giovedì 26 giugno 2008
Get a degree
Che stanco.
Non credo ri riuscire a scrivere cose sensate.
Sono stancissimo per il sonno, la tensione e la rpesisone accumulata nell'ultimo periodo, era latente ma profonda.
Sono contento, per il voto, per la giornata, per gli amici presenti.
Sono contento.
Adesso andrò a dormire.
Mi sa che crollerò.
Ma va bene così.
Ogni tanto va bene cadere e lasciarsi accarezzare dai sogni.
giovedì 19 giugno 2008
A week...
Ancora una settimana, poi la disucssione, ha ripreso a fare caldo ciò vuol dire che potrebbe essere una mattinata torrida.
Devo prepararmi quello che devo dire, non so ancora come fare, se fare un riassunto complessivo o concentrarmi su di un pò.
Direi che sono abbastanza tanquillo perchè so che tanto alal fine me la caverò.
Questa mia dannata arroganza temo di essere trppo sicuro di me...
Again & again
Sembra una farsa, una commediuccia in cui questa Italietta senza ripetersi senza pudore.
Una politica nazionale che appare tanto come una farsa, in cui ognuno ripete la sua mediocre parte per incantare un pubblico di zucconi.
Sembra che quanti vadano in parlamento non capiscano il loro ruolo, non capiscano che stanno su quegli scrano non a fare i buffoni o i pagliacci, che sono al servizio di un paese, di una nazione, non della loro fazione politica, non hanno capito che le leggi non si possono fare a salvaguardia del premier, dei suoi aiutanti o di qualche altro amico perchè la legge, di cui devono essere custodi servitori e difensori, è uguale per tutti, non hanno capito che le cose non si cambiano in parlamento alla faccia degli altri ma collaborando perchè altrimenti se si cambiano alla faccia degli altri appena cambia il vento politico così com'è successo negli ultimi anni quelle legi verranno tutte annullate e d il paese resterà fermo.
Un premier non può irridere e deridere in questo modo un'altra istituzione fondamentale com'è la magistratura e non è nemmeno possibile che ad un uomo del genere sia concesso fare il premier, perchè chi è accusato di collusioni mafiose, di corruzzione e quant'altro non deve aver la possibilità di mettere le mani sulle leve del potere, ma questa è l'Italietta con il suo stomachevole teatrino.
martedì 10 giugno 2008
Fail
A parte che vedendo le foto dell'ultima cena di classe comincio a pensare che non si tratti più semplicemente di semplice avversione all'obbiettivo o mancanza di fotogenicità.Semplicemente forse sono io che non so pormi.
Credo di aver sbagliato tutto, sbagliato ad impostare qualchefunzione base, di quelle fondamentali, necessarie.
C'è chi ogni tanto cerca di tirarmi su il morale.
Ed in effetti ci sono dei momenti in cui riesco a sentirmi bene, ma succede raramente, con poche persone.
Secondo me l'essere ripudiato dai propri simili, l'essere scacciato, non riuscire a portare a compimento nulla che abbia un senso, nulla che abbia una profondità maggiore, di un sospiro o una carezza è un fallimento.
Certo è che qualcuno potrebbe far notare che la qualità è meglio della quantità, ma quando la seconda rasenta lo zero anche la prima va a farsi benedire.
Sono io forse che in certe cose sono troppo duro, basterà vedere alla laurea quante persone del mio passato ci saranno, troppa gente concui ho tagliato i ponti senza pensarci quanto avrei dovuto, in altre occasioni invece sono troppo impacciato, troppo incerto, mi basta pensare a com'è finita la telefonata di oggi.
La sensazione è stata come quella di chi ti fa delle assicurazioni mentre tu sei sul Titanic che affonda e lei nella scialuppa di salvataggio che s'allontana con la voce che si fa sempre più flebile, distaccata e persa nelle nebbie notturne dell'Atlantico.
C'è un senso di incompiutezza, un senso che qualcosa non si sia mai incastrato nel modo giusto, la sensazione di non aver mai trovato la propria posizione nel grande arco di volta che è la vita con il risultato che quanto rimane nonè altro che una pietra dimenticata in mezzo un prato.
Nel Vangelo c'è scritto che la pietra scartata adi costruttori è divenuta testata d'angolo.
Comincio a pensare che non ci sia un angolo avanzato adatto a me.
Soccer
Certo che in Italia siamo tutti i campioni della critica e dell'ipocrisia.
