venerdì 15 agosto 2008

A delicate rose...

Breve pensiero serale, una di quelle cose che vengono fuori la sera quando si è soli, fuori senti come unici rumori l'acqua che cade dalle grondaie e dai tetti dopo il recente temporale, e la tua mente vaga un pò dove gli pare senza che tu abbia la benchè minima possibilità di controllarla.

E allora si torna alle discussioni fatte alcune sere prima, alle discussioni che piacciono, perchè sono argomenti che non solo t'interessano, ma che t'appassionano, e che soprattutto, trovandoti nella posizione opposta a quella del tuo interlocutore, in questo caso interlocutrice, suscitano il tuo più viveo intaresse al punto che ancora te ne ricordi dopo giorni.
L'argomento è il più alto che ci possa essere... L'AMORE, quello con non solo la A maiuscola perchè ancora sarebbe sminuirlo.
Io lo confesso amo l'AMORE, amo quella sensazione che ti prende dentro, come un pugno che ti arriva alla bocca dello stomaco senza poi andarsene, amo l'innamorarmi, e l'essere innamorato, amo guardare gli occhi di chi amo chiudersi mentre quella faccia è baciata dal sole che tramonta, amo amare, amo essere in attesa di quei cazzo di messaggi che vorresti arrivassero come la pioggia di un monsone ma che arrivano con la stessa frequenza delle piogge nel Kalahari nella stagione secca.
Amo poter dare la buona notte ad una ragazza pensando che la mattina dopo il mio primo pensiero sarà lei, insomma avete capito...
Non è sempre stata così, ci sono stati dei momenti in cui la mia criticità verso l'amore rasentava il disprezzo per questo sentimento, momenti in cui essendo amareggiato, arido e vuoto non riuscivo a desiderare di poter amare, crogiolandomi della mia sofferenza quasi che fosse un sentimento ed un sentire supremo, superiore, tanto affinato da essere pressoche perfetto.
E in questo stato, o poco diverso da così visto che si sa che le donne sanno altrettanto bene esternare e nascondere i propri sentimenti, ho trovato l'interlocutrice.
Cos'è l'amore quindi? cosa lo suscita? quanto può durare in questa condizione e poi è amore vero o amore per l'amore e non per la persona amata? ( lasciate perdere il casino lessicale...)
E soprattutto cosa dobbiamo amare? cosa dobbiamo aspettarci da chi amiamo?
Lei diceva che io mi aspetto troppo, pretendo troppo.
E' anche vero che l'amore è un sentimento totalizzante quindi ci si dovrebbe poter aspettare di tutto da chi ci sta intorno ma il tutto spesso potrebbe risultare eccessivo.
Però alcune cose le vorrei, le ricerco, e per questo spesso mi è difficile trovare una persona che valga la pena considerare interessante.
Deve essere una persona che conosco e stimo, altrimenti non potrei innamorare, come potrebbe essere altrimenti?
Con qualcuno può anche esserci attrazione fisica/sessuale ma se poi non risulta esserci nient0altro è come una pianta che scresce in mezzo ai sassi, preso si seccherà (si vede la formazione cattolica...).
Oltre alla stima e a una certa conoscenza l'uno dell'altra ci deve essere complicità, ci deve essere una qualche "chimica" tra le parti altrimenti è una cosda di conveninza, tanto per non stare da soli, tanto per superare i vuoti.
Ci deve essere un'intesa che porti alla confidenza, al condividere con chi ci sta di fronte tutto, fino ai più intimi e bui recessi del cuore.
Questo secondo me è un rapporto, è qualcosa che va al di là di ciò che si vede oggi in giro, a quel punto sarà un continuo innamorarsi dell'altro e dei suopi difetti, delle sue piccolezze, delle sue grandezze e dei suoi pregi, sarà un continuo evolversi del rapporto che porterà a far si che l'amore sbocci di nuovo di giorno in giorno senza essere mai avvizzito o appassito, trovando sempre nuove strade per trasmettere il proprio prufumo così che esso risulti sempre nuovo e sempre inatteso.
Sono quelel cose che poi possono durare una vita.
Sono belle e per questo faticose e forse per questo sono andata perse.
Non credo di volere troppo, credo solo di volere quello che una volta era normale e che oggi appare straordinario.

Nessun commento: