sabato 15 marzo 2008

Coward

Io sono contento quando uno lascia un commento.
Lo sono molto meno quando questo qualcuno lascia un commento senza che io abbia modo di sapere chi è, perchè è qualcuno che sfruttanto la comodità dell'anonimato si permette di dire di tutto.
C'è stata una risposta al post "Regime", e mi limiterò a commentare quella riga, non al comportamento di chi senza firmare scrive, senza quindi prenderesi la responsabilità delle proprie idee.
Ce l'ho come frase, collegata al mio profilo: "Se un uomo non è disposto a battersi per le sue idee, o non valgono niente le sue idee o non vale niente lui" se uno ritiene di non dover nemmeno mettere il proprio nome collegato alle proprie idee io propenderei per l'ennesima affermazione di questa frase.
Ora entrando nel merito del commento, chi mi conosce sa che non sono comunista.
Odio gli estremismi, ma ci sono delle divergenze fondamentali, dei distinguo da fare e dei paletti da porre.
Mi ritengo un liberale, che crede in quei valori che furono dei patri di questa patria, di quegli uomini che costruirono una nazione a partire da tanti micro stati e che credevano prima di tutto che una nazione è fatta per essere servita non per servirsene.
Credo nell'economia libera, nella libera imprenditorialità, ma non in questa se viene costruita sulle spalle di altra gente a discapito degli altrui diritti.
Sono come dice Veltroni sia per i diritti di un cittadino, che devono essere assolutamente difesi, sia per i doveri che questi ha nei confronti degli altri e principalmente degli altri raccolti in quella comunità che poi diventa Italia.
Questo penso mi ponga fuori dall'idea e dal tracciato del comunista.
Però non sono per l'imposizione legale che vieti il comunismo e la ragione è ben chiara, il comunismo in Italia non ha fatto i danni che ha fatto il Fascismo, e nell'europa occidentale, il comunismo non ha raggiunto nemmeno lontanamente i danni che il nazifascismo ha fatto.
In quella che era fino all'altro giorno era la UE, escludendo quindi i paesi dell'ex blocco socialista, il comunismo è stata sempre o quasi una forza marginale che ha portato all'attenzione della società civile quelle aspirazioni e quelle necessità che erano di una classe operaia altrimenti ignorata.
Posso essere d'accordo che altrove, e sottolineo ALTROVE, il comunismo abbia fatto danni enormi, ma non da noi, non in Italia, non in Europa Occidentale.
Infatti in alcuni paesi dell'est è stato vietato.
Se da noi non ha fatto il male che ha fatto altrove, ma anzi ha portato avanti quelle aspirazioni che erano di una classe sociale con un peso importanten in Italia, non vedo con quali ragioni lo si possa condannare e vietare.
E poi, seil signor Berlusconi viene a propestarre gli spettri del passato, con certi ebeti che lo seguono a ruota senza fare le verifiche storiche del caso, farei presente che ad un certo punto, se non ricordo male con la Primavera di Praga del '68, il partito comunista Italiano si smarcò dagli altri, portandosi su di un'altra via, una via democratica e di dialogo.
C'è da condannare questo? E come si fa a condannare una persona solo a paragonarla a chi in nome di un ideale che era uguale solo nelle parole perpetrava crimini orrendi?
Io non credo che nessuno dei comunisti italiani che ora Berlusconi attacca nel PD avrà nemmeno mai pensato di compiere atti simili a quelli condottti in Russia o in Cina.
Se c'è da condannare questo cosa dovremmo fare nei confronti di un uomo che faceva parte di un'organizzazione che voleva sovvertire il potere sovrano in Italia o che ospitava a casa sua Boss mafiosi? Mi pare che nessuno si sia sognato ancora di andare a chiedere ragioni di questi fatti a Berlusconi ma forse a chi lo supporta fa comodo che non vengano fuori.
Inoltre il partito comunista all'Italia ha dato un Antonio Gramsci e un Enrico Berlinguer, chi ha dato il fascismo? Ci ha dato Matteotti, i fratelli Cervi, Salvo d'Aquisto e altri che come loro per opporvisi hanno dato la vita per il paese. Il fascismo ci ha dato degli eroi, non tra le sue fila ma tra quelle degli altri, uccidendo quelle persone che credevano nella democrazia e in valori superiori a quel di quell'odioso regime e che sono morti per opporvisi.
Non ci può essere almeno in Italia nemmeno un lontano paragone tra fascisti e comunisti.
Viva quest'Italia e viva l'antifascismo come valore democratico della Repubblica.

4 commenti:

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

Il comunismo in italia ha fatto danni eccome. Cosa mi dici Derre Brigate Rosse? Credi che i patigiani comunisti fossero dei santarellini? Loro lo sapevano che ogni tedesco che uccidevano 10 persone innocenti morivano? Ah forse no... lore erano nelle montagne non pensavano alla popolazione innocente... Non parliamo di Stalin...
Perciò affermo di nuovo che il comunismo non ha diritto di vivere come il fascismo

Anonimo ha detto...

Stop alla politica plz

marco

Fede ha detto...

So di dar noia a Marco, e mi da pure fastidio autocommentare i miei post ma direi che non c'è necessità di un nuovo post visto che se uno capisce bene altrimenti è inutile perdere fiato.
Due sole cose.
I partigiani, di qualsiasi colore politico, che fossero del partito d'azione, del partito popolare poi diventato DC hanno fatto quello che hanno fatto in un ambito di guerra di liberazione.
Mi spiace profondamente per le vittime civili, ma non credo che in quei casi ci potessero pensare molto.
E comunque non si capisce perchè la gente faccia riferimento solo ai partigiani comunisti visto che come ho già detto ce n'erano di tutti i colori in montagna.
Seconda cosa trovo che le BR siano state frutto di un fenomeno evrsivo, snaturato rispetto a quello che all'epoca era il PCI, se tu vuoi far di un erba un fascio accomodati.
Solo ti facico presente che non facevano nemmeno riferimento al PCI ma ad altre formazioni politiche extra parlamentari.
Poi per quanto riguarda Stalin beh direi che ti commenti da solo... non si stava parlando d'Italia? Forse mi sono perso un tratto di storia patria ma Stalin mi risulta essere vissuto in Russia...