TREE
Dopo la congiura e la sua fredda e sistematica repressione le cose in città cambiarono repentinamente.
vedendo che non era possibile sbarazzarzene gli oligarchi cercarono di entrare in confidenza col comandante che tuttavia, essendo ormai passati mesi dal suo arrivo in città aveva trovato in quella classe cittadina in cui era riposto il malcontento verso i vecchi signori della città dei collabori affidabili e motivati.
Gli oligarchi avevano quindi trovato nel loro rifiuto a collaborare una lama a doppio taglio con la quale avevano finito per ferirsi.
Il loro ruolo in città andò via via dimunendo finendo per trasformarli nello zimbello di tutto il popolo.
Passavano i mesi e quelle attività che prima erano sembrate a Sebastian tanto ostiche ora apparivano naturali.
Certo non era certo che sarebbe mnai stato bravo la metà di Thobias nel comporre e recitare poesie, ma la cosa più di tanto non lo sconvolgeva.
La vita a palazzo l'aveva irrobustito e l'età gli aveva dato l'altezza che era stata di suo padre.
Ormai Maurice si fidava abbastanza di lui da affidargli un ruolo reale nell'esercito e da inviarlo insieme a piccoli gruppi di soldati in perlustrazione nei territori circostanti.
Il fatto che fosse uno del luogo gli dava accesso alla fiducia di una popolazione chiusa e difficile da trattare.
Sentendo che era uno di loro i contadini lo accettavano e gli aprivano menti e cuori facendo l'elenco di tutte le lagnanze cosicchè gli invasori risultarono sempre meno invisi alla popolazione.
I banditi furono cacciati dai dintorni e molti di essi tornarono ai campi che gli erano stati sottratti con la violenza o l'inganno.
Sul finire del secondo inverno arrivò in città dal Sud Aeren, figlia della sorella di Maurice. Un fulmine a cel sereno per Sebastian.
La delicata fanciulla che scese dal carro lo abbagliò completamente.
Veniva insieme ad un gruppo di cavalieri che oltre a scortarla portavano messaggi per il comandante.
Nei giorni successivi il comandante fu completamente racpito dagli ordini e dalle direttive che arrivavano dalla capitale cosiché Sebastian che solitamente gli fungeva da aiutante aveva molte tempo libero.
Si trovò a passeggiare per i cortili del palazzo con Aeren, o a pensare a lei, o ai suoi occhi, o alla sua voce, o a ... si insomma ad altre cose per cui Thobias si prendeva gioco di lui dicendo che ci si perdeva come un orso con del miele.
La fanciulla l'aveva stregato e lui non riusciva a togliersela dalla testa, quel suo sguardo angelico, quella sua cmminata leggiadra.
Un angelo scieso in terra.
Si accorse di sperare di poterla incontrare da solo nei corridoi bui del palazzo dove avrebbe potutto dichiararle il suo bruciante e incondizionato amore, come facevano i cavalieri nelle storie che aveva letot nei libri.
Si accorse di tentare in tutti i modi che tutto ciò accadesse, però capitava sempre che esattamente in quel momento passasse Simeon o Thobias o wilfred o chiunque altro, oppure che quelle parole che, a lui, sembravano così chiare prima d'incontroarla, mancassero improvvisamente.
Accadde a fine maggio, quando i gelsomini del palazzo cominciavano ad essre in fiore che si trovasse per caso seduto a cntemplare l'albero del cortile interno del palazzo.
Thobias l'aveva avvisato di una cosa, di non fidarsi di sua cugina, che non era così angelica come sembrava, che doveva stare attento che... come fare a non fidarsi di un angelo simile?
E lei apparve lì
all suo fianco.
I suoi occhi si persero in quelli che sembravano quelli di un cerbiatto, due stelle estirpate dal cielo per essere incastonate in quel viso stupendo...
e quelle labbra, sempre più vicine, sempre più profumate...
I giorni passarono e Sebastian camminava ad un metro buono da terra, tutto gli sorrideva, il mondo era bello, il sole splendeva più brillante che mai fino a quando non vide Aeren che baciava con uguale trasporto Jerome, il viziato e arrogante damerino sciupafemmine della città.
Ci sarebbe stato un giovane morto in città se quella sera Maurice non avesse dato l'ordine di raccogliere l'equipaggiamento che l'esercito doveva partire verso il nord.
