Sarà che non sopporto nessuno dei due gruppi.
Sarà che fosse per me gente del genere non la farei nemmeno entrare all'università.
Sarà che quando certa gente appare nelle cronache dell'università si scopre che quasi mai sono studenti, quanto piuttosto semplici seppisti che cercano solo una ragione per menarsi però quanto è successo oggi mi infastidisce e mi preoccupa allo stesso tempo.
Ci troviamo di fronte ad una recrudescenza del fenomeno della violenza politica? non lo so.
So che ho decisamente qualche remora a continuare a far parte di un'associazione studentesca.
Non che la politicizzazione da noi sia particolarmente elevata, parlo dell'associazione la facoltà e l'ateneo sono un'altra cosa, ma se qualcuno cerca una ragione per pestarti come nell'antica favola romana tu puoi essere nel giusto quanto vuoi, come l'agnello, ma il lupo troverà sempre una ragione per morderti.
Ora io non ricordo se prima che io iniziassi l'università ci fossero ancora notizie di simili pestaggi, non ho idea se ci fossero scontri con le dimensioni di quelle di oggi.
Non mi pare.
Questo mi preoccupa, un pò come tutti i fenomeni di stampo neofascista che si sono venuti a manifestare negli scorsi giorni.
Espressioni di un concetto della politica malato, di cui si dovrebbe chieder conto al signor Berlusconi, che con i suoi sbraiti e i suoi spropositi, il suo ribrezzo verso questo o quel candidato, verso gli altir i nemici, tutti comunisti, tutti assassini, tutti facenti parte del peggio che ci possa essere in circolazione.
Sarebbe da chiederne ragione alla lega, con i suoi slogan dell'odio, i suoi maiale, la sua violenza, troppo spesso millantata.
Questa violenza delle minoranze che vogliono diventare egemoni e monopolizzanti, con dei collettivi che almeno in facoltà da noi pur essendo formati da quattro gatti della facoltà occupano tanto di quello spazio, economico, politico, mediatico da far impressione.
Poi se andiamo a vedere chi partecipa alle loro manifestazione risulta che non c'è quasi nessuno mai dell'università, che son quasi tutti esterni, quasi tutti membri dei centri sociali, quasi tutti che non centrano nulla con la vita universitaria.
Come quelli che da noi si credono fascisti, ragazzi, figli di papà insoddisfatti, con troppi soldi in tasca che non hanno idea di quanto sia faticoso guadagnare, annoiati da una vita tropo semplice e che devono sfogare questa loro noia in atti di stupida violenza, in atti di odio la cui banalità ha avuto pochi precedenti nella storia.
Gente che sembra coltivare, nella sua stupida semplicità i miti di un regime ormai morto, di cui non riescono a percepire il male intrinseco, di fondo, come se si rifacessero epr una valutazione solo ai manifesti propagandistici di Salò.
Queste due sottocolture dell'ignoranza, che tanti punti hanno in comune (difficile trovare tra questa gente persone che danno esami con voti alti e nei tempi giusti. Se hai una famiglia che fa dei sacrifici per farti studiare non perdi tempo in cazzate e vedi di muovere il culo per portare a casa qualcosa, per dare una mano, diversa è la questione se hai qualcuno che ti mantiene...) non si rendono conto di essere a talpunto simili da essere quasi identiche e di non sussistere se non per dare all'altro una ragione per odiare ed esistere.

Nessun commento:
Posta un commento