i quali sembrerà svanire.
I suoi colori si sono fermati nella mia mente, le sensazioni che mi suscita, i profumi che mi ricorda.
Ed ecco, finalmente sembra che sia qui.
Benvenuto Autunno, con i tuoi colori caldi e la tua magica aria fredda.

mercoledì 15 ottobre 2008

Duel

L'aria fresca sul viso,
le dita ancora rigide che assaggiano la presa,
L'aria sferzata da un fendente provato
contro un nemico immaginario,
contro un fiore silente ed isolato
a cui veloci, si toglie la vita.


Certo nel duello moderno, quello per intenderci fatto nella scherma sportiva, manca, anche se non del tutto, quello che era il fascino e la mortale attesa che c'era nel duello d'onore del secolo scorso e precedenti.
La paura e la tensione dovevano essere palesi, presenti, quasi tangibili come se fossero altre persone resenti in un luogo altrimenti isolato.
Già nella scherma moderna durante l'incontro c'è tanta adrenalina, c'è la tensione della gara, dello scontro, quasi ci fosse un riattivarsi di quelle aree ferine che spesso abbiamo solo latenti nella nostra testa.
La tensione emotiva si carica vieppiù che ci si avvicina all'ora, pronti, frementi, in attesa di quell'unico primo contatto tra le lame che avrebbe dato avvio all'incontro e che da lì avrebbe aspirato dentro un turbine di sangue e morte i contendenti.
Chissà come dovevano sentirsi? carichi fino all'impossibile della sensazione di se, carichi fino all'impossibile di una potente idea d'onnipotenza e d'invincibilità.
E poi, poi come avrebbero reagito se l'avversario che tanto stavano aspettando, quasi fosse un'amante, non si fosse fatto vivo, macchiando l'onore ma mantenendo salva la vita?
Cosa avrebbero pensato di chi, all'ora convenuta non si fosse presentato, non si fosse fatto avanti a discutere sul dilo dell'acciaio delle proprie ragioni, delle proprie colpe, di quanto ad esso veniva imputato.
Credo fosse una sensazione molto simili a quella di colui che viene defraudato di quanto ritiene suo di diritto, una sensazione di vuoto, come quella di un appuntamento sfumato, una sensazione di rinnovata ingiustizia, una sensazione di rabbia profonda, che sicuramente si sarà andata ad aggiungere a quella che già c'era prima, una sensazione di ferina attesa, che avrebbe potuto portarli ad attendere, lì sotot il portone del loro avversario, fino a che non fosse giunta la notte e poi l'alba successiva, per riveder ridiscendere la notte, con l'unico pensiero di essere lì, pronti a discutere con chi era scappato al proprio onore, delle accuse che venivano a lui mosse.

martedì 14 ottobre 2008

Poem third Chapter, part one

PERSA
Monologo drammatico

Chi sei?
Conosci te stessa?
Cosa rimane in tutto ciò della vita, dell'amore, della lotta?
Per certe cose non ci sono parole
per altre ce ne son troppe.
Il futuro è ciò che scegliamo,
tra luce ed ombra,
tra dannazione e redenzione,
Angeli e demoni,
cavalieri e briganti.
Quale via hai scelto di percorrere?

La strada è tracciata, la discesa si snoda tra curve e deviazioni
forse arriverà in qualche dove.
Il nostro passato non è che una precognizione del futuro,
ciò che lasciamo dietro di noi
ci perseguiterà fino alla fine,
siano essi giardini fioriti o ruderi fumanti,
siano esse le stelle del cielo o i prodottidi una latrina.

