mercoledì 12 marzo 2008

Iron Fist


Ieri, comizio elettorale di Veltroni a Padova e mi è capitato di parlare con uno della mia facoltà.
E' un personaggio con cui ritengo di aver poco di cui spartire, è uno che da un'idea di se coincidente con la tipica descrizione del figlio di Papà che costruisce la sua idea della politica su giornali o televisioni che non possono permettere di farsi un idea imparziale della situazione.
Sarà che la faccia da pesce lesso non me lo ha mai fato vedere come un tipo particolarmente sveglio ma direi decisamente che ieri ha confermato in toto l'idea che mi ero fatto.
Intanto perchè a mio avviso, ma sarà che io intendo la politica in un certo modo, voleva mettersi ad urlare contro Veltroni. Io capisco che ci possa essere scarsa stima verso una persona, non nego che la si possa arrivare ad offendere, ma ci devono essere dei presupposti di conoscenza diretta, si deve conoscere quella persona e avere il coraggio di dire quello che si pensa di fronte, faccia a faccia, perchè da lontano nascosto da una folla non vale è da codardi.
L'altra cosa che mi ha confermato quest'idea è l'idea che per risolvere il nodo alternativi a scienze politiche serva solo ed esclusivamente il pungo duro.
Un pugno duro ingiustificato è reggime e a me non va bene.
Si può colpire duramente un aversario, si può far in modo di tentare di infliggergli colpi che risulteranno letali, ma la cosa deve essere studiata, pensata e portata avanti con delle ragioni.
Cacciarli così tanto per, senza dei presupposti di diritto, darebbe solo altra forza, un'altra giustificazione morale per quello che dicono e fanno, sarebbe l'ennesima prova della loro balorda teoria che il sistema ce l'ha su con loro perchè loro sono la fonte della verità e per questo devono essere messi a tacere.
Ma metterli di fronte a dei crimini, dei reati, chiari e lampanti, come il vandalismo li costringerebbe a confrontarsi coi danni che provocano alla società civile che frequenta l'università, li porterebbe ad essere considerati dagli altri studenti non con la solita apatica non curanza che si ha verso gli esseri molesti ma qualcosa di decisamente diverso, qualcosa che si prova verso chi ti priva di soldi che sarebbero tuoi , che ti dovrebbero spettare, o per essere precisi, che dovrebbero spettare alla colletività ed essere impiegati in qualcosa di più utile che non ridipingere i muri esterni dell'università imbrattata da certi ebeti.
Dare dei volti a dei vandali, svergognarli e vedere come si comportano una volta privati di quell'impunità garantita loro dall'anonimato.
Chi sa di poter essere riconosciuto e sbugiardato non credo agirebbe così e il problema sarebbe risolto senza dover ricorrere al pugno di ferro, alla repressione e alla violenza.

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