AUTUMN
La partenza da Rymn fu rimandata fino alle esequie.
La pioggia cadeva fina e fitta, il cielo grigio faceva da contorno alla cerimonia.
I soldati vollero comunque tributare il loro omaggio al comandante che a lungo li aveva guidati in battaglia.
Portarono il feretro a spalla, le bandiere erano listate a lutto e tutti i soldati assistettero in tenuta da combattimento al funerale come si conviene per chi è caduto combattendo.
Quando ormai la salma era stata deposta nella fossa presero parola i figli e le altre persone che vollero dire qualche parola per ricordare il caduto.
Thobias fece un discorso piatto e vacuo, perso com'era nel guardare negli occhi della sua sposa, che aveva sposato nella stessa chiesa dov'era morto il padre appena poche ore prima.
Poi tocò a Simeon che, come c'era da aspettarsi, cominciò un discorso lungo e ampolloso, retorico e noioso, celebrando le virtù di un padre che forse non aveva nemmeno troppo amato con rimando.
Il discorso fu deviato su una figura distorta di Maurice Sestant che apparve come un uomo che aveva amato sopra tutti quel figlio che ora parlava, con il quale certo aveva avuto delle incomprensioni poi però ogni volta superate.
Parlava di un legame rinsaldato, di una visione politica condivisa, degli stessi ideali, in cui non pochi dei soldati a stento potevano credere di riconoscere quello che era stato il loro comandante.
Descrisse un eroe, un campione della repubblica, un soldato perfetto.
Poi toccò a Sebastian che parlò a nome degli altri soldati.
A differenza di quanto detto da Simeon il suo non era un discorso preparato.
"Soldati, compagni, amici, oggi non seppeliamo un eroe. Oggi seppeliamo un uomo.
E come uomo penso che Maurice volesse essere ricordato.
Gli eroi non esistono, non esistono uomini che sono come miti superiori agli altri.
Vi sono uomini tra gli uomini, che credono in quello che fanno, che credono in degli ideali, che credono nel senso di sacrificio e nella fatica.
Maurice Sestant era uno di questi, un buon soldato, un comandante che fino a che ci ha guidato si è dimostrato una guida esemplare.
Un padre amorevole per chi era stato avversato dalla sorte.
Ora non piangete, non siamo qui per sentire la nostra vita conclusa, irrimediabilmente compromessa, ma per trarre esempio da colui che ci ha lasciati.
Questo è tutto ciò che avvrebbe voluto."
Detto questo si girò e se ne andò seguito dai soldati.
Partirono pochi giorni dopo, sempre sotto la pioggia, l'autunno era iniziato, forse per l'inverno avrebbero raggiunto Mauriceburg.
La pioggia cadeva fina e fitta, il cielo grigio faceva da contorno alla cerimonia.
I soldati vollero comunque tributare il loro omaggio al comandante che a lungo li aveva guidati in battaglia.
Portarono il feretro a spalla, le bandiere erano listate a lutto e tutti i soldati assistettero in tenuta da combattimento al funerale come si conviene per chi è caduto combattendo.
Quando ormai la salma era stata deposta nella fossa presero parola i figli e le altre persone che vollero dire qualche parola per ricordare il caduto.
Thobias fece un discorso piatto e vacuo, perso com'era nel guardare negli occhi della sua sposa, che aveva sposato nella stessa chiesa dov'era morto il padre appena poche ore prima.
Poi tocò a Simeon che, come c'era da aspettarsi, cominciò un discorso lungo e ampolloso, retorico e noioso, celebrando le virtù di un padre che forse non aveva nemmeno troppo amato con rimando.
Il discorso fu deviato su una figura distorta di Maurice Sestant che apparve come un uomo che aveva amato sopra tutti quel figlio che ora parlava, con il quale certo aveva avuto delle incomprensioni poi però ogni volta superate.
Parlava di un legame rinsaldato, di una visione politica condivisa, degli stessi ideali, in cui non pochi dei soldati a stento potevano credere di riconoscere quello che era stato il loro comandante.
Descrisse un eroe, un campione della repubblica, un soldato perfetto.
Poi toccò a Sebastian che parlò a nome degli altri soldati.
A differenza di quanto detto da Simeon il suo non era un discorso preparato.
"Soldati, compagni, amici, oggi non seppeliamo un eroe. Oggi seppeliamo un uomo.
E come uomo penso che Maurice volesse essere ricordato.
Gli eroi non esistono, non esistono uomini che sono come miti superiori agli altri.
Vi sono uomini tra gli uomini, che credono in quello che fanno, che credono in degli ideali, che credono nel senso di sacrificio e nella fatica.
Maurice Sestant era uno di questi, un buon soldato, un comandante che fino a che ci ha guidato si è dimostrato una guida esemplare.
Un padre amorevole per chi era stato avversato dalla sorte.
Ora non piangete, non siamo qui per sentire la nostra vita conclusa, irrimediabilmente compromessa, ma per trarre esempio da colui che ci ha lasciati.
Questo è tutto ciò che avvrebbe voluto."
Detto questo si girò e se ne andò seguito dai soldati.
Partirono pochi giorni dopo, sempre sotto la pioggia, l'autunno era iniziato, forse per l'inverno avrebbero raggiunto Mauriceburg.

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