lunedì 11 agosto 2008

War


Ieri sera mi è capitato di sentire una ragazza che conosco che in un social network aveva messo come propria frase "voglio uccidere Putin".
Trovo stimolante cercare di capire le persone ancor più di quanto già non trovi stimolante capire le cose e le vicende che mi circondano per cui le ho chiesto la ragione di questo suo desiderio.
E lei molto semplicemente mi ha risposto: ha scatenato una guerra...
L'unica cosa che mi viene da chiedere è: è stato proprio lui a scatenarla? o piuttosto non è nient'altro che uno dei tanti attori, nemmeno uno dei più innovativi e particolari.
Non nego che Putin sia un autarca, che sia un politico privo di scrupoli e che agli occhi di noi possa apparire freddo ma è da stupidi vederlo come l'incarnazione nel male, è da persone con una visione eccessivamente idealistica della politica internazionale volervo vedere come la causa di tutto, è da ignoranti non capire che quello che sta facendo, tutto quello che ha fatto l'ha fatto solo ed esclusivamente perchè è Russo.
La Russia è una nazione meravigliosa, piena di ricchezze e meraviglie, di miserie e povertà, di contradizzioni, di luci ed ombre, e così è il suo popolo, così sono i Russi.
Sono un popolo coraggioso, orgoglioso, che ha saputo fare molto e spesso perdere molto di più, sono un popolo indomabile dall'esterno ma che deve trovare al suo interno un signore e padrone che li sappia guidare, un signore assoluto, un autarca che i sappia e li voglia guidare, se questo non avrà dubbi non ne avranno nemmeno i Russi e lo seguiranno ciecamente.
Per notare questa cosa non servono grandi trattati di Sociologia basta guardare la storia.
La cieca fiducia che il popolo ha riposto per secoli negli Czar, e poi nei leader di partito comunisti, e quando questi erano grandi uomini la Russia è stata grande.
Gli ultimi che hanno coperto quel ruolo non sono stati particolarmente brillanti o hanno dovuto affrontare situazioni che li hanno sommerrsi.
I russi hanno temuto per la loro grandezza per la loro integrità nazionale, nel timore che un onda potesse arrivare e frammentare quello che un tempo era stato un grande impero.
I territori esterni hanno cominciato a scappare verso le luci dell'occidente e sembrava che in ogni luogo ci fossero sempre più spinte separatiste fomentate da una democrazia verso cui il popolo guardava con molto sospetto.
Poi è arrivato quest'uomo, questo Russo, che sembra uscito da uno film americano di infimo livello tanto sembra ricalcare molti stereotipi dell'iomo russo.
Biondo, occhi di ghiaccio, duro il tipico russo, ex agente del Kgb un uomo che sembra reincarnare il potere degli ultimi Czar.
Un uomo a cui i Russi guardano per riavere quello che credono sia il loro posto nella storia e nel mondo, un posto che ritengono indebolito dopo che molte zone sono fuoriuscite dal loro circolo d'infulenza, zone che dovrebbero essere prese e riportate di peso all'interno della potenza Russa.
L'Ucraina, la Georgia, il Caucaso e via dicendo...
Non vogliamo capire i Russi per la nostra sopposta superiorità morale ed intellettuale e per questo non possiamo capire il loro sostegno a Putin.
I russi appoggiano Putin e lo vogliono come presidente e si vede anche per i poteri sempre maggiori che sta assumendo pur in una carica minoritaria.
Il padrone della russia è Putin non l'uomo di facciata Mendvedev.
E negli ultimi mesi la Russia ha preso qualche schiaffio in faccia che ora sta ripagando.
Il Kosovo in primis.
C'era da aspettarselo che di fronte ad un agressione Georgiana di una regione separatista sostenutta da Mosca il Cremlino avrebbe reagito.
Era ovvio e sono anzi stati stupidi i Georgiani che hanno attaccato, confidavano in un aiuto occidentale che non è venuto, come non era venuta l'accettazione della Georgia e dell'Ucraina nella NATO che gli Usa tanto volevano.
I georgiani credevano che Washington li avrebbe sostenuti, ma non si sono resi conto che tra loro e gli USA ci sono un continente , un oceano e molti intaressi economici, tra loro e la Russia ci sono appena pochi metri.

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