Fino a ieri sera tutti tronfi ad incensare gli azzurri, a dire quanto forti siamo, che gran squadrone è l'Italia.
Poi ci siamo scontrati con il detto del vangelo "Chi si esalta sarà umiliato".
Bene, ben ci sta.
Sono certo che per affermazioni del genere nell'Italia pallonara potrei essere tacciato di anti patriottismo e venir messo al muro per salvare l'onore della patria di chi non si accorge delle cazzate che dice e non vuole ammetterle.
Lo dicevo a mio fratello, ci presentavamo alla competizione troppo sicuri di noi stessi, troppo convinti di essere la squadra da battere, un pò come mi è stato detto essere successo nell'84.
Galeazzi millantava che avremmo vinto 2 a 0, lo 0 a 3 gli deve essere stato indigesto.
Il commentatore tecnico di ieri sera continuava ad osannare una squadra pessima anche quando era chiaro che le stavamo prendendo più di chiunque altro durante il mondiale.
Poi però sono tutti dispostissimi a far polemica, a criticare l'allenatore, a invocarne il predecessore a cercare di rifarsi uanverginità e una purezza ormai persa fatta di "Io l'avevo detto...".
Fanno abbastanza schifo oltre che essere abbastanza inutili come giornalisti.
Vivono tutto l'anno sulle disgrazie delle varie squadre, vivono sulla polemica e quando non c'è l'alimentano, discutono su fuorigiochi impossibili da vedere per una persona normale se non dotata di 29 telecamere e della moviola (e spesso difficili anche in questi casi) e si mettono a discutere su rigori dubbi come il sesso degli angeli quasi che fossero palesi come la luce del sole.
Per poter vincere si deve aver fiducia in chi guida la squadra, e non perdersi in inutili elucubrazioni su come sarebbe andata se questo avesse fatto questa cosa e quello quelal cosa.
Non è successo e non ci è dato di sapere come sarebbero cambiate le cose se...
Quindi per adesso l'unica cosa è dare il massimo della fiducia a Donadoni.
Come andrà andrà e sarà il massimo che avremo potuto ottenere con buona pace di tutti quei giornalisti saccenti e carichi di boria.
Forza Azzurri.
Big Brother
Bisogna essere un pò naif.
Bisogna avere un nome come Angelino, qualcosa che rimandi ad un tale livello di angelica purezza da poter credere a tutte le sparate che vengon dal divin presidente per poi cercare di metterle in pratica.Poi però andare oltre e cominciare a sparar boiate a nastro mi fa pensare, perchè se errare è umane perseverare è diabolico e quindi il ministro Alfano non deve essere proprio così Angelino...
Ora si stanno battendo per la penalizzazione delle intercettazioni.
Strano fenomeno. Vedevo un sondaggio ieri, l'85 percento degli italiani è contrario a questa misura del governo, che comincia un pò a puzzare da legge ad personam, o ad castam come direbbe di Pietro, per proteggere quella fascia imprenditoriale e politica che controlla il paese.
Ora io sono convinto che magari una parte cospiqua di quell'85%, diciamo anche un 15% del totale sia composto da casalinghe annoiate che senza le intercettazioni non avrebbe saputo della falchi e di Ricucci però il restante 70% credo la veda in modo diverso.
L'ultima sparata del nostro nuovo guardasigilli è stata che ogni anno mezzo paese è sotto controllo, che ben 100'000 persone ogni anno vengono intercettate.
Qui la cosa stride però, perchè o noi siamo 200'000 (ovvero meno degli abitanti di una città di media grandezza come Padova) o per il ministro esluse 200'000 persone gli altri non sono cittadini degni di nota.
Oppure le intercettazioni sono molte di più perchè in un paese da quasi 60'000'000 di abitanti andando avanti a 100'000 ci vogliono circa un 600 anni per intercettarci tutti, con buona pace di infanti e anzini che magari riescono a scampare a questo tremendo evento.
Ci sono altre possibili letture, che ci controlli in qualche altro modo di cui però nessuno è interessato all'abbolizione (basti pensare all'decreto legge 27 luglio 2005, n. 144, recante “Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale" introdotto come misure urgenti, ma sopravvissuto tre anni quando le misure urgenti se non hanno avuto effetto è un disastro), o che magari qualcuno nell'attuale parlamento qualcosina da nascondere ce l'ha.
