giovedì 6 marzo 2008

Wolf's legend Chapter six part one

BLOODY SPRING



Dopo l'attentato era stato impossibile individuare chi avesse inviato quei banditi contro di loro.
Nell'accampamento c'erano decine di comandanti di compagnia e tutti si sarebbero dichiaratiinnocenti.
Vero è che tra di loro c'era chi poteva avere più o meno ragioni per volere Sebastian morto ma i sospetti non erano mai prove, anche perchè all'accampamento erano arrivati nuovi reggimenti e non era stato possibile individuare nemmeno chi fossero gli assalitori perchè sembrava non facessero parte di nessuna unità e nessuno sembrava conoscerli.
L'arrivo dei nuovi reggimenti preannunciava una nuova offensiva e una nuova fase nello scontro.
Il fatto che a nord i soldati di Sebastian avessero contrastato un'avanguardia di oltre e millecinquecento uomini significava che anche i barbari avevano intenzione di schierare forze bn maggiori per cercare di ricacciare gli invasori dalle valli che erano sempre state loro.
Dimostrarono anche nelle successive azioni, in particolare quella che aveva spazzato via i rinforzi che avevano preso possesso dell'avamposto costruito da Thobias, una particolare intelligenza e una nuova abilità tattatica.
Sembrava come se qualcuno di diverso stesse orchestrando le truppe che avevano smesso di agire per clan e ora collaboravano come reparti altamente specializzati dello stesso esercito.
Non fu difficile osservare che sembravano copiare le tecniche più efficaci dell'esercito per riaddottarle in una nuova versione.
Nei combattimenti che seguirono un numero sempre maggiore di volte i soldati di Rymn si trovarono a dover retrocedere o a cercare rinforzi per ottenere la meglio sui nemici.
Era cambiata anche la tattatica d'impiego: ora non stavano più su unaposizione fino al massacro dell'ultimo uomo ma si d'isimpegnavano quando era chiaro che le forze pesavano nettamente a favore dell'avversario.
Accadde quindi che sempre più sconfitte caratterizzavano le truppe di Rymn con sempre meno battaglie che si potevano considerare vinti.
Per ogni avanzamento perdevano terreno alle spalle e l'esercito sembrava un grosso carnivoro alle prese con dele prede troppo veloci per lui a tal punto che ogni votla gli scappavano dalla fauci.
Le unità operando isolate correvano il rischio di venir massacrate e sembrava che l'unica cosa che riuscisse a tenerle in vita fosse la sinnergia tra i vari reparti, cosa che non spesso c'era a causa delle rivalità tra i diversi corpi.
L'unica unità che sembrava in grado di fare qualcosa era il reggimento nero, come ora veniva chiamata l'unità di Sebastian, che con le sue truppe versatili sembrava l'unico a riuscire a mettere in scacco i nemici.
Con le basi della torre del lupo e del nuovo accampamento potevano permettersi di operare in avanzato territorio nemico.
Il nuovo accampamento era stato costruito più a nord del precedente, sempre lungo il grande fiume.
C'era un luogo in cui questo fiume formava una grande ansa, intorno ad un pianoro sopraelevato di roccia più dura che l'acqua non essendo riuscita a scavare aveva aggirato.
Il fatto di avere tre lati coperti dal maestoso serpente blue ed un quarto composto da una ripida scarpata rendeva di fatto quel luogo di difficile acceso per chiunque.
Con un canale scavato di fronte e delle mura presidiate intorno a tutto il pianoro la cosa diventava pressoché impossibile.
All'inizio le mura non erano nulla di più che un terrapieno sormontato da una palizzata fatta con gli alberi provenienti dalla vicina foresta ma poco a poco si cominciarono a fortificare alcune sessioni, partendo dalla porta, alle torri e così via.
In una valle montana come quella il materiale non mancava.
A torre del lupo rimaneva un battaglione che mantenesse sotto stretta osservazione la valle presidiata dall'imponente maniero.
Si era scoperto che quella era una delle vie segrete per cui i nemici negli anni passati avevano condotto le loro incursioni.
Il fatto che nessuno ne avesse mai immaginato l'esistenza faceva si che i nemici sembrassero apparire dal nulla come gli spettri e ciò incuteva molto timore nei confronti dei soldati di Rymn.
Poco a poco nell'accampamento di Sebastian pervennero i primi artigiani, necessari ad un esercito stanziale ed ad essi poco a poco sia ggiunsero anche i primi commerciati di liquori e divertimenti.