Ma nel silenzio della notte, nel silenzio delle tue parole
non trovi una traccia del veleno che lasci?
Le nebbie, ciò che non è dato sapere,
un percorso in mezzo al fango e alla merda,
un percorso fatto di sacrifici e rinunce
un percorso fatto di fatica e sangue sputato
un percorso fatto di continue insistenze
per trovarsi di fronte ad un'ultima ennesima nebbia?
E la nebbia non era che mia,
non era che un feticcio sventagliato, per nascondere altro
non era che qualcosa,
qualcosa di malato e perverso, per non dire l'unica cosa importante
per non dire la verità.
Ed ora qui, di fronte al nulla, di fronte all'ennesimo baratro nero
qui di fronte alle armate di quei mille pensieri
che mi rodono dentro
mi ergo ancora, da solo, alla ricerca di luce.
Le lacrime che ci sono non sono per me,
ma per chi ancora ne avrà da soffire,
per le vittime innocenti di questa follia,
per chi ancora dovrà provare la banalità del male.
Potessi essere io quel bambino dei Karamazov

venerdì 10 ottobre 2008

Go straight

Momento di riflessione.

Mi è stata chiesta una cosa e l'ho fatta.
Ho tolto da questa bacheca alcuni miei pensieri, ho tolto alcune delle cose che ho scritto.
In quanto ho scritto non ho smesso di crederci, non mi sto vergognando di esse ed anzi sarei disposto a ripeterle ancora.
La frase che c'è nel mio profilo, quella che è lì come mia descrizione è ancora valida, ci credo ancora, e continuo ancora a credere in quello che penso.
E allora si chiederà qualcuno? perchè se continui a credere in ciò che hai scritto lo togli?
Lo tolgo perchè credo che prima che a noi stessi si debba pensare alle persone a cui vogliamo bene, penso che prima del nostro orgoglio, che prima di noi stessi venga dell'altro una sorta, permettetemi il termine, di servizio, d'impegno duraturo e costante, qualcosa che si chiama dovere, onore e forse anche altro, un altro termine che fa rima con quello che ho scritto un attimo fa.
Io credo che si debba aver anche fiducia, che si debba rinunciare a una parte di noi, e a quanto noi vogliamo per poter veramente trascendere quanto noi siamo e passare da un io e un tu per arrivare ad un noi.
Continuare la strada da solo, lasciando un sentiero che avevo incrociato e che credevo di poter condividere non sarà semplice, nemmeno bello, ma mi devo fidare.
Mi devo fidare del silenzio, mi devo fidare e continuare dritto per questa strada, da solo, con l'unica speranza che dietro la prossima curva il sentiero un tempo perso torni indietro.


giovedì 9 ottobre 2008

I am sure, I wrong, but I do not understand why, where or how...

Questa sera niente candela, questa sera non troppo tempo dedicato al blog, una riflesione veloce, perchè perdipiù sono stanco, visto che stamattina mi sono alzato presto, dopo essere andato a letto alla solita ora ieri.
Prima di addentrarmi negli oscuri meandri e soprattutto prima che mi perda negli oscuri meandri dei mei pensieri serali un complimentone a cinque persone che oggi hanno avuto proprio una bella giornata: un grande abbraccio a Enrico, Paola, Beppe, Mattia e Sara, ben arrivati anche voi al traguardo della laurea.
Bene, ora invece torniamo a noi.
Credo di aver sbagliato qualcosa, ma non capisco ne dove ne come ne perchè pur volendolo fortemente capire.
Vorrei capire anche come poter rimediare, ma non sono così certo che mi sia dato sapere certe cose.
Vorrei capire, perchè capendo potrei correggere, ovviamente se possibile, cosa di cui non sono certo, come non sono certo di nessun'altra cosa non capendo proprio nulla al momento, eventuali errori, potrei poi evitare di rifali più avanti.
Credo di aver sbagliato qualcosa perchè in questo momento sto vivendo molto la sitazione che si è venuta a creare come una punizione, un errore per qualcosa, anche sequesto qualcosa mi sfugge ancora.
Io credevo di essermi buttato, di star provando a recitare la mia parte, di starmi impegnado, ma si vede che non mi sono impegnato abbastanza.
Boh sono molto molto dubbioso.



