RYNM
Dopo le luci le ombre, dopo i fasti le più sordide fogne.
Sebastian aveva avuto una prima impressione falsata di Rymn.
Ne aveva visto la maestosità, la gloria, la potenza, i palazzi monumentali delle famiglie potenti e della repubblica, ma ora, dopo alcune settimane che ci stava ne vedeva gli altri aspetti.
La povertà dilagante per le straede secondarie, quelle all'infuori dal giro dei potenti, i bambini costretti a vivere nel fango e nella melma, lo riportarono al suo passato.
Alle feste dame e nobili portavano vesti sempre nuove, di tessuti sempre più ricchi e costosi, che venivano fatti arrivare da chissà dove e a chissa quale prezzo, vestiti che venivano indossati una volta per poi non essere più messi in uno sfoggio di opulenza e lusso da dare al voltastomaco.
I bambini nelle strade attigue, quelle secondarie che eprmettevano ai fornitori di arrivare ai palazzi vestivano di cenci e si sentivano fortunati se da un carretto cadeva qualche pezzo di cibo.
Il soldato che era in lui, fedele agli ideali per cui aveva rischiato la vita non voleva crederci, non poteva crederci e ne andò a parlare a Maurice.
Ma anche lui sembrava cambiato.
Tornato nella capitale, era tornato a vestire come quei damerini che ora lo circondavano, cani leccapiedi, fatti di tutto tranne che di tempra.
I suoi consiglieri militari, generali e quant'altro che lo stimavano e lo seguivano nelle campagna militari, che solitamente non si staccavano mai da lui avevano smesso di frequentare la sua casa, preferendo rimanere nel vecchio stabile a loro assegnato come caserma.
Lo stavano facendo mettere a posto e Sebastian preferiva passare il tempo lì, con i suoi uomini piuttosto che nel tetro palazzo patrizio.
I soldati, spesso uomini che provenivano dalle più svariate province e mai avevano visto la capitale rimasero turbati.
Avevano creduto anche loro come Sebastian in quel comandante che ora non li degnava di uno sguardo e negli ideali che aveva proclamato di seguire, ma adesso non sapevano se quello che avevano visto era stato un uomo vero o una mera maschera che era stata loro semplicemente posta di fronte.
Nella caserma occupata da quei soldati rudi e duri era stato allestito un centro per cercare di dare un pò di solievo ai poveri, perlomeno ai bambini, che venivano raccolti per strada e trattati dai soldati alla stregua di figli.
Anche così il loro lavoro non era che una goccia nel mare.
Sebastian, come comandante, era costretto insieme agli altri generali a presenziare a feste e simili.
Le loro uniformi di gala non erano nulla a confronto degli abiti da cerimonia degli altri e spesso venivano additati come poco più che semplici contadini e le loro vesti giudicate con sguardi che sembravano parlare di disprezzo e compatimento.
Wilfred, alto e bello era guardato dalle donne come un animale selvaggio, come un bel cavallo da possedere, considerando in lui solo l'aspetto esteriore, pensando che nulla fosse più che un essere pieno di spirito ferino.
Ursus fu di nuovo fatto oggetto di scherno, soprattutto da suo fratello, che non aveva perso tempo a farsi trasferire in città dopo la partenza dei comandanti su richiesta del padre di Aeren che avrebbe dovuto sposare a breve almeno da quanto si diceva.
Qualche ufficiale della città, nelle sue vesti di broccato e seta, si permise di parlare ad alta voce e, visto che la legge non vietava i duelli d'onore, più di uno di loro finì all'ospedale o nella tomba, così che ben presto smisero di far commenti, perlomeno a voce alta.
Il disprezzo verso questa società in cui i generali erano costretti si dimostrò con un gesto plateale.
Le divise blu dei generali e degli ufficiali di Maurice divennero sempre più scuro fino ad arrivare ad un colore di poco dissimile da quella di Sebastian, era stato scelto un nuovo capo, un'uomo di cui i soldati continuavano a fidarsi e che non aveva problemi a criticare la condotta che quegli uomini assumevano.