Oltrettutto in questi giorni stanno venendo fuori sempre più inchieste che senza intercettazioni non sarebbero mai potute partire, come i giornali continuano ad enfatizzare, ma questo non sembra interessare il ministro della giustizia.
Chissà perchè...
sabato 7 giugno 2008
Wolf's legend Chapter ten part one
VICTORY?
Era stata una cavalcata lunga.
L'araldo ed i suoi compagni avevano dovuto faticare molto per arrivare a destinazione.
Avevano attraversato quasi tutte le terre di quel territorio per cui i loro compagni erano morti.
Avevano cavalcato attraverso terre i cui contadini non sapevano nemmeno quale tributo di sangue la loro difesa aveva richiesto.
non si erano fermati per festeggiare, al massimo per dare notizia della vittoria.
Avevano cambiato i loro cavalli stanchi senza che nessuno potesse dare il cambio a loro che erano stremati.
Le loro uniformi logore e sporche non facevano pensare certo a chi li incontrava di trovarsi di fronte degli eroi ma le uniformi da cerimonia venivano dietro per poter essere indossate al momento opportuno.
Enet li aveva accolti con gioia e tripudio ma non avevano ne potuto ne voluto fermarsi.
Chiunque li vedeva si toglieva dalla loro strada, la durezza dei guerrieri neri era nota, perlomeno a quei banditi che avevano provato in precedenza ad assalire le loro unità che andavano da Mauriceburg a Rhym.
Con gli altri soldati avrebbero avuto qualche possibilità ma con loro si trovava solo la morte.
La strada lunga aveva dato una strana visuale a quei soldati temprati.
Quelli tra loro che erano andati con Sebastian a Rhyn la prima volta nel loro cammino non avevano visto ne fame ne morte ne miseria.
Non avevano visto i ragazzini mendicare ai lati delle strade e pensarono che nemmeno stavolta il loro comandante li avrebbe visti.
Avevano visto come, quando palesavano i loro ranghi e la loro verità tutti i tratti della miseria del popolo fossero allontanati dai loro occhi così avevano deciso di mantenere il più possibile l'anonimato e praticamente fino ad un giorno di distanza dalla capitale non avevano indossato le loro vesti migliori.
Il popolo aveva fame. L'avevano visto.
Alcuni folli predicatori aizzavano la popolazione scontenta e questa li ascoltava.
E non era neppure possibile dar loro torto.
Vaste aree di campi erano mal tenute e i c'erano contadini che avrebbero potuto coltivarle che morivano ai margini delle strade.
I bambini mendicavano e molti mercanti che viaggivano erano seguiti da scorte numerose che sicuramente avrebbero sottratto loro parti del profitto ma decisament meno di quanto non avrebbero preso i banditi.
Essi stessi furono scambiati per banditi.
Le uniformi militari non garantivano più sicurezza e protezione visto che molti soldati avevano disertato e si erano dati al brigantaggio.
Prima di arrivare a Rhyn trovarono una radura dove si accamparono si riposarono per un giorno e si prepararono ad entrare in città.
Entrarono dalla parte della città controllata dai loro commilitoni che quasi non credettero ai loro occhi quando videro arrivare alle loro porte uno squadrone della guardia d'acciaio.
Il vessillo e le missive che li accompagnavano stavano a testimoniare che il loro comandate stava per tornare nella capitale dopo anni d'assenza.
Riportava anche il contingente che i lupi avevano inviato a Mauriceburg quando avevano sentito dell'assedio.
La situazione in città fu annunciato ai messaggeri era quasi peggio che nel resto del paese.
La miseria era sovvrabbondante nei quartieri ghetto e nelle baraccopoli.
I lupi continuavano nella loro missione di salvaguardare la popolazione afflitta dai mali di quella città ma era stato intimato loro di non espandersi ulteriormente così che le baraccopoli ed i poveri aumentavano sempre più senza che loro potessero farci più di tanto.
Avevano fondato delle cittadine fortificate tutto intorno per poter accogliere quegli sventurati, i soldi dei lupi erano stati usati per acquistare i terreni su cui sorgevano queste proprietà e lì almeno una parte della popolazioe poteva trovare rifugio.
Qualcuno aveva calcolato che ben oltre la metà della popolazione della capitale viveva sotto la protezione dei lupi.
Venne comunicato loro che nessuno di quei profeti di sventura aveva seguito in quei territori perchè la vita si era difficile, ma era vita, con una sua dignità e delle sue regole.
Diversa era la questione in città.