Era guerra.
vedendo che non era possibile sbarazzarzene gli oligarchi cercarono di entrare in confidenza col comandante che tuttavia, essendo ormai passati mesi dal suo arrivo in città aveva trovato in quella classe cittadina in cui era riposto il malcontento verso i vecchi signori della città dei collabori affidabili e motivati.
Gli oligarchi avevano quindi trovato nel loro rifiuto a collaborare una lama a doppio taglio con la quale avevano finito per ferirsi.
Il loro ruolo in città andò via via dimunendo finendo per trasformarli nello zimbello di tutto il popolo.
Passavano i mesi e quelle attività che prima erano sembrate a Sebastian tanto ostiche ora apparivano naturali.
Certo non era certo che sarebbe mnai stato bravo la metà di Thobias nel comporre e recitare poesie, ma la cosa più di tanto non lo sconvolgeva.
La vita a palazzo l'aveva irrobustito e l'età gli aveva dato l'altezza che era stata di suo padre.
Ormai Maurice si fidava abbastanza di lui da affidargli un ruolo reale nell'esercito e da inviarlo insieme a piccoli gruppi di soldati in perlustrazione nei territori circostanti.
Il fatto che fosse uno del luogo gli dava accesso alla fiducia di una popolazione chiusa e difficile da trattare.
Sentendo che era uno di loro i contadini lo accettavano e gli aprivano menti e cuori facendo l'elenco di tutte le lagnanze cosicchè gli invasori risultarono sempre meno invisi alla popolazione.
I banditi furono cacciati dai dintorni e molti di essi tornarono ai campi che gli erano stati sottratti con la violenza o l'inganno.
Sul finire del secondo inverno arrivò in città dal Sud Aeren, figlia della sorella di Maurice. Un fulmine a cel sereno per Sebastian.
La delicata fanciulla che scese dal carro lo abbagliò completamente.
Veniva insieme ad un gruppo di cavalieri che oltre a scortarla portavano messaggi per il comandante.
Nei giorni successivi il comandante fu completamente racpito dagli ordini e dalle direttive che arrivavano dalla capitale cosiché Sebastian che solitamente gli fungeva da aiutante aveva molte tempo libero.
Si trovò a passeggiare per i cortili del palazzo con Aeren, o a pensare a lei, o ai suoi occhi, o alla sua voce, o a ... si insomma ad altre cose per cui Thobias si prendeva gioco di lui dicendo che ci si perdeva come un orso con del miele.
La fanciulla l'aveva stregato e lui non riusciva a togliersela dalla testa, quel suo sguardo angelico, quella sua cmminata leggiadra.
Un angelo scieso in terra.
Si accorse di sperare di poterla incontrare da solo nei corridoi bui del palazzo dove avrebbe potutto dichiararle il suo bruciante e incondizionato amore, come facevano i cavalieri nelle storie che aveva letot nei libri.Si accorse di tentare in tutti i modi che tutto ciò accadesse, però capitava sempre che esattamente in quel momento passasse Simeon o Thobias o wilfred o chiunque altro, oppure che quelle parole che, a lui, sembravano così chiare prima d'incontroarla, mancassero improvvisamente.
Accadde a fine maggio, quando i gelsomini del palazzo cominciavano ad essre in fiore che si trovasse per caso seduto a cntemplare l'albero del cortile interno del palazzo.
Thobias l'aveva avvisato di una cosa, di non fidarsi di sua cugina, che non era così angelica come sembrava, che doveva stare attento che... come fare a non fidarsi di un angelo simile?
E lei apparve lì
all suo fianco.
I suoi occhi si persero in quelli che sembravano quelli di un cerbiatto, due stelle estirpate dal cielo per essere incastonate in quel viso stupendo...
e quelle labbra, sempre più vicine, sempre più profumate...
I giorni passarono e Sebastian camminava ad un metro buono da terra, tutto gli sorrideva, il mondo era bello, il sole splendeva più brillante che mai fino a quando non vide Aeren che baciava con uguale trasporto Jerome, il viziato e arrogante damerino sciupafemmine della città.
Ci sarebbe stato un giovane morto in città se quella sera Maurice non avesse dato l'ordine di raccogliere l'equipaggiamento che l'esercito doveva partire verso il nord.
Era guerra.

Nessun commento:
Posta un commento