VORREI INCONTRARTI TRA CENT'ANNI
Ron e Tosca

Vorrei incontrarti fra cent' anni
tu pensa al mondo fra cent' anni
ritrovero' i tuoi occhi neri
tra milioni di occhi neri
saran belli piu' di ieri
vorrei incontrarti fra cent' anni
rosa rossa tra le mie mani
dolce profumo nelle notti
abbracciata al mio cuscino
staro' sveglio per guardarti
nella luce del mattino
uoh questo amore
piu' ci consuma
piu' ci avvicina
uoh questo amore
e' un faro che brilla
eh eh eh
vorrei incontrarti fra cent' anni
combattero' dalla tua parte
perche' tale e' il mio amore
che per il tuo bene
sopporterei ogni male
vorrei incontrarti fra cent' anni
come un gabbiano volero'
saro' felice in mezzo al vento
perche' amo e sono amato
da te che non puoi cancellarmi
e cancellarti non posso (io voglio)
amarti voglio averti
e dirti quel che sento
abbandonare la mia anima
chiusa dentro nel tuo petto
chiudi gli occhi dolcemente
e non ti preoccupare (poi)
entra nel mio cuore
e lasciati andare
oh questo amore
piu' ci consuma
piu' ci avvicina
oh questo amore
e' un faro che brilla
in mezzo alla tempesta
oh
in mezzo alla tempesta
senza aver paura mai
vorrei incontrarti fra cent' anni
tu pensa al mondo fra cent' anni
ritrovero' i tuoi occhi neri
tra milioni di occhi neri
saran belli piu' di ieri

martedì 7 ottobre 2008

Colour

Premetto che vorrei essere altrove, premetto che in questo momento se potessi avrei mille domande, mille dubbi e mille perchè?
Ma non è quello di cui scriverò questa sera, non è quanto racconterò questa sera.
Questa notte parlerò di un sussurro, di una carezza del vento, un pensiero che si è perso in una notte che non ho capito.
Io per certi versi vivo di simboli, vivo in immagini e impressioni, perchè spesso le emozioni, i pensieri e i sentimenti che ci da un immagine, un profumo, una sensazione difficilmente riescono a trasmettercelo le parole.
Quindi certe cose le cerco di trasmettere così, per immagini, cercando di usare mezzi che non siano quelle parole che pure molto amo ma che in altri casi mi tradiscono, rimanendo lì dove non vorrei mai si bloccassero.
Questo messaggio, mi scuso con quelli che leggono, è rivolto in particolar modo ad una persona, che potrà capire appieno tutto, penso che senza troppo sforzo anche una perona normodotata ci possa arrivare quindi la mia colpa sarà solo marginale, con chi non dovesse capire a pieno.
Tre colori, su quattro o su cinque.
Il giallo, gelosia, si l'hai detto, indovinando, tuttavia temo sbagliando il soggetto o l'oggetto di questo sentimento.
Non si tratta di una persona, si tratta di tutte quelle attività che ti rapiscono e ti tengono via da me, di tutti quegli ostacoli che m'impediscono di esserti accanto, anche di quelle persone che possono starti accanto quando io non posso.
Gelosia anche in parte per le Winston che stanno lì dove io vorrei essere, ma non sono.
Il rosa, ho scoperto stasera che per te è anche altro, avrebbe dovuto essere il primo dei tre nelle mie idee, però ne avevi indovinato uno e quindi questo è slittato, perchè dovevo chiarirmi.
Il rosa è l'amicizia, perchè in te, oltre che tutto il resto ho trovato un'amica, una di quelle con la A maiuscola, una persona che sa ascoltarmi, una persona che sa accettarmi, che sa ascoltarmi, che sa comprendermi.
E' qualcosa di rado, un dono, e tutto questo, è un modo anche per dirti grazie.
Il bianco, terzo colore. Non è il rosso. E' il simbolo dell'amore casto, puro. Non che non vorrei ci fosse altro.
Avessi potuto, questa sera, nelle mie intenzioni c'era da sussurarti all'orecchio, tutto questo e qualcosa di più.
Avrei voluto dirti, che ci sono, sono qui, conscio delle mie promesse, pronto ad aspettare quanto decidi, pronto a seguire il sentiero che tu detti, ad accettare i tuoi silenzi.
Però, avrei voluto dirti anche che da quella sera, da quando ti ho tenuta stretta a me, ora ti prego non arrossire anche perchè sarei incerto se sorriderne felice o esserne rattristato per l'imbarazzo che ti procuro, ho voglia di fare l'amore con te, per far si che quel bianco non sia più bianco ma assuma ben altre tonalità.
Tutto questo s'è perso nel vento, s'è perso in qualcosa che non ho capito, in una notte che mi vede silenziosamente dubbioso su quanto è successo.