Non aveva paura di esprimere il suo disprezzo per quel parlar forbito e vacuo, in cui non c'era nulla se non la forma, non aveva paura di scagliarsi contro la corruzione che si propagava non vista solo da chi non la voleva vedere a tutti i costi a tutti i livelli della repubblica, che non temeva ritorsioni per le sue invettive contro quel uso e abuso di alcolici e droghe che impestavano come un morbo atroce i livelli più alti del potere e della società.
Nella politica cittadina c'erano schieramenti contrapposti, ma non per le idee che propugnavano, ma solo per i soggetti che avrebbero dovuto assumere il potere.
Durante i mesi che stette lì Sebastian vide la morte di diversi politici e la cosa non parve sorprendere altri che lui e i soldati dell'armata del nord, mentre anche gli stessi abitanti di Rynm passavano di lato al cadavare senza battere ciglio.
Ci furono anche degli attentati contro Sebastian e di suoi, ma dei sicari per quanto bravi, non avevano possibilità contro dei soldati veterani, soprattutto se decidevano di assalirli in corpo a corpo.
Dopo un mese quando passavano nessuno rivolgeva loro la parola, dopo due mesi nessuno osava nemmeno più mettersi nel loro cammino.
Sebastian era guardato come un animale, una bestia assassina, un lupo famelico assetato di sangue.
La ciccatrice che portava e le onoreficenze, di cui tutti sapevano le motivazioni e che talvolta risultavano addirittura ingigantite , facevano di lui l'ideale del soldato, e alcuni politici provarono ad avvicinarlo per essere scaraventati fuori dalla caserma, in cui aveva deciso di prendere fissa dimora, dai soldati che esprimevano nei gesti nel disprezzo che il loro signore aveva nell'animo.
Venne il matrimonio di Aeren e Jerome e i soldati con i loro ufficiali, essendo parte integrante del corpo in cui questi aveva operato furono invitati, la festa sfarzosa ed opprimente che fu la massima espressione anche della corrotta religione della città.
La religione era la stessa che secoli prima aveva dominato in quelle terre, con gli stessi riti e le stesse strutture, ma oppressa da un'unlteriore corruzione e depravazione.
Nei ministri della fede non rimanevano credenze o spirito di servizio verso gli altri, ma solo l'ambizione e la sete di potere, Fabius Clemens, il ministro della fede a Rymn si diceva vivesse con un numero imprecisato di prostitute e concubine e si circondasse di ori ed argenti, più di chiunque altro.
Era un prelato basso e grasso, che trasudava sporcizia e corruzione, con la belle buterata e rovinata dalle malattie di chi è troppo ricco.
Celebrò lui funzione, assai diversa da quelle a cui aveva assistito a Enet o durante la campagna, dove i ministri della fede, ancora credevano in quello che parlavano, ancora credevano in quello che facevano, cercando di portare consolazione negli animi delle persone.
Nella grande stuttura che veniva usata come tempio religioso nessuno sembrava seguire la funzione a parte i militari, tutti erano intenti a far altro, commerci, politica, sesso, furti e quant'altro.
E nessuno sembrava nemmeno notarlo, tanto erano presi alle gestualità e ritualità che per la gente della città era tutto ciò che rimaneva della loro religione.
Il disprezzo aumentava sempre più, senza che ci fosse possibilità di uscirne, per tutto e per tutti, per quella città che chiedeva a dei soldati per morire per degli ideali, per Maurice e Thobias che sembravano essere altri da quando erano tornati lì, per tutto ciò che lo circondava trasudando di marcio e corruzione.
Poi vide lei, diafana e stupenda, vestita di un manto bianco che ne lasciava intravedere la pelle candida, i lineamenti perfetti come quelli di una statua di marmo bianco.
