giovedì 28 febbraio 2008

Wolf's legend Chapter three part two

LIVERY

La vita nel palazzo era diversa da quella che aveva affrontato fino ad allora.
Era stato abituato ad una vita semplice, senza particolari rituali.
Era abituato ad una vita dura, fatta di schiaffi e percosse, di lavoro nei campi dal sorgere del sole al suo tramondo.
Non era abituato all'etichetta alla forma, al dover presentarsi in un certo modo. Non era abituato a tante cose, non era abituato al bagno da farsi tutti i giorni o quasi, non era abituato a doversi inchinare a quelle che improvvisamente erano sembrate essere una miriade di dame cittadine.
Non era abituato a stare dentro un'angusto spazio a cercare di decifrare segni e simboli su di un foglio di carta, non era capace di ripetere decine e decine di volte gli stessi movimenti che il maestro di scherma gli insegnava e gli faceva ripetere fino al dolergli delle spalle.
Certo la spada per chi aveva vissuto anni a contatti con gli attrezzi dei campi poteva sembrare anche leggera ma dopo un pò, dovendola muovere con movimenti che gli risultavano innaturali, e dovendo ripetere in continuazione i vari desegni dell'arte della scherma la cosa risultava faticosa.
Wilfred sembrava francamente più adatto a quel genere di vita a cui si era subito adeguato di buon grado.
Riusciva più agevoltemente in tutte quelle cose e i suoi capelli ricci e lunghi facevano si che ben presto fosse il beniamino dell'intera corte.
Tuttavia c'era qualcosa in cui Sebastian risultava portato, erano le lezioni di tattica. La cosa gli sembrava sempre chaira, lampante, talmente limpida da essere semplicissimma, a delle volte addirittura banale.
Venivano educati insieme con i figli di Sestant, e ciò aiutava molto Sebastian che aveva trovato in Thobias un compagno ideale.
Condividevano molti punti di vista malgrado la diversa estrazione sociale, erano entrambi due menti lineari e brillanti e spesso fungevano da compensatore l'uno dell'altro.
L'altro figlio Simeon era completamente diverso.
Dove Thobias era alto e atletico Simeon presentava un corpo minuto e gracile, con una pelle diafana e un capello corvino che gli ricadeva lungo sulla faccia, presentando sempre una quantità di unto che dava un aspetto trasandato e sgradevole.
Aveva un portamento curvo, con uno sguardo sgradevole e malevolo.
A Sebastian il ragazzo era rimasto quantomeno indifferente mentre con Wilfred erano subito nati molti motivi d'attrito.
Tra tutti, anche considerando l'inesperienza dei due nuovi arrivati Simeon era il meno abile in tutte le attività che considerassero una qualche forma di esercizio fisico e anche nelle altre c'era sempre uno degli altri tre che risultava migliore di lui, cosicché nessuno lo considerava il migliore in qualche cosa, facendogli nasccere un'innata antipatia verso tutti gli altri.
La benevolenza che la corte poi dimostrava per Wilfred lo faceva andare in bestia.
Ormai il contingente militare aveva assunto il controllo della città da alcuni mesi in un progetto a più ampio respito che preedeva di riunire vasti territori in quella che un tempo era stata l'organizzazione statale precedente alla caduta.
I vecchi potentati erano crolalti alsciando spazzio all'amministrazione militare garantita dall'esercito.
Buona parte del popolo appoggiava questa forma di governo retta e giusta, alquanto insensibile a quelli che erano stati i precedenti privilegi locali cosa che non tardò ad attirare gli odi di coloro che in precedenza ne avevano usufruito.
Ben presto, in occasione di una festa che si sarebbe tenuta presso il palazzo del governatore, Maurice Sestant, era stato stabilito si avrebbe tentato un colpo di mano per destituire e scacciare gli "invasori" e reinstaurare il governo che era stato dell'oligarchia cittadina.
In questa congiura non avevano un ruolo Jerome e Ursus, figli del sindaco impiccato da Maurice, ma essendone a conoscenza, avevano deciso di vendicare contro i due fratelli accolti in casa del comandante l'umiliazione del primo e la legnata presa dal secondo.
Sebastian aveva ora ufficialmente il ruolo di paggio del comandante, che voleva così averlo sotto gli occhi tutti i giorni, per potersi rendere conto se le sue azioni sarebbero state ripagate.
