SHADOW
Il viaggio e l'entrata nella capitale di Sebastian furono quanto di più falso ci potesse essere.
Interi reparti dell'esercito erano stati spediti a ripulire le strade e le zone della città nella quale sarebbe dovuto passare il comandante.
Il territorio fu fatto apparire quanto più idilliaqco possibile con i c ampi fino a dove si potevano vedere dalla strada curati e ben coltivati, con i contadini sicuri e ben contenti dei loro raccolti.
Se non fosse stato per le parole dei suoi consiglieri e dello squadrone che era stato inviato a precederlo a Rhyn Sebastian non avrebbe mai potuto conoscere la portata reale della situazione.
Quando i lupi fecero il loro ingresso in città li accolse una folla festate dalle case vennero gettati petali ma ai soldati era stato dato l'ordine di avanzare in rigido ordine marziale, senza fermarsi, senza scherzare. Dovevano raggiungere la loro zona della città dove poi si sarebbero potuti ritenere al sicuro.
Al senato l'accoglienza fu caratterizzata da baci e abbracci elargiti in tanta quantità quanto erano falsi.
I reparti rimasero schierati anche allora, anche mentre i loro ufficiali riceveva encomi e onorificenze, mentre questi stessi ufficiali rifutavano cortesemente miriadi di inviti da politici che ne erano addolorati solo per finta.
Finita questa farsa i lupi si erano ritirati nei loro baraccamenti e ne avevano sbarrato le porte.
La presenza di Sebastian suscitava una certa tensione in città e la sua sicurezza era per gli unio e per gli altri un problema.
Nel palazzo del governatore furono aumentate le misure di sicurezza e diventò pratiamente imposibile accedervi.
I reparti fedeli ai sestant cominciarono a pattugliare le strade anche fuori dalla zona dei lupi e ben presto la città parve divisa in due.
Cominciarono a partire da Rhyn diverse pattuglie di cavalleria e certe volte anche alcuni squadroni.
Dovevano raggiungere le principali città dello stato per verificarne la situazione e dove necessario creare un modello simile a quello di Marienburg e della parte di Rhyn controllata dai lupi.
Ad Enet fu inviato il gruppo più numeroso di soldati essendo uno snodo di collegamento fondamentale tra la città del lupo e la capitale.
Fu scelto un terreno posto ad est delle mura esterne, circondato da boschi al cui interno esisteva un isola, circondata da 4 canali un tempo abitata da una popolazione di pescatori.
Ovunque all'interno delle città, che fossero grandi o piccole, zone o palazzi controllati dai lupi all'interno del quale i poveri trovavano rifugio e conforto.
Nelle città maggiori le aree erano più vaste, spesso si cercava di utilizzare le zone più derelitte nelle quali era possibile demolire per poi ricostruire.
Nelle città minori si certò di utilizzare grandi palazzi o monasteri abbandonati strutture fortificate che fossero in ogni caso possibili da difendere.
Si cercò di mantenere queste zone ai limiti della città in modo da non doversi trovare bloccati in caso di pericolo.
In qualsiasi posto arrivassero i lupi erano bene accolti dagli amministratori che avevano sentito quanto bene facessero questi soldati ai poveri, felici soprattutto di potersi liberare del peso delle classi inferiori e più misere.
Ma in ogni città o quasi questa felicità lasciava spesso il posto al risentimento, al sospetto e alla paura quando i lupi cominciavano a raccogliere i frutti di quanto seminavano.
Nelle loro zone c'erano meno ricchi ma si viveva meglio, i profeti di svenuta non avevano seguito e anzi spesso perdevano la cenciosa banda che li aveva seguiti.
Non c'era ricchezza ostentata ma nemmeno povertà e il mal governo e la corruzione precedenti risultavano palesi.
Wilfred ed Ursus si muovevano di luogo in luogo per portare l'aiuto che potevano e intere squadre di falchi furono dispegate sulle strade per eliminare il fenomeno del brigantaggio. Ormai le affiliazioni all'ordine erano talmente numerose che nessuno aveva una chiara idea di quanti fossero i lupi con i loro sostenitori.
