Nell'ultimo periodo diversi fatti mi hanno lasciato interdetto.
La morte per mano dei naziskin del ragazzo di Verona, il pestaggio a Roma degli immigrati asiati sempre per mano di gente che pensa di portare avanti un'ideologia fascista, gli scontri nel meridione contro le discariche.
Sono tutti gfatti di violenza che mi hanno lasciato qualcosa dentro, come un senso d'amaro, di un sapore sbagliato che è difficile da togliersi per quanta acqua si possa bere.
Non per i fatti in se, tutti ampiamente condannabili, ma per quello che sottendono.
Tre diverse questioni.
La prima, il frutto della contrapposizione politica che si è venuta a generare negli ultimi anni.
La ricerca dell'eistenza\distruzione dell'altro come giustificazione della propria esistenza.
Una superficialità che fa male, un generale disinteresse che sfocia spesso in stupidità.
In un mondo come il nostro in cui tutto è troppo facile da ottenere, o per meglio dire, un mondo in cui le esigenze immediate, potrebbe chiamarle capricci, sono facilissime da ottenere, un mondo in cui il soddisfacimento del bisogno immediato è il fine massimo, senza considerazioni di lungo periodo, senza un analisi che cerchi di prevedere, con lungimiranza, i futuri evolversi della situazione si è perso il gusto per la fatica, per la sfida se non come sfottò, come scontro. si è perso il concetto che per le cose che valgono si deve faticare, aspettare, penare.
Si è eprso il concetto che non tutto ci è dovuto, che non tutto ci viene presentato pronto nel piatto, ma che si deve far fatica.
Da qui le mille difficoltà di approfondimento, nei rapporti interpersonali, nella scola, nel sociale, nella politica.
Unendo questo ad una società che all'umo maturo spesso preferisce la figura dell'eterno peter pan ne viene fuori un mix bestiale.
Ne viene fuoti che certe "cose da adulti", che chiamo così non per sottintendere che chi è giovane non le deve fare ma semplicemente che necessitano a mio avviso di un a certa maturità, non legata all'età per essere portate avanti, vengono trattate dai "bambini in corpo d'adulto" come se fossero un gioco.
La dicotomia rosso nero, fascista comunista, amico nemico, che si è andata profilando negli ultimi anni fa male, fa male a tutto il sistema, è un eccessiva semplificazione di un sistema complesso, che richiede fatica epr essere capito, o perlomeno impegno.
Non ne è nemmeno una semplificazione quanto una semplicistica distorisione fatta da chi vorrebbe poter credere di saperne di tutti gli argomenti salvo poi sprofondare in un'ignoranza profonda e palese.
Questo unito a tutto un tipo di percorso e back ground culturale, un bagaglio che si portano appresso i ragazzini di oggi ha portato ad un instaurarsi di un generale clima di violenza.
Io credo che sia compito di chi ha un grande potere nei mezzi di comunicazione di educare oltre che di far soldi. Al momento non mi sembra che le cose vadano così.
Se uniamo poi, nelle regioni qui del nord, tutto questo ad una sorta di tacita comprensione, o perlomeno di giustificazione per certi comportamenti dei ragazzi, soprattutto per quelli di buona famiglia, il mix che ne esce è pericolossissimo.
Il concedere tutto, il sostituire il ruolo di genitori, spesso non vissuto appieno da genitori inadatti o impreparati o semplicemente incappati inun indicidente di percorso chiamato paternità, con un permissivismo lassista ha portato a far si che i genitori spesso non riconoscano nei propri i figli i teppisti che sono, a far si che abbiano paura di imporsi, preferendo il ruolo d'amico a quello di padre, temendo di fare quegli errori che magari loro credono di aver visto nei comportamenti dei loro genitori.
Se poi si unisce al fatto che la propria parte politica, la società civile e tutto il resto del mondo sembra voler assolvere quei ragazzi, italiani, bianchi, di buona famiglia dai loro fatti, la strada che stiamo imboccano non potrà che portare al baratro.
