THE LION AND THE JACKAL

Venne come l'inverno cala sulla pianura alla fine dell'autunno, venne con il puzzo mortifero della carestia e della miseria, venne con i corvi annunciatori di malattie.
Venne e sombrò non volersene mai andare, venne e rimase per anni, venne e rapì alla vita giovani e fanciulle, venne e rapì l'allegria dal mondo, venne ed un velo grigio scese sulla terra.
Alcune aree non furono mai toccate, altre ne subirono ripetutamente la pesante carezza, i Lupi ne furono risparimiati troppo era grande la paura che la belva potesse scendere in campo, malgrado tutti la corteggiassero essa sembrava voler rimanere a riposare nelle sue tane, annusando l'aria.
Erano in attesa i lupi, pronti ad intervenire, obbidendo ad un ordine o semplicemente se minacciati. In qualche occasione, vicino alle loro fortezze erano intervenuti senza mai entrare nello scontro per tenere i predoni lontani dai contadini ma era tutto quello che avevano potuto fare. La guerra civile era scesa su diloro come una lunga nube oscura.
Era stata una cosa partita in sordina, era partita da scontri di piazza nelle grandi città, scontri a bastonate tra i sostenitori delle parti avverse, dai bastoni si era passati ai pugnali e di lì a poco nessuno che fosse di un gruppo o dell'altro girava per la strada se non in gruppo e armato di spade o altre armi.
Ci fu chi cominciò a girare pure con corazze più o meno elaborate per le vie cittadine e ben presto cominciarono a evidenziarsi modi di vestire diversi per le diverse fazioni.
All'inizio in ogni città i colori erano quelli delle famiglie più importati che parteggiavano per gli uni o per gli altri, ma poi le cose sembrarono uniformarsi.
I nobili della capitale mantennero il giallo che era stato fino a quel momento usato dall'esercito ele bandiere del leone rappresentavano quelli che li sostenevano, al contrario il partito di Andreas e Simeon che ne era ormai il braccio destro riconosciuto avevano preso come simbolo uno sciacallo , "Se questi sono leoni -aveva detto- noi allora ci glorieremo di essere sciacalli"
e le bandiere rappresentavano un branco di queste bestie che abbattevano un leone in una verde prateria.Dopo le prime schermaglie in senato, sembrava che lo scontro si fosse calmato, ma era solo la quiete che precedeva la tempesta. Le fazioni avevano raccolto truppe, aveano raccolto fondi, avevano corrotto membri della parte avversa, avevano avvicinato generali e comandanti famosi, poi la tempesta era scoppiata.
Era una calda giornata di inizio primavera, il senato era riunito in assemblea plenaria quando al suo interno avevano fatto irruzione soldati dell'esercito vestiti del giallo limone del partito dei nobili. Le loro armature erano dorate e avevano dichiarato che Andreas era in arresto e che la sala era circondata, poi si erano lanciati verso i banchi dei loro avversari.
I senatori del lupi erano rimasti impietriti e dimpotenti mentre assistevano a quella scena. I primi senatori degli sciacalli furono falciati, non così quelli dietro che da sotto i banchi, nascoste chissà dove estrassero delle spade e cominciarono a difendersi. Nella calca nessuno aveva notato che Andreas, Simeon e alcuni altri dei più fedeli loro seguaci erano spariti.
I senatori dei leoni all'inizio della strage con calma erano usciti. E questo lì salvò. In pochi minuti fuori dal senato risuonò il rumore dello scontro. I sostenitori degli sciacalli avvisati dai loro capi che chissà come erano usciti si erano radunati ed avevano contrattaccato. I leoni presenti erano stati passati tutti a fil di spada e alcuni dei capi degli sciacalli che fino a quel momento avevano resistito furono portati fuori e salvati.
L'esercito quel giorno si spaccò, gli sciacalli mentre i leoni pensavano di essere al sicuto avevano fatto muovere i loro ufficiali arrestando parte delle truppe e dei comandanti fedeli al nemico mentr e il resto fu costretto alla fuga coi propri capi che avevano sottovalutato il nemico.
Da lì la guerra arse come un fuoco su una pianura arida. Nessuna delle principali città ne fu risparmiata con l'eccezione di quelle in mano ai lupi. Sui campi di battaglia i generali dettero prove di abilità o di incompetenza, mentre fuori dal campo le truppe dimostrarono solo insana ferocia verso il popolo.La guerra si protrasse per tutta la primavera, l'estate e l'autunno, durante l'inverno parve calmarsi per poi riesplodere con il disgelo.
Questo proseguì per altri quattro anni senza che nessuno potesse uscirne vincitore.

1 commento:
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