La corruzione dilagava, i poveri abbondavano e la miseria e la malattia erano la norma.
I senatori si occupavano di frivolezze mentre la popolazione soffriva.
C'erano alcuni casi particolari.
Thobias Sestant e un pò meno suo fratello sembravano adoperarsi per alleviare le piaghe della città.
Il loro lavoro era encomiabile, ma era comunque una goccia di solievo in un'oceano di disperazione.
Non di rado i lubie Thobias avevano collaborato e questo avevao riportato il figlio di Maurice nelle grazie dei vecchi collaboratori del padre che ora vivevano in città essendo la vita di Mauriceburg troppo dura per loro.
Di fatto il controllo dei lupi si estendeva anche se non esplicitamente ache sulle zone controllate dalla famiglia Sestant.
In Senato le due fazioni erano alleate e legate saldamente.
Tutti sapevano che tra i due figli di Maurice, Thobias ora a capo della sua fazione e l'adottato Sebastian a capo dei lupi non era corso buon sangue ma il tempo poteva aver annacquato quei dissapori.
I messaggeri di Sebastian furono portati a riferire della vittoria in senato ma la notizia fu ricevuta con molto meno calore di quanto si aspettassero.
C'era chi aveva paura dei lupi e avrebbe preferito una loro sconfitta, anche se avrebbe significato la morte dello stato piuttosto che questa nuova e sfolgorante vittoria.
Capirono anche che ormai il lupo era considerato da molti più come una fiera da abbattere che come un cane da guardia.
I messaggeri tornarono quindi al palazzo del comandante dei lupi in città e dopo essersi consultati tra loro e con il comandante decisero di tornare a riferire a Sebastian ciò che avevano visto e sentito.
Weather forecast
In un servizio di oggi sul tempo il giornalista esponeva con toni melodrammatici la mancanza di effetti dell'anticiclone delle azzorre paventando catastrofici cambiamenti climatici, con un'estate che quest'anno sarebbe partita tardi e che il mondo sta andando a roloti e bla bla bla bla...
Ora io sono perfettamente d'accordo che attualmente se l'uomo continua così devasterà il mondo.
Sono anche convinto che buona parte dei cambiamenti climatici attualmente in corso sono colpa nostra.
Ma che mi vengano a fare un servizio sui cambiamenti climatici appena un'estate prova ad essere un pelino diversa dagli standard canonici e dai luoghi di fatto mi pare un pelino eccessivo.
E' un'estate che parte con il brutto tempo, però basta che per mezza giornata spariscano le nubi che il sole torna a scaldare e qui in pianura padana si torna a boccheggiare per l'afa.
Io parlerei climatici in merito ai vari luglio e agosto degli ultimi anni quando non c'è stata un'estate da tre, quattro anni che in questo periodo non ha piovuto.Quello si è un cambiamento non che adesso, per caso, per una volta dopo diversi anni, in maggio giugno non splede il sole.
E' normale che una volta ogni tanto piova anche in questo periodo.
Mamma mia che giornalisti inutili...
venerdì 6 giugno 2008
Wounding silences
Cos'ho che non va?
C'è un silenzio, qui piantato nel cuore, una di quelle ferite che penetra e fa fatia a cicatrizzarsi.
Se fosse un film, un musical sarebbe il momento in cui il protagonista esce a guardare il cielo stellato, momento molto carico di emotività, e canta la sua sofferenza.
Non è sofferenza vera e propria è qualcosa che ti afferrà lì, in quel punto preciso del petto in cui sai che c'è il cuore e ti procura un malessere, un disagio, scusate la ripetizione. che ti fa stare male.
Io in certe cose ho una fiducia in me stesso, nelle cose che faccio che rasenta la sbruffoneria, dallo studio a quando preparo le attività, però qui... qui è una queastione diversa, è un campo in cui non riesco a credere in me, forse perchè è uno di quei campi in cui nessuno è riuscito a credere in me.
Si tratta di uno di quei campi che ogni tanto preferirei nascondere a me stesso. Uno di quei campi in cui non sembra sia possibile trovare vittoria, una di quelle battaglie da cui sia impossibile ricavare gioia, ma solo frustrazioni e sconfitte.
Alla fine uno si stanca anche.
Poi se uno deve vivere ognuno di questi silenzi così, come se fossero un tormento, un supplizio, come se ogni volta si dovessere salire al Golgota con una nuova croce, beh...