UNA POESIA ANCHE PER TE
Elisa


Forse non sai quel che darei
Perché tu sia felice
Piangi lacrime di aria
Lacrime invisibili
Che solamente gli angeli
san portar via

Ma cambierà stagione
ci saranno nuove rose

E ci sarà
dentro te e al di là
dell’orizzonte
una piccola
poesia

Ci sarà
forse esiste già al di là
dell’orizzonte
una poesia anche per te

Vorrei rinascere per te
e ricominciare insieme come se
non sentissi più dolore
ma tu hai tessuto sogni di cristallo troppo coraggiosi e
fragili
per morire adesso
solo per un rimpianto

Ci sarà
dentro e te e al di là
dell’orizzonte
una piccola poesia

Ci sarà
dentro e te e al di là
dell’orizzonte
una poesia anche per te

Perdona e dimenticherai
per quanto possa fare male in fondo sai
che sei ancora qui
e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà
questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve

Ci sarà
dentro e te e al di là
dell’orizzonte
una piccola poesia

Ci sarà
forse esiste già al di là
dell’orizzonte
una poesia anche per te
anche per te
per te
per te
per te


lunedì 6 ottobre 2008

Mad man

Ieri sera seppur sconvolto da quanto leggevo sul sito del corriere non sono proprio riuscito a scrivere nulla qui, la stanchezza sconfigge chiunque me per primo.
Che Berlusconi dicesse cazzate già si sapeva, che approfittasse delle sue televisioni per far passare quanto dice era cosa nota, ma adesso credo stia esagerando, arrivando a fare affermazioni che sono oltre qualsivoglia limite della responsabilità internazionale, affermazioni che probabilmente fa senza pensare, che fa senza considerare il quadro geopolitico all'interno del quale l'Italia è immersa, o se anche lo considera infischiandosene bellamente o avendo degli interessi che mi sono oscuri.
Partiamo dalllee ultime cose.
Ieri sera il nostro amato premier si è messo a sbraitare contro un opposiozione sfascista e lanciano affermazioni sula georgia che sono raccapriccianti.
Io devo ammetterlo il termine sfascista non l'avevo mai sentito usare e potrei leggerci due descrizioni.
La prima, di una sinistra antifascista e quindi sfascista, è quasi un complimento e quindi non mi par vero di sentirla dire da Berlusconi, quindi sento di dover propendere per la seconda, legata a sfacello o a sfascio, quiindi a distruzione, cosa che non mi par più di tanto coincidente con una qualsiasi opposizione che solitamente potrebbe essere ostruzionista, ma da sfacello mai, tantomeno questa in particolare.
Seconda notizia della serata di ieri. Putin ha fatto bene ad aggredire la Georgia che conduceva un attacco in ossezia del sud che è stranamente territorio Georgiano e quindi stava attaccando se stessa, a meno che i russi non fossero già lì con l'intenzione di fare quanto stanno facendo adesso quindi minare l'unità territoriale Georgiana.


