sabato 1 marzo 2008

Wolf's legend Chapter four part two

HONOR

Quella mattina il vento faceva danzare le bandiere in una danza vorticosa e Eolo cantava nelle valli in cui si trovava l'accampamento di Sestant.
A passi lenti verso il palco d'onore avanzarono i vari militari che sarebbero stati promossi o avrebbero ricevuto un'onorificenza.
Verso la fine si trovavano Sebastian e Thobias. Le armature per questa cerimonia avevano lasciato il posto alle uniformi da parata. La tunica lunga al ginocchio con il collo alto da cui uscivano solo le punte della camicia come a fare da collare intorno al viso.
Gli stivali alti che finivano sotto la tunica, tenuti ben chiusi come voleva il cerimoniale.
Come unici segni del loro impiego militare, una gorgiera lustra, l'elmo e la spada al fianco.
Quelle che avevano adesso erano un regalo di Maurice, premio per la promozione che gli sarebbe stata conferita.
Le notizie delle loro imprese era giunta fino alla capitale, e di rimando era arrivata una promozione e una medaglia.
Finite che furono tutte le altre cerimonie salirono loro sl palco.
Di fronte ad una rappresentanza dell'esercito, erano pur sempre in guerra, fu loro posto intorno al collo un nastro azzurro e oro, simbolo della repubblica, con agganciata una stella ad otto punte.
Una stella di bronzo, l'onorificenza più comune, già molto per due ragazzi che non avevano ancora venticinque anni.
Con essa il ruolino da ufficiale, capitano, comandante di compagnia. Nello stesso battaglione. Qualcuno voleva che continuassero la gara.
Come ufficiali potevano scegliere un animale, da abbinare a dei colori, che avrebbero indicato la loro unità.
Un falco bianco su sfondo grigio Thobias, un lupo bronzeo su sfondo nero Sebastian.
Una scelta strana, un colore, il nero mai adottato da nessuna unità, si dicesse portasse male, ma Sebastia spiegò a Maurice che gliene chiedeva la ragione

"... siamo soldati, siamo in guerra, la guerra, con i suoi morti ed i suoi feriti, le vite affrante e gli amori spezzati è lutto, quando scendo in campo non c'è gioia, non c'è allegria, non godo nel dover portare la morte, non godo nell'essere mortifero, non ci può essere gioia nelle insegne di chi porta chi cammina fianco a fianco con la morte...
...Come può esserci onore nell'uccidere? come può esserci onore nel provocare dolore, come può esservi gioia?
I soldati che sono con me devono sapere per cosa combattono, non per onore, non per gloria o per fama, combattono per l'ideale di unità che la nostra patria rappresenta, combattono, per un valore superiore, che richiede dei sacrifici e dei dolori, ma che sei ben più felice di poter raggiungere per altre vie...
"

All'unità di Thobias fu aggregato anche Wilfred, il fratello seppur molto legato, non l'avrebbe voluto con se vista l'apprensione che gli avrebbe comportato, ma era un buon soldato, e sembrava voler ricalcare le orme dei due ragazzi.

A rovinare tutto ciò però arrivò una lettera, arrivava da Simeon che nel frattempo nella capitale era diventato l'aiutante di un politico influente, per di più della fazione avversa al padre, con il solito scritto ampolloso e retorico comunicava al padre quasi nulla eccetto che presto sarebbe arrivato ai suoi comandi Jerome, il giovane arrogante e damerino con cui Sebastian aveva ancora un conto aperto.
Si era fatto degli amici, amici influenti, ed ora arrivava lì, senza esperienza con l'ordine che gli venisse affidata una compagnia.
Si diceva fosse fidanzato con Aeren, e l'accoglienza che gli sarebbe stata preparata si prennunciò tetra.

Nessun commento: