Ci sono cose che non riesco a capire nell'uomo.
Non riesco a capire la sua smisurata capacità nel tentare di autodistruggersi.
Non sembriamo capaci di apprezzare quanto ci circonda, non sembriamo riuscire a capire quando qualcosa basta, è sufficente a vivere serenamente, senza troppe preoccupazioni.
In questa spasmodica ricerca di un sempre maggior benessere finiamo per non accorgerci che distruggiamo quanto ci circonda, distruggendo un patrimonio e una bellezza che dovremo consegnare integra a chi ci seguirà.
Cose che ci sembrano ora infinite, come l'acqua potrebbero prima o poi apparirci risicate, e l'uno che ne facciamo, l'inquinamento che produciamo non faran altro che diminuire ulteriormente le nostre riserve.
Io non capisco come la gente non riesca a guardarsi intorno e rimanere incantata di fronte ad un tramonto, estasiata di fronte alla perfezione della natura senza disederare altro se non la possibilità di perdersi in essa.
Uno sguardo da un passo dolomitico raggiunto a fatica, la possibilità di stare in silenzio a pensare, a meditare presso i laghi di Plivitce in Croazia, senza far altro che ascoltare la musica dell'acqa che cade, ammirare il deserto, nella sua bellezza, maestoso e apparentemente infinito, contemplare un fiore, con il miracolo della vita che si ripete mille e mille volte ogni primavera in un prato fiorito.
E' un bene prezioso ma la gente non lo vuole capire, ogni volta che usiamo la macchina per fare un metro oltre in necessario, ogni volta che sprechiamo qualcosa, ogni volta che non ci curiamo di quanto consumiamo, è come se ci privassimo di una parte di noi stessi, di una risorsa per il nostro futuro.
Non sembriamo capaci di apprezzare quanto ci circonda, non sembriamo riuscire a capire quando qualcosa basta, è sufficente a vivere serenamente, senza troppe preoccupazioni.
In questa spasmodica ricerca di un sempre maggior benessere finiamo per non accorgerci che distruggiamo quanto ci circonda, distruggendo un patrimonio e una bellezza che dovremo consegnare integra a chi ci seguirà.
Cose che ci sembrano ora infinite, come l'acqua potrebbero prima o poi apparirci risicate, e l'uno che ne facciamo, l'inquinamento che produciamo non faran altro che diminuire ulteriormente le nostre riserve.
Io non capisco come la gente non riesca a guardarsi intorno e rimanere incantata di fronte ad un tramonto, estasiata di fronte alla perfezione della natura senza disederare altro se non la possibilità di perdersi in essa.Uno sguardo da un passo dolomitico raggiunto a fatica, la possibilità di stare in silenzio a pensare, a meditare presso i laghi di Plivitce in Croazia, senza far altro che ascoltare la musica dell'acqa che cade, ammirare il deserto, nella sua bellezza, maestoso e apparentemente infinito, contemplare un fiore, con il miracolo della vita che si ripete mille e mille volte ogni primavera in un prato fiorito.
E' un bene prezioso ma la gente non lo vuole capire, ogni volta che usiamo la macchina per fare un metro oltre in necessario, ogni volta che sprechiamo qualcosa, ogni volta che non ci curiamo di quanto consumiamo, è come se ci privassimo di una parte di noi stessi, di una risorsa per il nostro futuro.

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