sabato 22 marzo 2008

Wolf's legend Chapter eight part four

LOOKING FOR PEACE

Ora che era passata la prima ondata di soldati che doveva andare al fronte e si aspettava che arrivasse anche il terzo corpo sorse in Sebastian la necessità di fare in modo che nella regione venisse rispettata la pace.
Ormai tra i lupi e gli abitanti delle montagne si era imposta una sorta di accordo non scritto, per cui nessuna delle due fazioni occupava i territori che venivano riconosciuti all'altra e nessuna delle due cercava di ottenere potere a discapito dell'altra.
Erano nati commerci e pure qualche unione, c'erano stati soldati e uomini di entrambi gli schieramenti che erano andati fino agli accampamenti dell'altra fazione senza che però mai nessuno deui comandanti o dei personaggi di rilievo si muovesse per primo verso l'altro.
Ora tuttavia era necessario che gli uomini delle montagne non percepissero come una minaccia i nuovi soldati che passavano a ridosso delle loro valli e che non provassero poi ad attaccare le carovane di rifornimeni che sarebbero passate.
Vari emissari, soprattutto tra quei soldati che intrattenevano i maggiori rapporti con i belllicosi vicini, furono inviati in missioni d'mabasciata per spiegare quel passaggio di truppe nelle valle.
I soldati dalla livrea gialla venivano scortati dalla cavalleria dei lupi e venne impedito loro di avere qualsivoglia rapporto con chiunque non fosse della loro stessa armata.
Un paio di loro incapparono un giorno su delle giovani delle montagne ma ricevettero talmente tante bastonate da parte dei soldati del lupo per aver importunato delle civili che non ci riprovarono e gli uomini delle montagne che erano scesi a chiedere soddisfazione si ritrovarono soddisfatti prima di dover fare qualsiasi cosa.
Una pace seppur tesa fu mantenuta per tutto il passaggio delle armate ma poi la cosa divenne più complessa per le carovane.
Sebastian non poteva tenere impegnate tutte le sue unità a presidiare in modo praticamente costante la via che percoreva il fondovalle e decide che doveva provare a parlare con qualcuno che avesse responsabilità sulle azioni di quegli uomini.
Seguito dalla guardia di ferro si fece guidare da quei soldati che erano soliti intrattenere commerci coi vicini fino a quello che doveva essere il loro villaggio principale, o così pensava Sebastian.
I boschi nei quali avanzarono erano nel pieno del loro splendore, la primavera vanzata faceva si che l'aria fosse ancora fresca ma non troppo e cavalcare dov'era possibile era davvero paicevole.
I soldati fecero attenzione a non danneggiare nulla nel loro passaggio evitando di calpestare le colture o di importunare gli animali al pascolo.
Non si presero la briga di nascondersi ne di provare ad evitare di passare inosservati, lì nelle terre conosciute solo da quelli che erano i loro ospiti sarebbe risultato impossibile.
Furono inviati avanti dei soldati a portare notizia della sua venuta e di essi uno solo era tornato.
Diceva che il loro arrivo era il benvenuto e che gli altri erano stati invitati a fermarsi per preparare le sale in cui avrebbero alloggiato.
I boschi si fecero sempre più ripidi e le valle sempre più strette e scoscese, fino a che non sbucarono su di una valle superiore, un paesaggio incantato, caratterizzato da laghi che facevano da spechio al cielo e da vette coperte di neve.
Di fronte a loro avanzarono dei soldati vestiti in modo simile al loro, la livrea che portavano era bianca, di un candore simile alla neve appena caduta, quando il sole la bagna con la sua luce e le armature che portavano erano diverse da quelle che erano sempre stati soliti vedere durante le guerre che in cui si erano visti contrapposti a simili soldati.
Portavano alti elmi e sui loro elmi spuntavano cimieri fatti di piume.
Questi soldati a differenza di buona parte di quelli della stessa civiltà che avevano affrontato apparivano rasati e curati e avanzavano in sella a magnifici destrieri bianchi.
Sulle spalle di ognuno stava una pelliccia di un color argento, o bianca probabilmente di qualche animale di piccola taglia che viveva in quelle contrade.

"Salve a te, Sebastian Sestant, io sono Mark Deredo, comandante delle dei guardiani della città celata, Non ci siamo mai scontrati in battaglia perchè il mio giuramento prevede che io ed i miei soldati prestiamo servizio esclusivamente a difesa della città e della sua valle.
Sei il benvenuto a nome mio, della città, del suo consiglio e del nobile Antonio Aotoeus Reggente della valle.
Ti scorterò in città così che coloro che ti hanno seguito possano ora tornare a casa loro"

"No grazie ma non mi separo dai miei soldati."

La risata di quel soldato vestito di bianco lo sconcertò.

"Io non mi riferivo a loro, ma dei soldati che vi hanno seguito per tutto il percorso fino a qui. Se non avessimo voluto che vi giungeste erano abbastnza per impedirvelo e per impedire ad ognuno di voi di tornare a casa.
Ora seguitemi"

Seguirono a cavalo lungo una strada lastricata per alcune leghe e poi finalmente superato un picco che limitava l'entrata al tratto più ampio della valle ecco che chi li guidava si fermò.
Con sguardo illuminato e voce compiaciuta indicò la città di fronte a loro

"Benvenuti il Alianca, stella dei monti, meraviglia delle cime"

Di fronte a loro si estendeva una città circondata da bianche mura, che di certo era più grande di Enet, ma che a causa delle montagne non si capiva se fosse addirittura più grande di Rynm.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ho trovato un immagine adatta... appena ti connetti te la passo.
Marco