sabato 1 marzo 2008

Wolf's legend Chapter four part four

URSUS


Sebastian non era particolarmente contento dell'assetto attuale delle cose.
Maurice gli aveva affidato Ursus, al momento non gli aveva creato problemi ma lo doveva tenere d'occhio.
Si ricordava ancora le due sagome che l'avevano assalito a Enet, la sua città d'origine, ed era interessante notare come fossero simili ai due fratelli quando di notte camminavano vicini.
Nessuno aveva capito bene perchè Ursus aveva richiesto di andarsene dall'unità del fratello, era solo chiaro che Jerome non doveva aver gradito, perchè aveva smesso di parlargli.
Ursus era un soldato che malgrado i dubbi di Sebastian si dimostrò diligente e coscienzioso, non lasciava quasi mai nulla al caso e malgrado il suo persistente mutismo, che qualche volta lo faceva apparire un pò il tonto della compagnia, era diventato presto un elemento centrale del gruppo.
Non faceva quasi mai casino, sedava le risse anziché provocarle e quando serviva una mano sembrava ci fosse sempre lui disponibile.
Sebastian temeva che fosse un trucco di Jerome e continuava a tenerlo d'occhio.
Anche nelle azioni di combattimento ben presto divenne il centro dello schieramento, anche se era chiaro che preferiva stare a piedi che a cavallo come aveva ben dimostrato in più di un'occasione.
A poco a poco i dubbi di Sebastian si dileguarano, fino ad una missione di perlustrazione.
Sebastian e la sua compagnia stavano perlustrando un territorio piuttosto ampio, e questo li aveva costretti a disperdersi su un'area piuttosto vasta.
Viaggiavano in pattuglie, in modo tale da coprire vaste aree senza essere troppo esposti.
Sulla carta erano stati fissati punti d'incotro ogni settimana e per il primo mese e mezzo non ebbero problemi cosiché l'attenzione dimostrata dai soldati in ricoglizione andò via via scemando.
Ursus era con Sebastian in pattuglia ma a differenza degli altri manteneva un'atteggiamento concentrato e deciso.
Qualcuno cominciò a pensare che fosse davvero tonto.
Arrivarono a perlustrare un tratto di pianuara coperto da una densa boscaglia entro cui ci si poteva muovere al massimo in colonna e non sempre in sella.
Stavano procedendo in fila indiana, tutto era in silenzio tranne due uomini avanti che parlavano ad alta voce.
Improvvisamente Ursus che avanzava dietro Sebastian si mosse agitato sulla sella.
Sebastian si girò per vedere che succedeva e vide il grosso soldato mettere mano alla bocca e poi portarla lentamente alla spada.
Sebastian fece lo stesso, continuarono ad avanzare, mani sulle else.
I due soldati che avanzavano dietro Ursus erano nella stessa situazione, mentre quelli che precedevano Sebastian sembravano non essersi accorti di nulla, parlavano ancora a voce alta e ridendo di gusto. Sebastian nona veva modo di far loro notare nulla senza insospettire ciò che Ursus aveva sentito nella boscaglia.
Improvvisamente dal nulla sbucò un orso inferocitò e piombò sui cavalieri che d'avanti parlavano tranquillamente.
Le spade di Sebastian e degli altri dietro furono presto sguainate e l'alfiere che seguiva il capitano si lanciò con la lancia sulla quale era posta la bandiera della compagnia contro l'orso.
Per fortuna o per abilità riuscì a colpire l'animale dritto alla testa, riuscendo in qualche modo ad ucciderlo sul colpo.
Non era stato in grado di salvare uno dei due cavalieri e il suo cavallo che era morto praticamente sul colpo.
Si girò sorridente, contento per il suo risultato ma il sorriso gli morì sulle labbra.
Un qadrello lanciato da dove era sbucato l'orso gli sbucava dal petto.
Subito anche l'altro soldato che era scampato al'orso sguainò la spada solo per essere disarcionato da un colpo che abbattè il suo cavallo.
La posizione defilata in cui si erano fermati Ursus e Sebastian fece si che loro e la'ltro soldato furono difatto impossibili bersagli per le balestre e chi li aveva presi di mira dovette uscire dalla boscaglia.
Erano almeno in venti, armati in modo variegato, non avevano molta compentenza militare e questo salvò i soldati.
L'uomo che era rimasto a terra fece in tempo a rialzarsi, e a prendere il cavallo dell'alfiere.
La bandiera essendo fissata all'animale non era caduta.
Il posto che avevano scelto per l'assalto era quantomai sbagliato, una piccola radura dove i cavalieri avevano la possibilità di muoversi agevolmente, ridando loro quel vantaggio procurato dai cavalli.
Lo scontro fu feroce, sia Ursus che Sebastian furono sbalzati dai loro cavalli che imbizzarti scapparono verso i banditi che cercarono di fermarli.
Sebastian a terra vide Ursus che gli correva incontro brandendo la spada alta sopra la testa, si preparò a ricevere il colpo di quell'uomo dal quale si era sempre aspettato un tradimento, ma all'ultimo la spada del guerriero si abbattè su di un nemico che stava per arrivare a sovrastare Sebastian.
In breve, seppur a terra riuscirono ad avere la meglio sui banditi ed uno dei cavalieri fu inviato a recuperare i cavalli fuggiti, per loro fortuna si erano fermati poco distanti in un'altra radura.
I banditi erano morti quasi tuttim tranne un paio che si erano dati alla fuga, anime troppo misere per perdersi ad inseguirle.
Nel loro accampamento che era in una grotta vicina celato appena da alcuni rami trovarono alcuni atri cavalli e monete di Rynm. Avevano aggredito qualcuno prima di loro, ma tutto quell'oro sembrava troppo, doveva essere lì per un altra ragione.
Procedendo lungo la strada, dopo aver sepolto i loro caduti, Sebastian imbarazzato ringraziò Ursus.
Il grosso guerriero rispose con una risposta lenta, e semplice.

"A me spiace ancora, si insomma, mi spiace per quella volta che ti abbiamo aggredito a Enet... Era un Idea di Jerome... a me non piace quello che fa Jerome... Tutti quei criminali che stanno con lui... tutte le cose cattive che fanno... Me ne sono voluto andare... Tu non mi eri amico, ma non mi hai trattato male... Non mi hai trattato come Jerome... Tu mi hai trattato come un uomo... Come uno che merita rispetto... Come un amico... Ti dovevo qualcosa..."

Sebastian tornando a casa, si pentì dei suoi pregiudizzi e cavalcò verso il tramondo con un sorriso particolare sul volto.

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