domenica 27 luglio 2008

summer

Che colpo... tornare a casa dal campo e ripiombare in questo caldo...
Perlomeno il pc nuovo mi da qualcosa da fare...
In realtà ho pure seri problemi di disordine sulla mia scrivania ma meglio non dirlo a voce alta che altrimenti mia madre potrebbe sentirmi e "trovarmi qualcosa da fare"...
Passare dal fresco della montagna, quel "quasi freddo "che ti costringeva ad entrare in camera e fare in fretta a vestirti ed entrare nel sacco a pelo per evitare di prendere troppo freddo al caldo opprimente di questa pianura afosa è qualcosa di difficilmente sopportabile...
Anche perchè il campo mi permetteva di pensare ad altre cose e, eccettuata una sera in cui una malsana maliconia mi aveva preso, dimenticare quelle che qui troppo spesso mi prendono.
L'estate con il suo trascorrere lento del tempo, con questo suo ozio, con questa sua aria pesante carica di umidità e noia mi distrugge.
Anche un giorno diventa troppo, diventa insopportabile, diventa qualcosa da cui fuggire.

sabato 12 luglio 2008

Who read?

Me lo chiedo a volte, certo ci sono stati dei picchi, soprattutto mentre scrivevo il racconto che anzi dovrei riprendere e completare, ma non credo sia solo quello così mi viene da chiedermelo.
Mi viene da chiedermi chi legge questo blog, chi sta qui a scorrere le mie deliranti teorie, banali idee vqui pensieri (non che io pensi queste cose ma mi rendo conto che a molti di quanto credo io non gliene freghi poi molto).
Questo blog non so se sia letto da chi vorrei oppure no, credo perlomeno che non sia letto da alcune persone che vorrei lo leggessero e che sono quasi certo non leggano altrimenti non avrebbero fatto certi commenti.
Credo che qui, oltre al mio lato oscuro che sempre mi accompagna io sia riuscito a tirare fuori anche altri lati (la Elena direbbe quello noioso ma ormai da lei è la routine sentirmelo dire), forse un pò ho tirato fuori quello romantico, quello delicato, quello politico, quello di chi non vuole accettare le cose così come ce le vogliono vendere.
Credo di aver tirato fuori quasi tutto, visto anche certi commenti che mi sono sentito fare, senza nascondere nulla, dicendo semplicemente quello che penso, difendendo le mie idee, portandole avanti, sviluppandole, tornando sopra ad alcune per correggerne un pò e ribadirne altre.
Credo di non aver tirato mai fuori il mio lato fashion ma guardate la foto e noterete una certa inclinazione naturale alla moda.
Stavo proprio bene con queli occhiali.
C'è una cosa che non sono èerò mai riuscito a trasmettere, forse semplicemente perchè non è qualcosa che si riesca ad esprimere a parole, e soprattutto perchè da quando ho fatto partire questo blog non somo mai riuscito a poter dire di aver provato questa stessa cosa nella realtà.
Non sono riuscito a trasmettere l'AMORE, quello fatto solo di maiuscole, perchè AMORE non è un sentimento da A maiuscola, è un sentimento che dentro non ha nessuna minuscola, è il primo sentimento, un sentimento che non ha niente a che fare con l'innamoramento, che può essere solo passeggero, è qualcosa di profondo, qualcosa che ci prende e non ci lascia, qualcosa che ha in parte, ma non del tutto, a che fare con EROS, qualcosa che è passione e libidine senza mai essere solo l'una e l'altra, è sentimento e passione è l'essenza stessa dell'anima.
Mi spiace di non essere mai riuscito a trasmetterlo, come mi dispiace di non essere riuscito a viverlo, forse non è così semplice, visto anche che credo si costruisca giorno dopo giorno e che sia l'innamorarsi degli altrui difetti.
Mi spiace, davvero, sul serio, forse un pò inumano lo sono, ma non per vocazione e nemmeno per volontà, a volte capita di bruciarsi, capita di sbagliare e poi capita di aver paura che accada ancora.
La paura costruisce muri e barriere e c'è qualcosa che comincia ad ergersi tra noi ed il mondo, tra noi e tutto ciò che ci circonda, incatenandoci, imbrigliandoci senza però laciare possibilità di scappare, senza lasciarci una via, una finestra attraverso cui possiamo guardare con il nostro vero io il mondo e lasciare che il mondo possa vedere chi siamo veramente.
E a quel punto noi diventiamo la maschera che indossiamo e anche se apriamo finestre,come questa, non è detto che il mondo o perlomeno chi noi vorremmo lo facesse possa arrivare a leggere oltre le mura che ci siamo eretti fino al cuore vero ed intimo del nostro io.

Father

Un rapporto altalentante, spesso difficile fatto d'incomprensioni e tenzioni, dovute spesso alla troppa somiglianza e ad idee diverse e una testardaggine molto simile.
Cinquant'anni, ventidue con me.
So che non leggerà questo blog, o che se anche lo farà avrà l'accortezza di non commentare e di continuare a leggere.
Non spesso dico qualcosa, quasi mai dico tutto, qualche volta capita con lui nei momenti di baruffa.
So di non avere un carattere difficile so che non è proprio facile trattare con me, so che certe volte l'ho reso orgogliose e molte altre non l'ho reso orgoglioso affatto.
Stimare ed essere stimati.

Buon compleanno, auguri papà!



Quello in braccio che ride come un demente sono io e questa è decisamente una delle mie foto preferite.
Come facessi ad essere così piccolo non lo so...

giovedì 10 luglio 2008

Job

Domani comincio a lavorare.

Animatore di bimbi.
In realtà domani sarà solo una giornata per avere le ultime informazioni, per prepararsi al vero lavoro che comincia lunedì mattina ad un orario che, per la mia attuale idea di risveglio, è fin troppo vicino all'alba.
Dovrebbe essere divertente, mi piace lavorare con i bambini, anche eprchè altrimenti non farei il capo scout e il posto è decisamente bello.

Speriamo che il tempo sia clemente, visto che eprlomeno fino ad oggi lo è stato.
Dopo questa settimana parto per il campo e dopo il campo altre settimane di lavoro.
Speriamo che serva, ieri ero decisamente giù e mi serve qualcosa epr tenere occupata la mente, qualcosa che mi costringa a pensare ad altro, qualcosa che non mi faccia pensare a quele parole, SEMBRI INUMANO...
Dire che non mi sono piaciuto è dire poco, forse mi hanno fatto addirittura male, probabilmente ieri ero nervoso anche per conto mio ma quando le cose si sommano fanno male il doppio e non solo per quello che portano.

mercoledì 9 luglio 2008

Concert

Ieri sera dopo aver discusso con Pio della spiritualità al campo mi sono sentito proporre di andare con lui e altra gente al concerto dei Nomadi.
Premetto che non ero mai andato ad un concerto, non ne avevo mai sentito la necessità, ma quella di ieri sera era una valida alternativa alla monotonia delle mie serate.
Devo ammettere che come gruppo conoscevo quasi esclusivamente i vecchi pezzi, quelli più famosi di anni ed anni fa ma non mi sono dispiaciuti nemmeno quelli nuovi.
Il cantante era decisamente una cosa aprticolare e secondo me aveva un look fuori dal coro rispetto ai compagni...
Spero che qualcuno gli consigli di tornare ad avere la testa eplata che rispetto alla chioma che presentava ieri sera era decisamente meglio.
Una serata piacevole, diversa dal solito, che almeno mi toglie dalla solita noia.
Una delle canzoni, una di quelle che conoscevo malgrado non sia vecchia, "Io voglio vivere" mi ha fatto pensare a qualcuno, a qualcuno che che mi ha dato dell'inumano, cosa che non mi ha fatto precisamente piacere, che però non posso nemmeno criticare totalmente, visto che di me ha conosciuto un lato solo, quello che presento in un determinato campo.
Non so se mai riuscirò a dimostrarle che sbaglia, che non ha visto di me che una delle tante parti, spero di riuscirci anche se per certi versi temo sia troppo tardi, ma...





IO VOGLIO VIVERE

Nomadi

Forse scorre dentro il silenzio il senso
e il profilo della vita è tra le cose
e anche il buio serve ad immaginare
la ragione che ci invita a provare
so che può far bene anche gridare
per riscattare l'anima dal torpore
so che ad ingannarmi non è l'amore
perché voglio amare

Io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare a farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...

