lunedì 3 marzo 2008

Wolf's legend Chapter five part two

WOLF

Dopo la partenza avanzarono con calma lungo un percorso tranquillo e praticametne in pianura.
La cavalleria avanzava ai lati dei fanti proteggendo i fanti da possibili attacchi.
Via via che proseguivanao si introducevano sempre di più in un territorio collinare che poi sarebbe diventato le montagne che dall'accampamento principale si vedevano nettamente nella tersa aria di quell'inverno che già si faceva preannunciare da un vento gelido.
La cavalleria era ora al comando di Wilfred che nell'ultimo paio d'anni aveva dato prova non solo come damerino dedito al ballo ma anche come soldato valente.
Sebastian Aveva chiesto direttamente a Thobias di permettere a suo fratello di aggregari alla sua unità e Thobias aveva acconsentito senza troppi problemi.
Molti si aspettvano che il comando sarebbe toccato ad Ursus che non prese nemmeno troppo male la cosa visto che aveva ottenuto il grado di alfiere ed ora cavalcava insieme a Sebastian nella colonna principale.
La marcia proseguì lenta e senza problemi per diversi giorni e l'avanzata lungo le colline divenne quasi una piacevole passeggiata.
Poco distante cominciarono ad incontrare tutta una serie di ruscelli che poco a poco si congiunsero in un fiume di notevoli dimensioni che costeggiarono per circa una settimana.
Si erano spinti fino al limite massimo del territorio ripulito dall'azione dei nemici e decidero di porre il loro accampamento su di una collina che dominasse la valle del fiume.
La costruzione del piccolo avamposto prosegui lenta e tranquilla per alcuni giorni e i soldati ebbero modo di raccogliere anche fieno e altro materiale che sarebbe poi servito durante l'inverno che si faceva via via più imminente.
Cominciò l'abitudine dei soldati di andare a caccia di lupi, bestie enormi che infestavano quella contrada, e ognuno dei soldati che si dimostrava tanto abile da abbatterne uno ne cingeva la pelle sopra il mantello.
Questo diede un aspetto caratteristico all'unità che sembrava quasi voler ricalcare i costumi di un'antico esercito di cui aveva visto delle immagini su di un libro Sebastian.
Le nebbie divennero sempre più frequesnti tanto che spesso il ruolo delle sentinelle era di fatto inutile.
Una notta a Sebastian parve, dopo essere andato a dormire, di sentire un'alito freddo entrare nella tenda accompagnato da un ammasso di nebbia che cominciò lentamente, in un turbinio di colori a prendere la forma di un lupo.
Sebastian si senti impnotizzato da questa visione si cinse il mantello ed uscì. Camminò per l'accampamento in cui non vide nessuno e ai margini, passato inosservato alle sentinelle stava un grosso lupo, bianco, che a tratti pareva confondersi con la nebbia che gli turbinava intorno.
Il lupo dopo un istante che parve un anno, si mosse e si mise a correre.
Sebastian si accorse di star correndo anche lui con il lupo, silenzioso e ferino come una bestia della notte, come un lupo.
Il mantello con la pelliccia sembrò aderirgli al corpo e le sue movenze si fecero via via sempre più simili a quelle dell'animale che gli correva in fianco.
La strada gli parve al contempo familiare e nuova e mandò a memoria tutto ciò che incontrava, come se dovesse imprimersela nella memoria.
Il suo compagno improvvisamente scartò di lato lungo una strada di cui non si era accorto tanto era nascosta dai rovi.
Corsero ancora per qualche cenitnaio di metri e poi l'altro lupo si fermò
Erano su di una bassa collina che dava su di una piccola valle, su cui dominava, sopra un piccolo colle isolato un'antico maniero.
Il maniero scuro contro la luna si fece via vai più sfocato fino a scoparire del tutto nella nebbia, Sebastian si girò verso il lupo che gli era a fianco e si accorse che anche lui era sparito.
La nebbia scomparve lasciando il posto alla solita aria familiare nella sua tenda.
Era mattina, un raggio si sole entrava impertinente dall'apertura della tenda.
Fuori l'aria tersa del mattino mostrava ancora gli ultimi segni della nebbia con una bruma che si estendeva per il fondovalle in cui il sole non era ancora giunto.
Mandò a chiamare Wilfred Ursus e una pattuglia di cavalieri.
Fece sellare i cavallie e con addosso solo un armamento leggero prese a seguire la strada che nel sogno il lupo gli avveva indicato.
A cavallo nel bosco ci volle molto di più che non sotto le sembianze del lupo nel sogno.
Alla fine giunsero alla strada di rovi e a fatica riuscirono a farsi strada con le spade.
Giunsero al castello, identico a quello del sogno.
"La torre del lupo" fu tutto ciò che disse Sebastian.
Avrebbe fatto sposatere lì tutti gli uomini, era decisamente più sicuro e protetto che non l'attuale posizione.
Al ponte che permetteva l'accesso al maniero stava un cucciolo di lupo che quando Sebastian si avvicinò cominciò a seguirlo, come fosse stato un compagno da lungo atteso.
Qualche metro indietro, un ombra bianca sparì tra le foglie del sottobosco.

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