I soldati passarono poi, a seguito di continue unioni a ben più di quelli che il grado di colonnello permetteva di comandare.
I battaglioni oramai erano passati da quattro a sette che con le varie compagnie singole aggiunte ad occuparsi di aspetti particolari, come quelle del genio e quanto rimaneva del battaglione con cui Sebastian aveva difeso la torre del lupo portavano gli uomini sotto il controllo di Sebastian a quasi duemila.
Contando i civili all'interno della cittadina aveva la responsabilità della vita di quasi tremila persone.
Alla città fu dato il nome di Mauriceburg in onore del comandante ed intorno ad essa cominciarono a spuntare campi ed orti di quei soldati che,nati contadini, avevano visto nella bella stagione la possibilità di variare il solito rancio.
I campi poi furono ampliati e quei soldati che li avevano cominciati anziché punito come avrebbero fatto altri ufficiali furono riassegnati ad un'unità che si occupasse della difesa della cittadina, della coltivazioni dei campi attigui e semmai dell'allevamento e della pastorizia degli animali che potevano essere utili all'unità.
Da questa città poi partivano le varie missioni, che portavano i soldati a conoscere la zona che li circondava a tal punto da poter rivalleggiare con i loro nemici.
Sembravano due gruppi uno lupi e l'altro di orsi in caccia, gli uni contro gli altri, senza che nessuno riuscisse ad avere la meglio malgrado le poderose zampate con le quali si colpivano.
Una di queste zampate fu particolarmente dura e rischiò di far crollare tutto quello che i lupi avevano conquistato fino a quel momento.
Durante una missione Sebastian accompagnato da Mathias, un'ufficiale che era con lui dall'inizio e aveva preso il posto di Ursus e Wilfred da quando questi avevano preso il comando della torre del lupo e di Mauriceburg, e da un paio di compagnie di soldati si trovò stretto in una gola da un numero ben superiore di nemici.
La posizione era impossibile da tenere perchè i nemici dall'alto gettavano loro addosso pietre ed altri proiettili senza che ci fosse di fatto possibilità di ripararsi.
L'unica possibilità che si presentava era quella di tentare lo sfondamento o morire schiacciati dai massi che piovevano sulle loro teste.
Il combattimento non fu niente di tattico o strategico, semplicemente si lancirono contro quello1 che sembrava il punto più debole dello schieramento nemico che chiudeva l'uscita verso l'accampamento e spinti dalla furia, dalla disperazione e dalal determinazione riuscirono ad aprirsi un varco.
Nello scontro però il cavallo di Sebastian era stata abbattuto e lui come molti altri soldati si era trovato a dover combattere a piedi contro i barbari.
Contro di lui si avventarono diversi nemici, riconoscendo in lui il comandante che li aveva scacciati dalla valle e solo grazie all'intervento di volta in volta di altri soldati Sebastian era stato in grado di sopravvivere.
Ad un certo punto sembrò che le file nemiche si aprissero facendone emergere un bestione alto come un'uomo e mezzo, armato di un'enorme spada e vestendo quello che doveva essere un'asemblato di diverse cotte di maglia.
Lo scontro per Sebastian fu da subito chiaramente perso, l'avversario poteva contare oltre che su una mole non indifferente anche su una freschezza che Sebastian aveva perso ore prima.
I colpi del bestione si suseguivano come grandine su di un tetto malmesso, che ancora resisteva ma sembrava sul punto di crollare da un momento all'altro.
Poi la spada di Sebastian si ruppe e il successivo colpo del nemico fu diretto dritto verso la testa.
La prontezza di riflessi di sebastian fece si che portasse indietro la testa ma non abbastanza.
La lama gli incise la parte sinistra della faccia e un lungo solco di sangue gli innondo il viso dalla frotne alla mascella.
Mathias in quel momento piombò alle spalle del bruto e prima che potesse rialzare l'arma per finire il comandante gli passò la spada da parte a parte lasciandolo per terra morente a rantolare.
Un gruppo di soldati si lanciò in soccorso del comandante e con quello che rimaneva delle due compagnie ritornarono a spron battuto verso Mauriceburg.
Sebastian arrivò alla città fasciato alla ben e meglio, con un occhio che rischiava di perdere e dopo aver perso molto sangue.
Fu adagiato su di un letto.
Passarono due settimane prima che qualcuno sperasse che ce la potesse fare.

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