Libero, libero da cosa?
Mi sono reso conto che da un pò di giorni scrivo molto, e mi sono reso conto che senza accorgemene ho superato il centocinquantesimo post e la cosa non mi ha pesato, avrei aspettato per scrivere altro un tempo, invece questo è stato assurbito dal racconto un pò come tutto il resto.
Dicevo libero, libero da cosa?
Libero dall'amare senza essere amato, libero da me stesso, visto che ero io la causa del mio male, o meglio ero io che mi costringevo inutilmente a soffrire spendendo energie verso una strada impercorribile.
Non mi assumo tutte le colpe di ciò, perchè dall'altra parte forse potevo sperare in un comportamento migliore, ma non nego le mie, dovevo rendermi conto prima di alcune cose e agire senza rimanere in una bolla d'inquieta indecisione.
Non mi riesco a capacitare di questa cosa, non riesco a capire quest'agire indeciso, ma forse posso ipotizzare qualcosa.
Qualcuno ha detto che è meglio aver amato e sofferto che non aver amato affatto, sono d'accordo, e credo di aver sofferto anche solo per poter continuare ad amare.
Credo di essermi accorto degli aspetti negativi mesi fa, forse anche nell'ultimo momento precedente alla caduta, infatti stavo bene, tranquillo, mi sentivo libero prima che il pubblico costringesse gli attori a salire in scena per l'ultimo atto.
Non è stato un'atto divertente, ma nemmeno particolarmente trammatico, perrchè la vita non sempre è o tragedia o commedia, è fatta da atti che si aprono e si chiudano senza che l'opera in realtà possa finire mai se non con un'attimo, l'esatto inverso di quello in cui tutto inizò, in cui la coscienza di se si perde del tutto secondo alcuni o si perde in qualcosa di molto più grande secondo altri.
Non credo che la vita possa essere vissuta senza amore, senza passione, perchè altrimenti sarebbe solo uno stancante incedere in una landa desolata.
Ho avuto una fase in cui credevo che l'uomo non fosse che questo, un viandante perso in una terra che percorreva inutilmente senza meta.
Poi non so se è stata una maturazione dovuta all'età, o la semplice necessità per non affondare nella depressione di trovare a cosa aggrapparsi ho trovato, realizzato, che nella vita c'è altro.
Ci deve essere altro.
Questa è una discussione alquanto ampia e complessa, un percorso che percorro ogni giorno senza essere mai arrivato ad una meta, solo a piccoli pianori intermedi in cui riposare un attimo,riflettendo e cercando di capire che strada si è percorsa.
Certe volte serve tornare indietro, perchè la strada che si prende non è sempre perfetta e io mi sono ostinato per un pò a cercare di andare avanti per un sentiero impraticabile, come chi cerca di saltare su di una parete in cui non si sono appigli.
Per farlo però serve essere liberi, serve riuscire a convincersi che non si è sulla strada giusta, serve essere liberi di ammettere di aver sbagliato o addirittura di sta ancora sbagliando.
Serve liberarci dalle nostre costruzioni mentali, serve essere liberi dalle gabbie che ci costruiamo, da preconcetti e pregiudizzi per poi vivere di nuovo liberamente la nostra vita.
Dicevo libero, libero da cosa?
Libero dall'amare senza essere amato, libero da me stesso, visto che ero io la causa del mio male, o meglio ero io che mi costringevo inutilmente a soffrire spendendo energie verso una strada impercorribile.Non mi assumo tutte le colpe di ciò, perchè dall'altra parte forse potevo sperare in un comportamento migliore, ma non nego le mie, dovevo rendermi conto prima di alcune cose e agire senza rimanere in una bolla d'inquieta indecisione.
Non mi riesco a capacitare di questa cosa, non riesco a capire quest'agire indeciso, ma forse posso ipotizzare qualcosa.
Qualcuno ha detto che è meglio aver amato e sofferto che non aver amato affatto, sono d'accordo, e credo di aver sofferto anche solo per poter continuare ad amare.
Credo di essermi accorto degli aspetti negativi mesi fa, forse anche nell'ultimo momento precedente alla caduta, infatti stavo bene, tranquillo, mi sentivo libero prima che il pubblico costringesse gli attori a salire in scena per l'ultimo atto.
Non è stato un'atto divertente, ma nemmeno particolarmente trammatico, perrchè la vita non sempre è o tragedia o commedia, è fatta da atti che si aprono e si chiudano senza che l'opera in realtà possa finire mai se non con un'attimo, l'esatto inverso di quello in cui tutto inizò, in cui la coscienza di se si perde del tutto secondo alcuni o si perde in qualcosa di molto più grande secondo altri.
Non credo che la vita possa essere vissuta senza amore, senza passione, perchè altrimenti sarebbe solo uno stancante incedere in una landa desolata.
Ho avuto una fase in cui credevo che l'uomo non fosse che questo, un viandante perso in una terra che percorreva inutilmente senza meta.
Poi non so se è stata una maturazione dovuta all'età, o la semplice necessità per non affondare nella depressione di trovare a cosa aggrapparsi ho trovato, realizzato, che nella vita c'è altro.
Ci deve essere altro.
Questa è una discussione alquanto ampia e complessa, un percorso che percorro ogni giorno senza essere mai arrivato ad una meta, solo a piccoli pianori intermedi in cui riposare un attimo,riflettendo e cercando di capire che strada si è percorsa.Certe volte serve tornare indietro, perchè la strada che si prende non è sempre perfetta e io mi sono ostinato per un pò a cercare di andare avanti per un sentiero impraticabile, come chi cerca di saltare su di una parete in cui non si sono appigli.
Per farlo però serve essere liberi, serve riuscire a convincersi che non si è sulla strada giusta, serve essere liberi di ammettere di aver sbagliato o addirittura di sta ancora sbagliando.
Serve liberarci dalle nostre costruzioni mentali, serve essere liberi dalle gabbie che ci costruiamo, da preconcetti e pregiudizzi per poi vivere di nuovo liberamente la nostra vita.

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