...cominci anche a desiderare di non doverli privare più, non avere più speranze per poi non dover provare più delusioni, non avere più quelle tempeste che provi nel petto per non dover poi sentire il cuore che sanguina, non dover aver più nessuno per la testa per non aver poi da fare quella fatica immane per poter dimenticare.
E quando pensi, ad un certo punto cominci a sperarlo pure, di essere uscito da questo tunnel ecco che ti ripiomba addosso, più grande, più scuro più tenebroso di prima, con un secondo di splendida e abbagliante luce, seguita da giorni di tenebra.Come può l'uomo combattere contro cupido? Scontrandosi contro chi ha piegato la ragione stessa?
Non può, può sperare solo che questo improvviso vento lo superi senza fare troppi danni, senza togliere un ulteriore brandello di quel poco di dignità che ancora ci rimane al giorno d'oggi.
LIBERA LA MENTE
Giorgia.
(Giorgia)
Libera la mente
libera la tua corrente
che ti porti fino al mare
che si possa finalmente amare
Libera la mente
dal giudizio della gente
senza odio finalmente
senza avere più paura di niente..
paura di niente
Libera la mente
tendi libero il presente
che ti porti fino a dove non c'è guerra
e finalmente piove
libera i tuoi sensi
rendi libera la tua costante
di essere vivente
senza avere più paura di niente...
paura di niente
Bisogna ricominciare
a dare un senso alle parole
e a non cadere in illusioni che ci fanno del male
Bisogna rocominciare
ad essere persone
e smettere di fare finta che va tutto bene
Libera... Libera...
Libera la mente
dalle false circostanze
che ti vogliono vincente
non importa quanto inutilmente
A chi ti dice che non vali niente
a chi produce il sonno della gente
A chi fa giochi di potere senza cuore
rispondi
che la natura ti chiama
la natura ti chiama...
(la natura ti chiama)
Bisogna ricominciare
a dare un senso alle parole
e a non cadere in illusioni che ci fanno del male
Bisogna rocominciare
ad essere persone
e smettere di fare finta che va tutto bene
(Beppe Grillo)
Non han più senso le parole
le parole
quando scardinano le parole
quando tu sei abituato a una parola come concetto
hai un pensiero dietro la parola
se mi cambi il significato di quella parola lì
mi cambi un concetto
mi cambi il mondo davanti
e io rimango senza armi,
come un ebete
(Giorgia)
Bisogna ricominciare...
Bisogna ricominciare...
Libera la mente
Libera il presente
Libera i tuoi sensi
dal giudizio della gente
Libera...
Libera la mente
libera la tua corrente
che ti porti fino al mare
che si possa finalmente amare
Libera la mente
dal giudizio della gente
senza odio finalmente
senza avere più paura di niente..
paura di niente
Libera la mente
tendi libero il presente
che ti porti fino a dove non c'è guerra
e finalmente piove
libera i tuoi sensi
rendi libera la tua costante
di essere vivente
senza avere più paura di niente...
paura di niente
Bisogna ricominciare
a dare un senso alle parole
e a non cadere in illusioni che ci fanno del male
Bisogna rocominciare
ad essere persone
e smettere di fare finta che va tutto bene
Libera... Libera...
Libera la mente
dalle false circostanze
che ti vogliono vincente
non importa quanto inutilmente
A chi ti dice che non vali niente
a chi produce il sonno della gente
A chi fa giochi di potere senza cuore
rispondi
che la natura ti chiama
la natura ti chiama...
(la natura ti chiama)
Bisogna ricominciare
a dare un senso alle parole
e a non cadere in illusioni che ci fanno del male
Bisogna rocominciare
ad essere persone
e smettere di fare finta che va tutto bene
(Beppe Grillo)
Non han più senso le parole
le parole
quando scardinano le parole
quando tu sei abituato a una parola come concetto
hai un pensiero dietro la parola
se mi cambi il significato di quella parola lì
mi cambi un concetto
mi cambi il mondo davanti
e io rimango senza armi,
come un ebete
(Giorgia)
Bisogna ricominciare...
Bisogna ricominciare...
Libera la mente
Libera il presente
Libera i tuoi sensi
dal giudizio della gente
Libera...
Black & Blue
Il bianco e il nero. Una perfezione dicotomica che sa di eternità, yin e yang, luce ed ombra.
L'uomo non sa che scegliere la luce, io gli preferisco l'ombra.
