TREASON
Nei giorni successivi fu come se qualcuno avesse spento la luce alla sua vita.
Svolgeva diligentemente i suoi compiti, e si presentava alle feste, ma ci apparivà come un lupo, freddo, altero e guardingo, inavvicinabile a tutti, schietto e dotato di un eloquio e di un sarcasmo così gelido e tagliente da risultare quasi insolente.
Se no fosse stato che già aveva dimostrato che nemmeno i migliori tra i damerini potevano tenergli testa qualcuno, qualche pazzo l'avrebbe sfidato a duello.
Provarono nuovamente ad assassinarlo, con dei quadrelli, ma gli assassini finirono impalati all'esterno dell mura di Rynm, dopo aver subito tremende torture e aver confessato i nomi dei mandanti che li accompagnarono nella morte atroce che toccò loro.
Non c'era gioia nei suoi occhi e non c'era pietà.
Maurice si avvide del cambiamento quando anche lui fene preso e sbattuto contro il muro per una parola detta troppo leggermente.
Si accorse anche che ormai dei suoi uomini nessuno più frequentava la sua casa e che doveva essere stato per loro fonte di vergogna e disprezzo.
Si svegliò come da un sogno e cercò di capire cos'era successo da quando era tornato nella sua città natale, di come era cambiato appena era stato reimmerso nel suo ambiente di provenienza.
Si avvide che ora c'era distanza tra lui e quel ragazzo che ora considerava suo figlio, che egli era gelido e altero e che malgrado questo i suoi uomini o per meglio dire quelli che un tempo erano stati i suoi uomini e che ora lo rimanevano solo nominalmente preferivano quel ragazzo come comandante a lui.
Cercò di riavvicinarsi ma parve troppo tardi ormai.
Intanto intorno a Sebastian si affolavano strani personaggi, lingue venefiche, che sobbilavano contro la repubblica, che promettevano questo e quello, gloria e onori, ricchezza e potere in cambio dell'appoggio dei suoi soldati a questa o quella congiura, contro questo o quel partito. Anche questi presto si trovarono a penzolare poco distanti dalla città.
Riapparve nella vita di Sebastian anche Simeon, il fratello di Thobias.
L'aveva accolto tra i primi in città, abbracciandolo come un fratello, ormai alto ed untuoso, magro fino all'inverosimile, con un'incarnato tanto pallido da farlo apparire un morto.
Era strano vederli insieme, il militare che si era imposto nella scena cittadina, alto solido, che spesso andava per strada in assetto da combattimento, che non mancava mai ai suoi doveri, che continuava ad allenarsi come il più semplice dei soldati, che rifiutava qualsiasi favore per non apparire immischiato nelle beghe cittadine al punto da essere diventato il campione di quella borghesia mercantile laborosia e produttiva ma esclusa dai giochi di potere e il politico, quello che era considerato uno degli uomini più oscuri e misteriori della città, l'oratore eloquente, ampolloso e pedante che riusciva ad avere tanto seguito nel basso volgo e ad una parte della classe politica corrotto e putrefacente.
Era come vedere l'edera attaccata ad una gloriosa colonna, come il parassita che si attacca al cane.
Ma Simeon non era stupido, e quando stava con Sebastian si dimostrava aperto e comprensivo, prendendo talvolta il tono dell'uomo colto con il contadino che non sa come vanno le cose nel vasto mondo.
Denunciava i mali che affliggevano la società, la sua decadenza e corruzione, i suoi vizzi e i suoi peccati, traendosene sempre fuori come uno che privo di forze stava cercando sempre più di evitare di affogare in un mare di liquami.
Simeon stava cercando di guidare Sebastian dalla sua parte, poco a poco, senza che lui se ne accorgesse se non fosse stato per Thobias forse ce l'avrebbe fatta.
Era nel chiostro interno della caserma, stavano parlando sempre di politica quando trafelato entrò Wilfred che portava con se un plicco.
Wilfred e Simeon si guardarono con odio mentre Sebastian apriva il plicco che era a lui indirizzato.
Rischiò di cadere a terra, si aggrappo alla colonna, stritolò nella mano guantata il plicco e poi se ne andò, un attimo dopo aver riempito di insulti Simeon e la sua stirpe, lanciando ordini urlati affinchè i suoi soldati si preparassero a partire entro due giorni.
Wilfred e Simeon raccolsero insieme il foglio, entrambi curiosi.
Annunciava il matrimonio tra Thobias Sestant e dama Eleonor.
Wilfred corse dietro al fratello per evitare che commettesse pazzie.
Tutta la caserma sentendo il furore del comandante stava già preparando la partenza, se l'avesse ordinato sarebbero potuti partire già quella sera.