Forse Berlusconi approva Putin per poi permettere a Bossi di dividere la Padania, forse lo fa perchè vuole degli sconti per il gas che spende a villa certosa ingraziandosi l'amico Putin.
Forse non riusciva più ad avere abbastanza copertine sui giornali.
Altrimenti perchè andare contro quella che è la linea Europea? perchè smarcarsi da quella che era anche la linea Americana? Cosa si aspetta Berlusconi? di non essere amico degli Usa che gli Stati Uniti potrebbero essere governati da un "Negro" (mi scuso per il termine volgare ma serviva una parentesi di colore in questo caso).
In effetti in Italia in questo periodo sembra esserci un rigurcito razista, fatto da continui pestaggi verso neri, immigrati, cinesi e stranieri vari.
Lo stato invia i soldati a Casal Di Principe e a Castel Volturno, però i giornalisti che scendono non li vedono, i ministri sconfessano stranieri che vengono umiliati alla dogana e non parlano di massacro di bande di fronte ad un assalto della camorra a degli extracomunitare ma a lotta tra bande internazionali.
Ci troviamo di fronte una polizia che è sempre più lasciata sola, e che per questo si lascia a degli eccessi.
Ci troviamo di fronte ad un governo di slogan, che mette i soldati per le strade per due anni ma continua a tagliare i fondi alle forze dell'ordine, che manda i militari nel meridione senza però condannare la mafia toutcour.
E la situazione in tutta Italia non sembra andare meglio. Ogni domenica abbiamo notizia di scontri tra giovani annoiati che con la scusa del calcio vanno a spaccare e a picchiare lanciandosi in cariche contro la polizia.
Sono spesso, non sempre, fgrange che fanno riferimento all'estrema destra, e che dalla stessa destra sono difesi.
A padova un parlamentare ha detto che il prefetto piuttosto che arrestare questi bravi ragazzi (io li chiamo teppisti) dovrebbe occuparsi d'altro, e ha offerto a questi criminali pure sostegno.
C'è una discultura della legalità.
Berlusconi continua con questo suo morboso intaresse per togliere le intercettazioni contro i crimini alla pubblica amministrazione. Forse vuole continuare nella sua malata gestione del potere, con le sue balle che la sua televisione porterà ingiro, passando da uno stato di diritto ad unos tato di crimine.

venerdì 3 ottobre 2008

Me?... Me

SCUOLA
Il voto più alto che hai preso: 30 e lode (diritto e economia e gestione delle imprese)
Il voto più basso che hai preso: 2 in matematica
Ti hanno mai sbattuto fuori dalla classe: no, sono sempre stato tranquillo
Sei mai stata/o in presidenza?: idem per la porta
Sei mai stata/o sospesa/o?: non sono il tipo
Hai mai preso note? si, una volta e non era colpa mia
Hai mai fugato(bigiato, marinato..): si, in quinta per aiutare un'amica che non doveva essere interrogata e a cui serivva una sucsa per salvarsi.
Materia preferita?: Gestione aziendale? Qulle delle superiori erano pessime.
Prof Simpatico? Malo
A che ora ti alzi? Verso le 7?
Favorevole all'aborto? Dipende dai casi
Hai un animale? la rana di mio fratello vale? si chiama Giovanni ed è una bombina orientalis
Sei figlio unico? no, ho un fratello
Hai un calendario? No
Com'è il tuo pigiama? dipende... d'inverno coccoloso.
Porti cappelli? si diversi... cappellone scout, cappellinni e berretti di lana
Hai un balcone in camera? due finestre e basta.
Le scarpe che hai messo Oggi? quelle ditrutte che uso da un anno e quelle in pelle per essere almeno decente in giro
Vai d'accordo con i tuoi genitori? diciamo di si
Hai mai desiderato avere un altro nome? no, il mio mi va più che bene
Il tuo primo pensiero quando ti svegli? cosa devo fare?
Adidas o Nike? altre marche no? comunque adidas
Cioccolato o vaniglia? violento dubbio... vaniglia comunque
colori? nero
Estate o inverno? inverno
Tinto i capelli? ne ho talmente pochi che se li tingo non si vede
Preso l'aereo? si
Detto ad un/a ragazzo/a che ti piaceva? si, lo sto per fare di nuovo temo
Chiamato il tuo ex dicendogli/le che ti manca: si..
Pianto durante un film? si
Mai pensato che il personaggio di un cartone fosse bello? non ricordo
Preso una cotta per un insegnante? no
Quanti figli vorresti? almeno 4
Come vuoi morire? amando
Cosa vuoi fare da grande? bella domanda
Odi qualcuno? no
NELLE ULTIME 24 ORE HAI
Pianto? no
Messo dei jeans? si
Incontrato qualcuno? Sì
Abbracciato qualcuno? no
Detto una bugia? no
CREDI
In te stesso: sempre
Nei tuoi amici? sempre (quando li chiamo amici si)
in Babbo Natale? si!
Nella fatina dei denti? dalle mie parti c'è la formichina. si comunque
Negli angeli? non saprei
Nei fantasmi???? no
In Dio: sì
FOSSI. . .
un numero: 6
un animale: lupo
una canzone: you raise me up
uno sport: scherma
un personaggio famoso: Napoleone
un cartone animato: prince valiant
un oggetto: un foglio bianco
un giorno della settimana: Mercoledì
un mese: Novembre
un gelato: malaga e crema della nonna
una macchina: Jaguar XK 140 del 1956
un libro: Il silmarillion
un fiore: Un tulipano nero o una rosa blu
un piatto di pasta: Kaisersmarrn