Perchè la luce non esisterebbe senza l'ombra e la luce in mezzo alla luce perderebbe la sua bellezza e così le stelle, di notte culla dei sentimenti, di giorno risultano praticamente invisibili, sono lì ma non le vediamo e così ci risulta molto più luminosa una candela nella notte che un falò acceso di pieno giorno.
La luce non è senza l'ombra e non si può cerare di sfuggire all'ombra, perchè appena dietor l'angolo la luce sparirà e lascerà il posto a quella sua eterna compagna che è destinata a non incontrare mai.Dove c'è una non c'è l'altra, ma l'uomo nel suo continuo e impossibile mutare non può sperare di rimanere sempre nell'una o nell'altra, destinato com'è a danzare in bilico tra le due.
Luci ed ombre, se non ha contrasto anche la pietra luminosa ci apparirà banale, ma un diamente che emerge dal fango apparirà mille volte più brillante di quanto non sarebbe in mezzo ad altri suoi simili.
C'è chi li trova limitanti, chi dice che in mezzo al bianco e al nero c'è un infinita scala di grigi, ed intorno ad essi infiniti colori.
Vero. Ma in una vita che è fatta di sfumature, di mille tonalità diverse di colori, in cui è possibile trovare tutte le possibili combinazioni e tutti i posssibili risultati degli incroci la semplicità del bianco e del nero, la semplicità di una foto priva di quei colori risulta diventare una forme d'arte, al punto che quasi riesce a trasmettere più sentimento quella foto, che ci costringe ad immaginarci i colori di quanto non avrebbe potuto la stessa scena trasmessa così come essa sarebbe apparsa all'occhio umano.
Un colore profondo come un oceano mai esplorato prima, o come lo spazio più remoto tra stelle che ancora non hanno mai rivelato i loro segreti a nessuno.
Con il verde in questa terra è il colore della vita, con il verde è il colore di qualcosa che è in movimento, ma così come il verde è una pianta che cresce, più o meno velocemente, mq comunque in modo visibile così il blu è l'imperturbabile perfezione statica degli oceani, una perfezione che supererà i limiti del tempo, che andrà oltre quanto sarà possibile a noi umani nella complessa e perfetta eternità dell'universo.
giovedì 5 giugno 2008
It will be an hard dawn.
La longa manu del prof ha lasciato il suo segno nella disposizione delle lauree.
Si vede che o Marco (il ragazzo che conosco che si laureerà subito prima di me nda) non mi conosce bene o che io in pubblico so celare bene le mie emozioni perchè almeno a pensarci mi cominciano già ora a venire i brividi.
Sento come un eccitante e angosciosa impazienza, quel fremito che corre lungo la schiena prima degli eventi importanti, qualcosa di elettrizante ma allo stesso tempo causa di un leggero senso d'impreparazione.
Tuttavia in questi anni oltre a questo senso che da sempre mi perseguita ho sviluppato una notevole e contradditoria sovrastima dei miei mezzi che mi porta a pensare che tutto andrà per il meglio.
Se poi fossi io stesso, per primo, a non confidare in me stesso beh allora potrei benissimo farmi un segno di croce, anzi me lo sarei dovuto fare il primo giorno di Università, prima d'entrare.
Invece eccoci qui a raccontare l'epilogo di questo percorso triennale.
Immagino già che il colletto della camicia tirerà molto quella mattina.
Almeno non sarà super caldo come ai poveretti a cui la laurea toccherà più tardi nella giornata.
Sarà una mattinata dura soprattutto visto e considerato che mio fratello deve aver chiamato Zeno.
Tanto Zeno ed Enrico sanno che devono star calmi che altrimenti quando tocca a loro gliela faccio pagare...
mercoledì 4 giugno 2008
The end
Finiti... finalmente finiti... Non dovrò più, almeno per quest'estate pensare agli esami, pensare che devo passare del tempo a prepararmi quando invece vorrei essere fuori a fare qualsiasi altr cosa che risulterebbe decisamente più piacevole.
E soprattutto con questo finisco la triennale!!
Forse se avessi studiato negli ultimi tre giorni sarebbe potuta andare meglio ma va bene anche così.
La media più di tanto non ne risentirà, voto previsto alla fine tra il 100 e il 103, non male, vorrei vedere le facce di Rigoni e della Chinè, di fronte a quello che era uno dei lor0 studenti più scarsi (questo a loro insindacabile giudizio) e decisamente uno dei meno amati che ora si laurea discretamente bene prima di tutto il resto della classe.