Avrebbe scoperto solo dopo che si chiamava Eleonor.
Sebastian aveva avuto una prima impressione falsata di Rymn.
Ne aveva visto la maestosità, la gloria, la potenza, i palazzi monumentali delle famiglie potenti e della repubblica, ma ora, dopo alcune settimane che ci stava ne vedeva gli altri aspetti.
La povertà dilagante per le straede secondarie, quelle all'infuori dal giro dei potenti, i bambini costretti a vivere nel fango e nella melma, lo riportarono al suo passato.
Alle feste dame e nobili portavano vesti sempre nuove, di tessuti sempre più ricchi e costosi, che venivano fatti arrivare da chissà dove e a chissa quale prezzo, vestiti che venivano indossati una volta per poi non essere più messi in uno sfoggio di opulenza e lusso da dare al voltastomaco.
I bambini nelle strade attigue, quelle secondarie che eprmettevano ai fornitori di arrivare ai palazzi vestivano di cenci e si sentivano fortunati se da un carretto cadeva qualche pezzo di cibo.
Il soldato che era in lui, fedele agli ideali per cui aveva rischiato la vita non voleva crederci, non poteva crederci e ne andò a parlare a Maurice.
Ma anche lui sembrava cambiato.
Tornato nella capitale, era tornato a vestire come quei damerini che ora lo circondavano, cani leccapiedi, fatti di tutto tranne che di tempra.
I suoi consiglieri militari, generali e quant'altro che lo stimavano e lo seguivano nelle campagna militari, che solitamente non si staccavano mai da lui avevano smesso di frequentare la sua casa, preferendo rimanere nel vecchio stabile a loro assegnato come caserma.
Lo stavano facendo mettere a posto e Sebastian preferiva passare il tempo lì, con i suoi uomini piuttosto che nel tetro palazzo patrizio.
I soldati, spesso uomini che provenivano dalle più svariate province e mai avevano visto la capitale rimasero turbati.
Avevano creduto anche loro come Sebastian in quel comandante che ora non li degnava di uno sguardo e negli ideali che aveva proclamato di seguire, ma adesso non sapevano se quello che avevano visto era stato un uomo vero o una mera maschera che era stata loro semplicemente posta di fronte.
Nella caserma occupata da quei soldati rudi e duri era stato allestito un centro per cercare di dare un pò di solievo ai poveri, perlomeno ai bambini, che venivano raccolti per strada e trattati dai soldati alla stregua di figli.
Anche così il loro lavoro non era che una goccia nel mare.
Sebastian, come comandante, era costretto insieme agli altri generali a presenziare a feste e simili.
Le loro uniformi di gala non erano nulla a confronto degli abiti da cerimonia degli altri e spesso venivano additati come poco più che semplici contadini e le loro vesti giudicate con sguardi che sembravano parlare di disprezzo e compatimento.
Wilfred, alto e bello era guardato dalle donne come un animale selvaggio, come un bel cavallo da possedere, considerando in lui solo l'aspetto esteriore, pensando che nulla fosse più che un essere pieno di spirito ferino.
Ursus fu di nuovo fatto oggetto di scherno, soprattutto da suo fratello, che non aveva perso tempo a farsi trasferire in città dopo la partenza dei comandanti su richiesta del padre di Aeren che avrebbe dovuto sposare a breve almeno da quanto si diceva.
Qualche ufficiale della città, nelle sue vesti di broccato e seta, si permise di parlare ad alta voce e, visto che la legge non vietava i duelli d'onore, più di uno di loro finì all'ospedale o nella tomba, così che ben presto smisero di far commenti, perlomeno a voce alta.
Il disprezzo verso questa società in cui i generali erano costretti si dimostrò con un gesto plateale.
Le divise blu dei generali e degli ufficiali di Maurice divennero sempre più scuro fino ad arrivare ad un colore di poco dissimile da quella di Sebastian, era stato scelto un nuovo capo, un'uomo di cui i soldati continuavano a fidarsi e che non aveva problemi a criticare la condotta che quegli uomini assumevano.