I am afraid to be not the right one for you.

Paura, una paura grande.
Quella di non sentirsi grandi abbastanza, quella di non essere adeguati, quella di non essere pronti.
La paura di non essere quello giusto per te, di non essere quello che davvero ti serve in questo momento, la paura di non riuscire a renderti felice, di non capire ciò che tu vuoi, quali sono le tue necessità.
La paura di avere troppa paura, di non lasciarti i tuoi spaz, i tuoi momenti per cercare invece, egoisticamente, le cose che io vorrei.
Ho paura dei fantasmi che vivono nel tuo passato, ho paura di dover competere sempre con loro, che ti portino via da me, ho paura di doverti condividere con loro, perlomeno con alcuni di essi, le tue esperienze passate, che non vorrei mai tornassero a farsi presenti, un pò meno spettri e un pò più vivi.
Ho paura di non essere quello giusto per te, ma ho anche la speranza di poterlo essere o, perlomeno, di poterlo diventare.
Sono qui con le mie mani che son vuote senza poter toccare le tue, a correre col vento ad aspettare che tu scenda dalla tua montagna dove hai parlato col vento, pazzo come uno scienziato che cerca un'assurda cura per restituire quanto un Horcrux prende, sospeso a mezz'aria tra l'oceano ed il cielo, in bilico su una scaletta che ogni tanto non sento troppo sicura, sperando che il comandante m'inviti a salire prima che la nace salpi per un nuovo viaggio che spero possa essere magnifico.


MI FIDO DI TE
Jovanotti

Case di pane, riunioni di rane
vecchie che ballano nelle cadillac
muscoli d'oro, corone d'alloro
canzoni d'amore per bimbi col frack
musica seria, luce che varia
pioggia che cade, vita che scorre
cani randagi, cammelli e re magi

RIT:
forse fa male eppure mi va
di stare collegato
di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone
di guardare giù
la vertigine non è
paura di cadere
ma voglia di volare

mi fido di te
mi fido di te
mi fido di te
mi fido di te
io mi fido di te
ehi mi fido di te
cosa sei disposto a perdere

Lampi di luce, al collo una croce
la dea dell'amore si muove nei jeans
culi e catene, assassini per bene
la radio si accende su un pezzo funky
teste fasciate, ferite curate
l'affitto del sole si paga in anticipo prego
arcobaleno, più per meno meno

RIT

mi fido di te
mi fido di te
mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
mi fido di te
mi fido di te
io mi fido di te
cosa sei disposto a perdere

rabbia stupore la parte l'attore
dottore che sintomi ha la felicità
evoluzione il cielo in prigione
questa non è un'esercitazione
forza e coraggio
la sete il miraggio
la luna nell'altra metà
lupi in agguato il peggio è passato

RIT

mi fido di te
mi fido di te
mi fido di te


Sono stato combattuto su cosa scegliere, l'altra opzione era "UNA SU UN MILIONE" dicevano entrambe qualcosa che avrei voluto dirti io.

giovedì 2 ottobre 2008

Silence, please. I am waiting for a word.

