In questo momento mi sento enormemente vuoto, sembra quasi mi abbiano scavato con una benna nel petto.
Sto cercando di capire cosa fare anche se personalmente non lo so e non mi sembra di riuscire a trovare un qualcosa che mi indichi la strada.
Sono due anni che mi scazzo, che faccio il lavoro di un mulo, che preparo le attività con gli altri che mi guardano in silenzio, cono due anni che mi prendo le bastonate lasciando il merito ad altri, sono due anni che soffrò stando in silenzio nell'attesa che si liberasse uno spiraglio di luce.
Sono arrivato che avevo l'energia, che avevo la carica, che avevo la voglia di fare, che avevo idee e proposte, voglia d'innovare. Adesso di questo non c'è più nulla.
Mi spiace per i bimbi, per quei lupi di cui avrei voluto vedere completato il cammino, ma non è questo il sentiero da seguire, perlomeno non lo è per la mia autostima e per il mio fegato.
Dopo due anni di fatica avevo visto il mio raggio di sole tra le nubi, c'avevo sperato e mi è stato tolto.

Posso stare almeno fino a che chi prenderà un posto che credevo mio avrà la sicurezza e terrà in mano il metodo. Per il resto non posso assicurare nulla. Non ho voglia di farlo.
Non ho voglia di soffrire, per nessuno, per niente, nemmeno per quei lupetti che tanto mi han dato, non è stato capito il mio disagi, è stata ascoltata solo una voce, ma io non posso tacitare la voce della mia sofferenza.
Sto cercando di capire cosa fare anche se personalmente non lo so e non mi sembra di riuscire a trovare un qualcosa che mi indichi la strada.
Sono due anni che mi scazzo, che faccio il lavoro di un mulo, che preparo le attività con gli altri che mi guardano in silenzio, cono due anni che mi prendo le bastonate lasciando il merito ad altri, sono due anni che soffrò stando in silenzio nell'attesa che si liberasse uno spiraglio di luce.
Sono arrivato che avevo l'energia, che avevo la carica, che avevo la voglia di fare, che avevo idee e proposte, voglia d'innovare. Adesso di questo non c'è più nulla.
Mi spiace per i bimbi, per quei lupi di cui avrei voluto vedere completato il cammino, ma non è questo il sentiero da seguire, perlomeno non lo è per la mia autostima e per il mio fegato.
Dopo due anni di fatica avevo visto il mio raggio di sole tra le nubi, c'avevo sperato e mi è stato tolto.

Posso stare almeno fino a che chi prenderà un posto che credevo mio avrà la sicurezza e terrà in mano il metodo. Per il resto non posso assicurare nulla. Non ho voglia di farlo.
Non ho voglia di soffrire, per nessuno, per niente, nemmeno per quei lupetti che tanto mi han dato, non è stato capito il mio disagi, è stata ascoltata solo una voce, ma io non posso tacitare la voce della mia sofferenza.

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