Certo c'è tra quelli che erano con noi gente che sta facendo facoltà più difficili, ma anche chi ne sta facendo di più facili, e anche tra questi c'è tutta quella risma di gente che ha avuto per cinque anni voti più alti dei miei o ora si trova impaltanata perchè non avendo più nessuno che impone loro quello che devono fare si trovano in difficoltà.
Ora sì è tutto a posto, domani consegnerò il libretto (mi dispiace anche separarmene però... meglio così...) e poi finalmente sarò libero, libero come praticamente non ero da due anni a questa parte e, anche se serà una libertà di breve durata, sarà bello godersela.
Ora sembra che la strada sia tutta in discesa.
Si va verso quella laurea, quel pezzo di carta tanto ambito ma che ormai vale come la carta igenica, si va verso qualcosa di nuovo, chiudendo una porta sperando che si apra presto un portone.Della mia ex classe alla laurea non vorrò praticamente nessuno, certo la Motty e Ruggero, anche se sul secondo sono indeciso un'amicizia è bilaterale e un rapporto deve essere cercato da entrambe le parti e quando uno non si fa sentire per tre anni se non lo chiami tu, beh qualcosa vorrà dire.
Francesco ed Enrico per quanto fossero due persone con cui avevo legato anche loro non si sono dati particolarmente pena di farsi sentire si vede che c'era gente più interessante con cui interagire.
Degli altri non m'interessa praticamente nulla, non siamo praticamente mai entrati in sintonia, o anche se lo credevo sono bastati questi tre anni di silenzi ininterrotti.
Degli altri non m'interessa praticamente nulla, non siamo praticamente mai entrati in sintonia, o anche se lo credevo sono bastati questi tre anni di silenzi ininterrotti.
Anche la Elena per quanto mi dispiaccia ammetterlo non si è mai fatta sentire quindi non credo abbia senso chiamarla.
Quando una persona non vuole esser parte della tua vita, non ti considera nei fatti un amico beh è inutile insistere.
Anche perchè, e se leggi spero lo capirai Elena, in tre anni se non è successo che ci siamo incontrati per caso, se non è successo che ti chiamassi io, per quello che t'interessava potrei anche essere sparito inghiottito dalla terra .
Ma non ci voglio pensare, voglio sentirmi leggero, libero, senza pensieri.
Ma non ci voglio pensare, voglio sentirmi leggero, libero, senza pensieri.In questo momento ho nella testa "hakuna matata" con Timon e Pumba che cantano con il re leone... io non mi unisco al coro per la mia risaputa abilità nel stonare ma adesso come adesso il concetto è quello.
Ora comincia l'estate e se non fosse per quelle solite mille cose da fare potrei già cominciare a poltrire in amaca tutto il giorno...
lunedì 2 giugno 2008
Simplicity
Un altra giornata positiva, sarà il periodo in cui le cose sembrano andare ma tutto mi appare luminoso.
Scendendo le scale sono passato per un secondo dall'ombra alla luce, al sole.
E' una di quelle tante cose di cui non ci accorgiamo mai, quelle cose che ci passano d'avanti senza che riusciamo mai a percepirne la bellezza fino ad un raro magico momento che ce le fa apparire sotto una luce diversa.
Sono le gocce di pioggia sulle finestre, il fruscio dei rami mossi dal vento, gli uccellini che hanno fatto il nido nel cespuglio vicino a casa, il volo di una candida farfalla sui fiori del giardino.
Sono quelle cose che ti danno un senso di leggerezza, di felicità.
Sono quelle cose che sembrano illuminare di nuovo la tua giornata, dandoti quella carica in più, quella luce che ti fa scoccare qualcosa dentro per dare ancora per una volta il meglio di te.
Mi sa che sto scrivendo delle menate, in questo momento ho la testa spersa in mille altre cose, in mille altre cose che mi sembrano, o forse sono, più importanti.
Ho la testa persa su i cambiamenti che stanno avvenendo, su un fiume il cui corso sembrava incedere lento e maestoso, senza particolari stravolgimenti ma che potrebbe trovarsi inaspettatamente ad affrontare delle rapide.
Non lo so, mi trovo contrastato, tra la sera ed il giorno, tra la luce e l'ombra tra la quiete ed il subbuglio.
Mi trovo a dover affrontare la sera, quando sciende la quiete, quei pensieri che duranteil giorno erano stati estromessi dalla mia testa.
