MISSION
L'autunno stava inesorabilmente prendendo il posto dell'estate e le attività dell'esercito cominciavano a rallentare un pò come la natura.
I nemici si erano rifugiate in valle remote oramai impossibili da attaccare.
Le attività di controllo dimostravano una sempre minor attività militare dei barbari delle montagne che stavano via via tornando nelle loro avite dimore.
Eppure si doveva fare in modo che quanto conquistato con la campagna primaverile ed estiva non andasse perso quando le nevi si fossero sciolte ed i nemici fossero risbucati dai loro nascondigli.
Tuttavia le missioni all'esterno dell'accampamento risultavano essere quelle più pericolose.
Alcuni mesi distaccati dal corpo principale dell'armata e senza praticamente nessuna possibilità di avere o dare notizia.
Le possibilità di sopravvivenza in questo caso erano ulteriormente ridotte dal fatto che fosse necesserio resistere in quota, dove certamente buona parte del tempo non sarebbe stato possibile far pascolare gli animali che sarebbero dovuti rimanere in stalla alimentati con il fieno disponibile e quando fosse finito averebbero dovuto abbatterli poco alla volta per sopravvivere almeno loro.
Non era una missione ambita, poca gloria tanti rischi, certo chi ne fosse sopravvissuto avrebbe avto la fama di duro, ma questo contava poco, o al più per chi aveva qualcuno a cui dover dimostrare qualcosa.
Maurice Sestant non sapeva come scegliere chi mandare sui monti a rischiare la morte. Non era una misisone semplice e molti uomini forse non sarebbero stati in grado di resistere.
Cercò quindi di ovviare al probblema chiedendo chi si offrisse volontario per tale missione, promettendo inoltre a chi vi avesse partecipato che eventuali avanzamenti di grado sarebbero stati mantenuti e confermati.
Si presentarono in cinquecento di cui cento cavalieri.
Scorrendo le liste dei volontari fu facile capire perchè.
Gli unici due ufficiali che si erano offerti erano Sebastian e Thobias e le loro unità dovevano aver pensato che quei due ragazzetti erano troppo giovani per poter andare a fare una gitarella in montagna da soli e necessitavano di un adeguato supporto.
Le due unità furono quindi associate ognuna delle due a quattro compagnie di fanti che si erano potute comporre con quelli che si erano offerti.
Formavano bene o male due battaglioni i cui comandi furono affidati ai neo maggiori.
Furono fatti partire la mattina presto per evitare troppo scalpore o che si verificassero accorpamenti di soldati che volevano dare l'addio a quei compagni che già davano per persi.
Uscendo dalla porta principale del campo Sebastian trovò ad accoglierlo Jerome.
"Ciao Sebastian -disse con una vocina stridula come da bambino - vedi di tornare a casa che la mamma si preoccupa... oh scusa tu non ce l'hai la mamma..."
Sebastian si oscurò in volto ricordando che proprio quel'animale era la causa della morte della madre.
Un lampo di trionfo negli occhi di Jerome però fu di breve durata.
Un colpo di forza non indifferente lo colpì al ventre.
Gli era stata lanciata contro una lancia dalla parte del manico senza che lui se ne accorgesse.
Pur essendo una lancia lunga come tutte le altre sembrava molto più larga e pesante, cosa che non rese difficile indivduare il lanciatore.
Sebatian sorrise vedendo Ursus che si abbassava dal cavallo per raccogliere la lancia dal corpo del fratello dolorante.
I nemici si erano rifugiate in valle remote oramai impossibili da attaccare.
Le attività di controllo dimostravano una sempre minor attività militare dei barbari delle montagne che stavano via via tornando nelle loro avite dimore.
Eppure si doveva fare in modo che quanto conquistato con la campagna primaverile ed estiva non andasse perso quando le nevi si fossero sciolte ed i nemici fossero risbucati dai loro nascondigli.
Tuttavia le missioni all'esterno dell'accampamento risultavano essere quelle più pericolose.
Alcuni mesi distaccati dal corpo principale dell'armata e senza praticamente nessuna possibilità di avere o dare notizia.
Le possibilità di sopravvivenza in questo caso erano ulteriormente ridotte dal fatto che fosse necesserio resistere in quota, dove certamente buona parte del tempo non sarebbe stato possibile far pascolare gli animali che sarebbero dovuti rimanere in stalla alimentati con il fieno disponibile e quando fosse finito averebbero dovuto abbatterli poco alla volta per sopravvivere almeno loro.
Non era una missione ambita, poca gloria tanti rischi, certo chi ne fosse sopravvissuto avrebbe avto la fama di duro, ma questo contava poco, o al più per chi aveva qualcuno a cui dover dimostrare qualcosa.
Maurice Sestant non sapeva come scegliere chi mandare sui monti a rischiare la morte. Non era una misisone semplice e molti uomini forse non sarebbero stati in grado di resistere.
Cercò quindi di ovviare al probblema chiedendo chi si offrisse volontario per tale missione, promettendo inoltre a chi vi avesse partecipato che eventuali avanzamenti di grado sarebbero stati mantenuti e confermati.
Si presentarono in cinquecento di cui cento cavalieri.
Scorrendo le liste dei volontari fu facile capire perchè.
Gli unici due ufficiali che si erano offerti erano Sebastian e Thobias e le loro unità dovevano aver pensato che quei due ragazzetti erano troppo giovani per poter andare a fare una gitarella in montagna da soli e necessitavano di un adeguato supporto.
Le due unità furono quindi associate ognuna delle due a quattro compagnie di fanti che si erano potute comporre con quelli che si erano offerti.
Formavano bene o male due battaglioni i cui comandi furono affidati ai neo maggiori.
Furono fatti partire la mattina presto per evitare troppo scalpore o che si verificassero accorpamenti di soldati che volevano dare l'addio a quei compagni che già davano per persi.
Uscendo dalla porta principale del campo Sebastian trovò ad accoglierlo Jerome.
"Ciao Sebastian -disse con una vocina stridula come da bambino - vedi di tornare a casa che la mamma si preoccupa... oh scusa tu non ce l'hai la mamma..."
Sebastian si oscurò in volto ricordando che proprio quel'animale era la causa della morte della madre.
Un lampo di trionfo negli occhi di Jerome però fu di breve durata.
Un colpo di forza non indifferente lo colpì al ventre.
Gli era stata lanciata contro una lancia dalla parte del manico senza che lui se ne accorgesse.
Pur essendo una lancia lunga come tutte le altre sembrava molto più larga e pesante, cosa che non rese difficile indivduare il lanciatore.
Sebatian sorrise vedendo Ursus che si abbassava dal cavallo per raccogliere la lancia dal corpo del fratello dolorante.

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