sabato 8 marzo 2008

Wolf's legend Chapter six part three

COMMANDER

I capelli al vento, l’adrenalina nel sangue durante gli scontri, la gloria che si sentiva di cavalcare mentre i propri uomini sfondavano lo schieramento nemico avevano un prezzo molto alto.Dei quasi due mila lupi che erano scesi in campo con Sebastian di abili al combattimento, immediatamente ce n’erano poco più di mille e degli altri ne sarebbero tornati in servizio forse un paio di battaglioni.
I morti erano stati oltre trecento e gli altri sarebbero rimasti inabili a vita.
Ma nessuno li avrebbe scacciati da Mauriceburg se avessero voluto rimanere lì.
Sebastian aveva dormito in un accampamento improvvisato dai suoi, e la mattina dopo si era alzato per un’ispezione.
La sua era l’unità che aveva subito meno morti, alcune unità erano state ridotte a meno di un quarto degli effettivi, di alcune sotto unità non rimanevano che due o tre uomini e in certi casi nemmeno quelli.
Furono scavate fosse comuni, e non vennero fatte distinzioni, perché di fronte alla morte gli uomini son tutti uguali.
I feriti che i nemici avevano abbandonato erano morti nella notte e di fatto non c’erano stati prigionieri.
Delle reclude che avevano formato la sfortunata divisione che per prima era stata lanciata al macello non rimanevano che duemila uomini, spersi e lasciati a se stessi senza ufficiali.
Erano tutti giovani, ragazzi dai sedici ai vent’anni, che ora erano accampati in malo modo senza che nessuno desse loro indicazioni.
Sebastian ordinò ad alcuni suoi ufficiali di riorganizzarli e riportarli a valle, in caso verso Mauriceburg , in modo che perlomeno quei giovani non morissero lì di sete o stenti.
Il villaggio assediato ora era in mano a Rymn, ma era stata una vittoria inutile e costosa, oltre un prezzo accettabile.
I soldati che erano morti per quell’assedio erano oltre novemila e i feriti non si contavano.
Il corpo d’armata guidato da Sestant che era giunto fino a lì ora tornava a valle con un poco più di un terzo degli effettivi e sarebbe stato difficile riempire i varchi aperti dalla battaglia.
Il corpo ufficiali era stato decimato e adesso le unità erano guidate da sottufficiali se non addirittura da quei soldati in cui i compagni avevano più stima.
I fanti furono fatti ritirare più a valle lasciando solo una brigata ricostruita a guardia dei territori conquistati.
Al campo base , ormai una città ben più grossa di Mauriceburg, furono riorganizzate le unità e buona parte degli ufficiali sopravvissuti si trovarono ad avere dei nuovi gradi.
Jerome e Thobias non furono tra questi, il primo per il comportamento vile che aveva dimostrato in battaglia nascondendosi dietro ai suoi uomini, il secondo perché si era visto che era già troppo per lui comandare un battaglione.
Sebastian ottenne invece il comando di una brigata.
Di fatto erano mesi che la comandava, viste le dimensioni del suo reggimento, ma ora gli veniva riconosciuta.
Ai suoi uomini vennero aggiunte quelle reclute di cui si erano presi cura nei giorni passati e insieme presero stanza a Mauriceburg.
C’era molto da lavorare, ma se ne sarebbero dovuti occupare i suoi ufficiali perché lui e il suo stato maggiore insieme ai massimi ufficiali del corpo d’armata furono convocati a Rymn. Si confidava che dopo la battaglia appena trascorsa anche i nemici avrebbero preferito leccarsi le ferite.

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