Solito momento serale. Solita candela alla vaniglia. Solito momento per riflettere.
E i pensieri non mi sembrano poi così nuovi. Sono cose già provate, sono cose che mi sembrano già vissute.
Non è un discorso che mi piaccia fare, non è una cosa per cui provo piacere, anzi è una delle cose per cui io fin troppe volte provo paura.
La mia paura più grande, un demone che da sempre mi perseguita, che mi accompagna fedele anche se indesiderata compagna di viaggio, è la solitudine.
E' la cosa che più mi spaventa, quella che mi fa più male, quella che cerco, spesso senza riuscirci, di schivare.
Non sono mai stato un gran comunicatore, non sono mai stato "quello popolare, quello figo, quello bello" più facile che passassi per quello stronzo.
Penso che chi mi conosce sa possa testimoniare che non sono così (se non possono sto proprio preso bene...), sa che dietro la facciata, dietro un comportamento duro, antipatico, e spesso acido, c'è principalmente paura, e il terrore di venir ferito.
Questa paura mi spinge spesso a preferire il silenzio, a preferire quell'angolino, quello nell'ombra, nell'angolo, in cui nessuno ti disturba, in cui nessuno ti viene a far der male ma nel quale, è anche vero, nessuno ti viene a cercare e tu rimani solo.
Conosco un discreto numero di persone, molte poche tra questi chiamo amici, qualcuno è stato un semplice compagno di viaggio che, in questo viaggio chiamato vita, ho incontrato, perso, ritrovato e in certi casi riperso.
C'è stato chi ha lasciato una traccia un pò più profonda e chi un pò più lieve, c'è chi nella sua traccia ha versato del sale che ha fatto soffrire, come una ferita che brucia per mesi, c'è chi invece v'ha versato del balsamo, risanando quanto altri avevano distrutto.
Spesso non so dire quanto vorrei, pur giocando fin troppo spesso con le parole, mi trovo in assenza di quelle che sarebbero giuste in quel momento, so che spesso mi manca il coraggio, che spesso quanto dico è gravato da una timidezza assruda e da una paura d'esporsi immotivata.
So che ci sono dei punti di domanda a cui non ho dato la risposta che volevo.
Ora sono qui, nel silenzio di questa notte, sono qui in silenzio, con la sola luce del monitor e di una candela, sono qui che cerco e vorrei trovare qualcosa che non so e che ho già incontrato, o qualcosa che so e non mi è capitato ancora di vedere, sono qui in compagnia delle mie dita che accarezzano i tasti, dei miei pensieri che cavalcano il mare del nulla, per approdare dove solo i sogni più arditi sanno arrivare.
Sono qui, in silenzio, solo, in attesa che arrivi una parola.

Mountain

La montagan mi è sempre piaciuta, fin da piccolo.
C'ho passato periodi abbastanza lunghi delle mie vacanze, d'estate si sta bene e non c'è il caldo afoso della pianura, d'inverno il freddo è compensato dalla possibilità di sciare e di stare in mezzo alla neve che per me ha una strana attrattività.
Mi ha fatto piacere quindi passare alcuni giorni in montagna, i piacere del sentiero, la fatica della salita (soprattutto se ripida e in mezzo al fango) la compagnia, il cibo, mi hanno ridato la possibilità di tornare bambino almeno per un pò.
La montagna poi ha un'altro lato, un lato più spirituale.
In certi momenti ci si trova ad essere profonamente soli, pur essendo in gruppo, senza percepire questo come un male.
Forse è anche sbagliato dire che si è soli, si è in compagnia della propria piccolezza, di fronte a qualcosa che è infinitamente più grande e vecchio di noi.
SI è soli con l'infinito, con qualcosa che ci porta oltre la terra, che ci porta a sentirci diversi.
La tranquillità che si respira in montagna, quella tranquillità che si acquisisce sul sentiero e sulla vetta altrove non si trova.
E' la tranquillità del cielo e della terra che si uniscono e spero di averne fatto uan buona scorta.