Contro il mio equilibrio sempre un po' precario
libero l'istinto, ciò che mi sostiene
emozione nuova senza nome
la ragione che ci invita a continuare
per questo problema non ho soluzione
io mi sento vittima e carceriere
so che ad ingannarmi non è l'amore
perché voglio amare

Io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...

Forse la coscienza, il senso della vita
sta in mezzo a mille notti o forse più
non servirà a tradire semplicemente amare
qualsiasi cosa che ti dà di più

Io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...




SEMPRE NOMADI

mercoledì 2 luglio 2008

Full or empty?

Vuoto o pieno?
Rigido o lassista?
Ci deve essere una sorta di equilibrio da mantenere, una sorta di perpetrazione del concetto di yin e yang nelal nostra vita.
E' sempre questione di una folle dualità, che rende il mondo semplice e perfetto, ponendo sulla bilancia pesi diversi che però alla fine dallo la stessa forma.
Trovare nel proprio viaggio persone talmente dense da parere impenetrabili e al contempo persone talmente vaque da darci l'idea di poter essere assorbiti da un momento all'altro è inquietante.
E' inquietante per la sua tristezza e per la sua bellezza, per gli estremi che possono essere raggiunti e per la "bellezza" estrema che talvolta risiede nell'estremo.
L'estremo come concetto tendente alla eprfezione in un senso o nell'altro e per questo destinato ad un'effimera vita che durerà un secondo e nulla più per poi perdersi proprio per questa sua perfezione all'interno dell'infinito ed eterno.
E' qualcosa di difficile anche per me da spiegare, qualcosa che a chi, come me, vorrebbe credere che la virtùsta nel mezzo e la moderazione è la via da seguire (spesso senza riuscirci) risulta anche non del tutto chiaro, ma se il mondo fosse tutto chiaro, tutto sarebbe estremamente noioso, così a noi servono le nostre ombre per poter vivere.

martedì 1 luglio 2008

Just a name...

Può bastare un nome?
Il nome di una persona a far scendere l'imbrunire nelle nostre sera, o a far sorgere il sole sulle nostre giornate.
Ci sono fiori che sono rimasti nell'ombra e sono appassitti così come succede q auelli che nascono nei deserti dopo un temporale per sopravvivere il tempo di un respiro.
Ci sono delle volte che, nella nostra vita, vorremmo soffiasse un vento come quello del deserto, un vento che porti quella sabia che ricoprirà le macerie di quanto ci circonda portando via tutto, perlomeno nascondendolo, permettendoci di dimenticare.
Ci improvvisiamo archeologi, volendo mantenere intatte qualle rovine, spesso alimentando una lanterna che brucia con un olio venefico, con ilschio di morire di nuovo epr le sue esalazioni.

Morning call

Succede.

E' una sveglia, quel suono che sa tanto anche da chiamata.
Come se un telefono ci squillasse nella testa, che ci fa alzare e ci fa capire che inizia una nuova giornata.
E' una sveglia che ci porto dall'inconsio del mondo onirico alla realtà che tanto ci appare proprio come un brutto sogno.
Ci troviamo lì, fermi di fronte ad un muro di ossidiana freddo e lucido, senza imperfezioni ne incrinatura, non si vedono nemmeno nemmeno le giunzioni tra i pezzi quasi che fose stato ricavato da un unico enorme blocco.
Quello che succede dietro di esso non lo sappiamo perchè esso ci riflette la nostra immagine indurita ed incupita. Ci sono degli sprazzi di luci. Al tocco, incredibilmente, questo muro potrebbe apparirci anche caldo, potrebbe essere sorprendente, ma non invita a farlo.
Alto fino al cielo, impassibile ed eterno mette un senso di disagio, un senso di distacco, una sensazione di inumanità, di qualcosa che non dovrebbe essere, di qualcosa che è lì slegata dalla realtà, di qualcosa a tal punto innaturale da apparirci artificiosa, creata ad uopo per un qualche scopo recondito che non c'è chiaro, quasi fosse un monito, o un superbo simbolo di arrogante superiorità o perlomeno il pensiero di essa.
Forse è una difesa, forse no, non ne sarei certo.
E' una telefonata che non vorresti, una di quelle a cui però devi rispondere, perchè dall'altra parte del telefono chi chiama si chiama vita.