C'era chi era arrivato ad affermare che superassero di gran lunga l'esrcito regolare.
Ma questo non interessava ai politici che ciecamente avevano cominciato a considerare i lupi non più come soldati ma più come un ordine assistenziale.
Il fatto che in ogni loro possedimento sorgesse un ospetale aperto a tutti faceva si che i politici si illudessero di avere a che fare con pie dame di misericordia piuttosto che con reparti di soldati.
I problemi che grevavano sul regno erano altri.
Una grossa fazione del senato, esterna a quella dei Sestant ed a quella dei loro rivali era sorta in quel gruppo di persone che fino a quel momento non si erano mai schierate di fatto ne con l'una ne con l'altra fazione ma avevano scelto di volta in volta da che parte stare.
Questo era andato avanti fino a che in mezzo a loro era sorto un uomo particolare.
Aveva l'aspetto del vecchio saggioportava una corta barba grigia e sulla testa rimaneva solo una corona di capelli che gli dava l'aria di chi ha vissuto una vita intensa e lunga senza essere ancora vecchio.
Era un ex ufficiale dell'esercito che aveva avuto modo di condurre più o meno in contemporanea con Maurice Sestant delle campagne di successo all'ovest espandendo lo stato nella direzione opposta a quella del generale.
Era una persona stimata da tutti, ben voluta dal popolo e dal senato, stimato per le sue doti militari e politiche.
Era conosciuto per essere un uomo parco e moderato, un uomo verso cui nessuno aveva niente di male da dire o da pensare.
Quest'uomo, in un momento di grandi conflitti come era quello presente si fece avanti proponendosi quale riunificatore del senato.
Quando parlava in assemblea, con la sua voce profonda e suadente, con le movenze ancora scattatnti di chi è stato militare ma non sembrava aver cessato di esserlo, tutti lo ascoltavano.
Ben presto questa faczione cominciò ad assorbire buona parte dei senatori che prima avevano appoggiato i Sestant e qualcuno della parte avversa.
Thobias e Sebastian erano contenti di lasciare ad altri la politica per potersi impegnare nella loro campagna contro la miseria.
Tra i senatori che passarono la sponda ci fu anche Simeon che ormai stimato membro del senato non ci mise molto a diventare nuovo vice di Andreas, carismatico capo della sua fazione.
Questi lodò più volte l'opera dei lupi senza tuttavia attaccare direttamente il potere degli altri senatori, ne il loro operato corrotto e lascivo.
Ci fu di fatto una nuova pace in senato.
Andreas acquisiva nuovi consensi ogni giorno che passava, tutti sembravano ammirarlo e sostenerlo, l'esercito era contento di avere un leader carismatico che provenisse dalle sue fila, i senatori si sentivano protetti e i poveri potevano vedere una luce nel loro futuro.
Almeno fino a quando qualcosa non cambiò.
Sebastian era partito da pochi giorni verso Mauricebrug quando qualcuno nel gruppo che si era opposto ai Sestant denunciò Andrea come un aspirante dittatore, uno che voleva mettere in discussioni e basi dello stato, che ne stava acquisendo i principali poteri per rovesciarlo e stava frodando in quel momento stesso lo stato per accumulare un tesoro personale con cui pagare la propria guardia personale.
Ne partì un inchiesta che però non arrivò mai a termine.
I servitori delle due fazioni cominciarono a scontrarsi per strada e ben presto il posto dei servitori fu preso da uomini armati pagati dalle fazioni.
I lupi con la loro esiqua pattuglia di senatori erano rimasti fuori dai giochi in senato ed ora si trovavano ad affrontare una situazione di stallo senza che ci fosse nessuna fazione particolarmente degna o nel giusto per la quale parteggiare.
Thobias con i suoi uomini non essendo parte diretta nella facione di suo fratello ed andrea mantenne i suoi uomini nelle zone della città presidiate dalla sua famiglia comincando però lentamente a farle fortificare.
In girò per lo stato le porte dei lupi cominciarono a chiudersi.
In giro si respirava puzza di guerra civile.
Un ombra scura si diffuse come una piaga nello stato.