Svolgeva diligentemente i suoi compiti, e si presentava alle feste, ma ci apparivà come un lupo, freddo, altero e guardingo, inavvicinabile a tutti, schietto e dotato di un eloquio e di un sarcasmo così gelido e tagliente da risultare quasi insolente.
Se no fosse stato che già aveva dimostrato che nemmeno i migliori tra i damerini potevano tenergli testa qualcuno, qualche pazzo l'avrebbe sfidato a duello.
Provarono nuovamente ad assassinarlo, con dei quadrelli, ma gli assassini finirono impalati all'esterno dell mura di Rynm, dopo aver subito tremende torture e aver confessato i nomi dei mandanti che li accompagnarono nella morte atroce che toccò loro.
Non c'era gioia nei suoi occhi e non c'era pietà.
Maurice si avvide del cambiamento quando anche lui fene preso e sbattuto contro il muro per una parola detta troppo leggermente.
Si accorse anche che ormai dei suoi uomini nessuno più frequentava la sua casa e che doveva essere stato per loro fonte di vergogna e disprezzo.
Si svegliò come da un sogno e cercò di capire cos'era successo da quando era tornato nella sua città natale, di come era cambiato appena era stato reimmerso nel suo ambiente di provenienza.
Si avvide che ora c'era distanza tra lui e quel ragazzo che ora considerava suo figlio, che egli era gelido e altero e che malgrado questo i suoi uomini o per meglio dire quelli che un tempo erano stati i suoi uomini e che ora lo rimanevano solo nominalmente preferivano quel ragazzo come comandante a lui.
Cercò di riavvicinarsi ma parve troppo tardi ormai.
Intanto intorno a Sebastian si affolavano strani personaggi, lingue venefiche, che sobbilavano contro la repubblica, che promettevano questo e quello, gloria e onori, ricchezza e potere in cambio dell'appoggio dei suoi soldati a questa o quella congiura, contro questo o quel partito. Anche questi presto si trovarono a penzolare poco distanti dalla città.
Riapparve nella vita di Sebastian anche Simeon, il fratello di Thobias.
L'aveva accolto tra i primi in città, abbracciandolo come un fratello, ormai alto ed untuoso, magro fino all'inverosimile, con un'incarnato tanto pallido da farlo apparire un morto.
Era strano vederli insieme, il militare che si era imposto nella scena cittadina, alto solido, che spesso andava per strada in assetto da combattimento, che non mancava mai ai suoi doveri, che continuava ad allenarsi come il più semplice dei soldati, che rifiutava qualsiasi favore per non apparire immischiato nelle beghe cittadine al punto da essere diventato il campione di quella borghesia mercantile laborosia e produttiva ma esclusa dai giochi di potere e il politico, quello che era considerato uno degli uomini più oscuri e misteriori della città, l'oratore eloquente, ampolloso e pedante che riusciva ad avere tanto seguito nel basso volgo e ad una parte della classe politica corrotto e putrefacente.
Era come vedere l'edera attaccata ad una gloriosa colonna, come il parassita che si attacca al cane.
Ma Simeon non era stupido, e quando stava con Sebastian si dimostrava aperto e comprensivo, prendendo talvolta il tono dell'uomo colto con il contadino che non sa come vanno le cose nel vasto mondo.
Denunciava i mali che affliggevano la società, la sua decadenza e corruzione, i suoi vizzi e i suoi peccati, traendosene sempre fuori come uno che privo di forze stava cercando sempre più di evitare di affogare in un mare di liquami.
Simeon stava cercando di guidare Sebastian dalla sua parte, poco a poco, senza che lui se ne accorgesse se non fosse stato per Thobias forse ce l'avrebbe fatta.
Era nel chiostro interno della caserma, stavano parlando sempre di politica quando trafelato entrò Wilfred che portava con se un plicco.
Wilfred e Simeon si guardarono con odio mentre Sebastian apriva il plicco che era a lui indirizzato.
Rischiò di cadere a terra, si aggrappo alla colonna, stritolò nella mano guantata il plicco e poi se ne andò, un attimo dopo aver riempito di insulti Simeon e la sua stirpe, lanciando ordini urlati affinchè i suoi soldati si preparassero a partire entro due giorni.
Wilfred e Simeon raccolsero insieme il foglio, entrambi curiosi.
Annunciava il matrimonio tra Thobias Sestant e dama Eleonor.
Wilfred corse dietro al fratello per evitare che commettesse pazzie.
Tutta la caserma sentendo il furore del comandante stava già preparando la partenza, se l'avesse ordinato sarebbero potuti partire già quella sera.

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