Mi trovo a dover fare i conti con una tranquillità che viene messa in discussione, con una semplicità che non riesco a ritrovare una volta che il sole ha lasciato spazio alle stelle.
Mi trovo ad avere un cuore che come vede comparire i primi astri della notte comincia a palpitare, come se ogni stella non fosse altro che un pensiero deviato verso l'infinito dell'amore o più terrenamente verso quel luogo in cui una parte di me è voluta andare ad abitare.
La sera si fanno avanti tutti i dubbi e ciò che ci appariva semplice ora ci appare maledettamente complesso e vorremmo che tutto tornasse alle linearità della bianca farfalla che avevamo visto nel pomeriggio.
Peacefull evening
Passare la sera in giardino, con colonna sonora solo il canto del grillo, con il lieve dondolio dell'amaca (fratello permettendo che quando passava voleva farmi provare l'ebrezza del trovarsi nel mezzo di una burrasca oceanica).
Il sole stava calando, era già sceso al punto che già non lo veevo più nascosto dagli alberi e dall'argine in lontananza.
La luce si andava via via affievolendo e il cielo prendeva i colori della sera.
Una leggera brezze portava quei brividi che subito passano per lasciare un senso di elettrizzante benessere.
E mi sono reso conto che non stavo facendo nulla, assolutamente nulla, non stavo nemmeno pensando, assaporavo solo il momento, questo magico momento di pace.
Per mutuare una frase che la Luvi (morosa di Zeno nda... magari poi vogliono il copyright per il soprannome si sa mai...) rivolge spesso a se stessa io penso troppo ed è stato bello, per una volta, trovarsi senza pensieri, è stato bello trovari la mente scobra da qualsiasi preoccupazione, trovare il cervello che assaporava la consistenza, la corposità e il colore dei profumi che arrivavano fino a me.
Allora arrivava il gelsomino, finalmente in fiore, con il suo carico di profumo, un profumo rotondo, pieno, di quelli che sembrano volerti dilatare le narici solo per potertele riempire ulteriormente della loro essenza.E allora non c'è niente che possa rovinarti un momento simile, ti stiracchi sull'amaca e quasi quasi prendi sonno sorridendo (chi afferma che potrei forse per caso essermi addormentato potrebbe in effetti eventaulmente non dire una fesseria).
Ancora un'ultimo sforzo e, almeno per quanto riguarda l'uni, l'estate è in arrivo.
La vita non è fatta che di momenti ed io vorrei che non ce ne fossero se non come questo.
domenica 1 giugno 2008
Out of water
Una delle occasioni in cui mi sento veramente come un pesce fuor d'acqua.
Ieri sera cena con la classe delle superiori.
Cosa centro io con loro? Cosa centro io con quella gente? Mi viene da pensare che i cinque anni che siamo stati costretti a passare insieme siano stati un brutto scherzo del destino.
Ieri sera riuscivo a trovare a fatica argomenti di cui parlare, mi sentivo sperso, isolato e decisamente fuori posto.
La cosa mi pare anche assurda perchè non riesco a capacitarmi che i ragazzi dell'uni siano a tal punto diversi da quelli che avevo alle superiori.
Per carità può anche essere che io sia arrivato al limite della sopportazione con loro, basti considerare gli screzi e gli attriti della quinta, ma non riuscire ad entrare in sintonia fino a quel punto.
Forse mancavano un paio delle persone che ritenevo più normali alle superiori ma in una classe dovrebbe esserci più di un paio di persone che si riescono a capire.
Lì era proprio una questione valoriale differente.
Le cose per cui ieri sera i miei ex compagni si vantavano e si bullavano, i ricordi da loro ritenuti gloriosi degli anni passati non potrebbero essere nemmeno oggetto di discussione tra me, Luca, Zeno, Enrico e gli altri.
Il loro stile di vita non è il nostro, il loro modo di fare non è il nostro, io non mi sento parte di quel gruppo.
Il dover epr forza andare a devastarsi, il privilegiare sempre e comunque il piacere al dovere, la straffottenza, l'arroganza offensiva, la propensione aggressiva e violenta verso il mondo non sono le mie condizioni di vivere.
La mancanza di rispetto per le donne, la "grezzaggine" non sono mie prerogative.
Il vantarsi delle ragazze come delle prede di un cariere non è cosa da me.
Cosa c'ho fatto io la? Forse ha fatto bene solo la Motty, tagliando definitivamente tutti i ponti. E' l'unica cosa da fare.
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