Quella sera, in quanto paggi dovevano ricoprire il ruolo di guardie d'onore, visto che con l'unica eccezione di un ristretto gruppo di guardie del corpo, al corpo di guardia del palazzo era stata concessa una serata di riposo.
Tanto a nessuno sarebbe venuto in mente di assalire il comandante nel mezzo della città.
La serata iniziò tranquilla, a ridosso dell'ora d'inizio si presentarono alla spicciolata a palazzo tutti gli invitati che venivano introdotti alla presenza del comandante.
Non c'era in loro nulla di strano e Thobias e Sebastian li facevano passare senza nemmeno attuare particolari controlli.
La serata trascose a lungo pigramente, come quasi tutte le feste date a palazzo.
Non c'era nulla di strano e insolito.
Quando improvvisamente ecco apparire di corsa Wilfred.
Arrivava dalle stalle dove aveva condotto gli animali degli invitati che provenivano da più lontano.
A ridosso della porta che dava sulla strada aveva sentito due voci, che parlavano senza nemmeno badare troppo al tono di voce, di quello che avrebbero dovuto fare una volta che i fossero scoppiati i disordini all'interno della sala grande in seguito all'assasinio di Maurice.
I givoani non vollero credere immediatamente alle parole del piccolo, ma Wilfred era tanto convinto di quello che diceva che Thobias lo accompagnò dal padre lasciando solo Sebastian.
Il ragazzo notando lo strano silenzio che aleggiava di fronte al palazzo e alla strana mancanza di gente che si solito aveva visto assieparsi li di fronte in occasione delle feste comincò ad inquietarsi.
Per sicurezza chiuse le inferiate, lasciando aperta solo una piccola porta che avrebbe permesso il passaggio di una persona sola e per di più a piedi.
Improvvisamente apparveero dalla nebbia un paio di figure che si dirigevano chiaramente verso di lui.
Intimò loro l'alt e ordinò che si facessero riconoscere.
Questi estratti dei pugnali gli si fecero incontro di corsa.
Sotto l'impeto degli assalitori il giovane che ancora aveva degli impacci a gestire la spada fece la cosa che più gli venne naturale, entrò nel palazzo e sbarrò il portone rendendo di fatto impossibile ai due seguirlo.
In quel preciso istante dal piano superiore vennero urla e rumori di scontro.
Sebastian assicuratosi che i due all'esterno non potessero entrare sguainò la spada, sentendosi un perfetto idiota e si lanciò su per lo scalone che conduceva al piano nobile.
Quando ancora non fu giutno alla sommità, dalla porta che dava alla sala delle feste uscirono alcuni uomini di corsa.
Uno gli piombò addosso e il giovane non pote far altro che cercare di evitarlo ma facendo così in modo di sbilnaciarlo a tal punto da farlo precipitare dalla balaustra vicina fino al pian terreno.
Non era troppo alto e forse sella sarebbe cavata con delle fratture.
Un altro lo colpì in pieno e finirono quasi epr cadere entrambi giù per le scale se non fosse stato che Sebastian si era aggrappato al corrimano ed era a stento rimasto in piedi.
Altri ne seguirono e tutti si diressero giù di corsa verso le stalle.
Dalla porta emerse Maurice circondato dagli ufficiali del contingente e dalle guardie del corpo che formavaono al suo fianco un cerchio difensivo.
Nessuno di loro appariva ferito ma gli sguardi preannunciavano morte.
Wilfred e Thobias erano giunti un attimo prima che il paino venisse messo in pratica così da dare a Sestant la possibilità di difendersi e sventare l'attentato.
I congiurati confidavano nel portone che rimaneva sempre aperto per poter scappare. Ma quando arrivarono alla fine dello scalone videro il portone sbarrato che precludeva loro la via di fuga.
Intanto dalle vicine caserme accorevano le prime guardie che attirate dalle urla e dal trambusto venivano ad assicurarsi delle salute del proprio signore.
Prima che i congiurati potessero capire cosa succedeva Sebastian e Thobias avevano aperto le porte non per farli fuggire ma per far si che potessero etnrare i cavalieri e i soldati del comandante.
Sebastian aprendo le porte si accorse che le due figure che l'aevano costretto a chiudere la porta erano spariti senza lasciare traccia.
Alcuni giorni dopo all'esterno delle porte della città furono impiccati ventisette nobili locali.
Tra questi il fratello del sindaco impiccato.
Sebastian si era guadagnato la sua livrea.

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