Non aveva paura di esprimere il suo disprezzo per quel parlar forbito e vacuo, in cui non c'era nulla se non la forma, non aveva paura di scagliarsi contro la corruzione che si propagava non vista solo da chi non la voleva vedere a tutti i costi a tutti i livelli della repubblica, che non temeva ritorsioni per le sue invettive contro quel uso e abuso di alcolici e droghe che impestavano come un morbo atroce i livelli più alti del potere e della società.
Nella politica cittadina c'erano schieramenti contrapposti, ma non per le idee che propugnavano, ma solo per i soggetti che avrebbero dovuto assumere il potere.
Durante i mesi che stette lì Sebastian vide la morte di diversi politici e la cosa non parve sorprendere altri che lui e i soldati dell'armata del nord, mentre anche gli stessi abitanti di Rynm passavano di lato al cadavare senza battere ciglio.
Ci furono anche degli attentati contro Sebastian e di suoi, ma dei sicari per quanto bravi, non avevano possibilità contro dei soldati veterani, soprattutto se decidevano di assalirli in corpo a corpo.
Dopo un mese quando passavano nessuno rivolgeva loro la parola, dopo due mesi nessuno osava nemmeno più mettersi nel loro cammino.
Sebastian era guardato come un animale, una bestia assassina, un lupo famelico assetato di sangue.
La ciccatrice che portava e le onoreficenze, di cui tutti sapevano le motivazioni e che talvolta risultavano addirittura ingigantite , facevano di lui l'ideale del soldato, e alcuni politici provarono ad avvicinarlo per essere scaraventati fuori dalla caserma, in cui aveva deciso di prendere fissa dimora, dai soldati che esprimevano nei gesti nel disprezzo che il loro signore aveva nell'animo.
Venne il matrimonio di Aeren e Jerome e i soldati con i loro ufficiali, essendo parte integrante del corpo in cui questi aveva operato furono invitati, la festa sfarzosa ed opprimente che fu la massima espressione anche della corrotta religione della città.
La religione era la stessa che secoli prima aveva dominato in quelle terre, con gli stessi riti e le stesse strutture, ma oppressa da un'unlteriore corruzione e depravazione.
Nei ministri della fede non rimanevano credenze o spirito di servizio verso gli altri, ma solo l'ambizione e la sete di potere, Fabius Clemens, il ministro della fede a Rymn si diceva vivesse con un numero imprecisato di prostitute e concubine e si circondasse di ori ed argenti, più di chiunque altro.
Era un prelato basso e grasso, che trasudava sporcizia e corruzione, con la belle buterata e rovinata dalle malattie di chi è troppo ricco.
Celebrò lui funzione, assai diversa da quelle a cui aveva assistito a Enet o durante la campagna, dove i ministri della fede, ancora credevano in quello che parlavano, ancora credevano in quello che facevano, cercando di portare consolazione negli animi delle persone.
Nella grande stuttura che veniva usata come tempio religioso nessuno sembrava seguire la funzione a parte i militari, tutti erano intenti a far altro, commerci, politica, sesso, furti e quant'altro.
E nessuno sembrava nemmeno notarlo, tanto erano presi alle gestualità e ritualità che per la gente della città era tutto ciò che rimaneva della loro religione.
Il disprezzo aumentava sempre più, senza che ci fosse possibilità di uscirne, per tutto e per tutti, per quella città che chiedeva a dei soldati per morire per degli ideali, per Maurice e Thobias che sembravano essere altri da quando erano tornati lì, per tutto ciò che lo circondava trasudando di marcio e corruzione.
Poi vide lei, diafana e stupenda, vestita di un manto bianco che ne lasciava intravedere la pelle candida, i lineamenti perfetti come quelli di una statua di marmo bianco.
Avrebbe scoperto solo dopo che si chiamava Eleonor.

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