Con un sindaco di capoluogo di provincia che solidarizza con dei neofascisti accusati di aver accoltellato uno dicendo che la pena è troppo severa, con un senatore che accusa le forze dell'ordine di inseguire le persone sbagliate quando si occupano di mandare in galera dei teppisti da stadio piuttosto che gli immigrati clandestini (vorrei far presente che magari un immigrato clandestino è quello che in nero, sfruttato, maltrattato, lavora nelle frabbiche dei padri di quelli che allo stadio ci vanno solo per scontrarsi con la polizia) e promette che dare la sua solidarietà a quei bravi ragazzi (chiamare così dei delinquenti da galera è proprio simpatico) andando ad assistere alla partita pure lui in curva, le porespettive non sono rosee.
Se questi sono e saranno sempre dei bravi ragazzi troppo di buona famiglia per aver fatto un tale crimine, o se la pena per loro sarà sempre troppo severa non arriveremo da nessuna parte se non al punto che questi si sentiranno impunibili e liberi di fare quello che vogliono.
Poi c'è il secondo problema, l'aggressione a Roma ai danni degli immigrati, ai danni di gente che oltre a delinquere e far danni, unica ragione per cui balza agli onori della cronaca, tiene su l'economia di questa nostra povera Italia.
Cente che lavora, si smazza e di cui nemmeno ci accorgiamo.
Se contro di loro si fa solo e continuamente campagna d'odio, per nascondere poi quelli che sono i nostri veri problemi, per cercare un nemico, un capro espiatorio per scaricare sugli altri le nostre colpe il risultato sarà che chiunque si sentirà autorizzato alle peggiori nei loro confronti.
COncetti che, anche se non portano lo stesso nome, sottendono significati come noi vs loro, razza, e chi più ne ha più ne metta fino ad arrivare anche a fascimo.
Si è visto a Roma cos'ha portato questo clima voluto da una certa parte della destra.
Campi Rom con dentro famiglie dati alle fiamme.
Pestaggi neo fascisti.
Un clima generale di astio.
Questo unito con l'ipocrisia di certa gente, che vuole nel suo buonismo nascondere il proprio razzismo crea un miscela pericolosa.
Anche qui in regione, no alla moschea perchè da loro non lasciano fare le chiese.
Per usare un espressione di un libro "Etica da asilo": perchè loro, ma loro, ma lui.
Pensiamo a noi stessi prima che agli altri, un difetto che una certa destra non riesce proprio a superare, cercando le critiche perima negli altr che non in se stessa.
Troppo superba ed arrogante per ammettere che magari le cose potrebbero anche non essere così giuste, linde e corrette dalla nostra parte.
Non mi pare cha ad investire i due findanzati a Roma e il carabiniere in Sardegna siano stati degli immigrati, ma degli italiani ubriachi e\o drogati, se fossero stati emigrati adesso ancora sarebbero sulle prime pagine dei giornali e non nel dimenticatoio delle notizie vecchie.
Il terzo fatto gli socntri a Napoli e dintorni: questa gente non vuole le discariche, non vuole nemmeno i rifiuti, pretendono che questi vadano raccolti e spediti altrove.
Sorge spontanea la domanda.
Cosa fa loro pensare che gli altri siano disposti ad accettare i loro rifiuti? cosa fa pensare loro che le regioni del nord in cui ci si impegna epr il ricilaggio si faccia carico della loro pigrizia in tale senso?
Se poi non ci sono le discariche i rifiuti rimarranno in trada dove creano disagi, quindi è meglio che vrengano raccolti, trattati, ordinati, dove almeno non esaleranno miasmi maleodoranti, dove sarà possibile gestirli.
E se non vogliono i termovalorizzatori vorrà dire che continueremo a riempire al regione di discariche, che continueremo ad accumulare rifiuti si rifiuti fino a che anche il vesuvio non sia totalmente riempito.
Poi si passa agli scontri, ad un governo che ha deciso che si è sprecato fin troppo tempo con il dialogo, sorapttutto quand'è diretto verso certa gente, ed a quel punto non si può tollerare oltre.
E ne esce un decreto duro come quello che è stato varato, che non mi rallegra ma con cui devo ammetterlo non mi trovo nemmeno totalmente in disaccordo.

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