CHANGE
Il sentiero era dolce e delicato, uno di quei sentieri che percorrono il limitare dei campi, delimitati dai muretti a secco, da qualche siepe e da qualche albero.
Era un sentiero diverso da quello percorso fino a quel momento un sentiero che portava su strade diverse da quelle che aveva percorso fino a qel momento.
Da quando aveva lasciato Enet come ragazzo, da quando aveva intrapreso le polverose strade dei soldati, quelle ampie percorse nelle lunghe marce di spostamento, o quelle nascoste in cui gli esploratori dovevano muoversi senza lasciare ne traccia ne segno del loro passaggio, non aveva mai potuto camminare in quel modo.
Certo aveva camminato, anche passeggiato, ma nella sua mente era come se ci fosse sempre una nube, una grande nuvola scura carica di ansie e preoccupazioni che gravavano su di lui come l'autunno preannuncia l'inverno ancora sul finire dell'estate.
Il sentiero del soldato, quello del sangue, appartenevano al passato.
Ora camminava sul far del bosco come un qualsiasi padrone terriero avrebbe fatto. I suoi campi erano grandi e fertili, i suoi animali grassi e a lui non sarebbe più stato chiesto di combattere.
Sebastian sorrise, come non faceva da tempo.
Stava camminando lungo il pendio della montagna, stava controllando la maturazione delle mele che in quella vallata erano particolarmente buoni.
Indossa ancora le vesti nere, ufficialmente era ancora a capo dei lupi, ma solo ufficialmente. Delegava i suoi incarichi ad altri, più giovani e atletici di lui.
Cominciava ad avere diversi perli bianchi nella barba e non gli rimaneva che una corona di capelli intono alla testa a circondarne ben pochi sopra di essa.
L'armatura la indossava molto di rado, giusto per qualche ruolo ufficiale, preferendo vesti più morbide e comode che gli consentissero di camminare agevolmente nei campi e nei dintorni di quella città che aveva fondato.
Altrove i lupi cercavano di riparare ai danni della guerra ma non sempre ci riuscivano anche se a poco a poco sembravano fare passi avanti.
Simeon continuava ad invitarlo affinche raggiungesse Rynm ma non ne aveva ne la voglia ne l'intenzione.
Il politico l'avrebbe mostrato al pubblico come una propria prorità, il salvatore dello stato, il comandante dei guardiani.
No, non erano cose per lui. Aveva fatto il suo dovere e adesso voleva vivere in pace.
Mentre Simeon accentrava sempre di più su di se i poteri, senza tra l'altro abusarne o governare male, Thobias andava e veniva da Mauriceburg e la capitale, viaggiava molto e spesso rimaneva dei mesi nella città del nord.
Lì erano presenti anche Ursus e Wilfred i quali però a differenza di Sebastian erano bene o male rismasti al servizio della propria unità.
La pace aveva raggiunto la valle e niente avrebbe potuto turbarla.
Se non dei tamburi che ripresero a suonare più ad ovest.
Era un sentiero diverso da quello percorso fino a quel momento un sentiero che portava su strade diverse da quelle che aveva percorso fino a qel momento.
Da quando aveva lasciato Enet come ragazzo, da quando aveva intrapreso le polverose strade dei soldati, quelle ampie percorse nelle lunghe marce di spostamento, o quelle nascoste in cui gli esploratori dovevano muoversi senza lasciare ne traccia ne segno del loro passaggio, non aveva mai potuto camminare in quel modo.
Certo aveva camminato, anche passeggiato, ma nella sua mente era come se ci fosse sempre una nube, una grande nuvola scura carica di ansie e preoccupazioni che gravavano su di lui come l'autunno preannuncia l'inverno ancora sul finire dell'estate.
Il sentiero del soldato, quello del sangue, appartenevano al passato.
Ora camminava sul far del bosco come un qualsiasi padrone terriero avrebbe fatto. I suoi campi erano grandi e fertili, i suoi animali grassi e a lui non sarebbe più stato chiesto di combattere.Sebastian sorrise, come non faceva da tempo.
Stava camminando lungo il pendio della montagna, stava controllando la maturazione delle mele che in quella vallata erano particolarmente buoni.
Indossa ancora le vesti nere, ufficialmente era ancora a capo dei lupi, ma solo ufficialmente. Delegava i suoi incarichi ad altri, più giovani e atletici di lui.
Cominciava ad avere diversi perli bianchi nella barba e non gli rimaneva che una corona di capelli intono alla testa a circondarne ben pochi sopra di essa.
L'armatura la indossava molto di rado, giusto per qualche ruolo ufficiale, preferendo vesti più morbide e comode che gli consentissero di camminare agevolmente nei campi e nei dintorni di quella città che aveva fondato.
Altrove i lupi cercavano di riparare ai danni della guerra ma non sempre ci riuscivano anche se a poco a poco sembravano fare passi avanti.
Simeon continuava ad invitarlo affinche raggiungesse Rynm ma non ne aveva ne la voglia ne l'intenzione.
Il politico l'avrebbe mostrato al pubblico come una propria prorità, il salvatore dello stato, il comandante dei guardiani.
No, non erano cose per lui. Aveva fatto il suo dovere e adesso voleva vivere in pace.
Mentre Simeon accentrava sempre di più su di se i poteri, senza tra l'altro abusarne o governare male, Thobias andava e veniva da Mauriceburg e la capitale, viaggiava molto e spesso rimaneva dei mesi nella città del nord.
Lì erano presenti anche Ursus e Wilfred i quali però a differenza di Sebastian erano bene o male rismasti al servizio della propria unità.
La pace aveva raggiunto la valle e niente avrebbe potuto turbarla.
Se non dei tamburi che ripresero a suonare più ad ovest.

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