Mi sento come un pellegrino,
mi sento come se questa non fosse la mia terra,
tra lo sveglio ed il sognante,
mi trovo a camminare al limite della vita,
mi trovo a camminare tra sogno e veglia.
é come quell'istante della mattina, ti sei alzato da un pò, torni in camera per cambiarti, vestirti e partire per la vita.
E vedi il letto, e fai quello sforzo minimo, ma al contempo titanico, per convincerti che devi andare a vivere, che quel letto caldo non è così accogliente come se lo ricorda il tuo corpo che c'è uscito cinque minuti prima.
Il silenzio, odi et amo,
lo cerco per stare con me,
coi miei pensieri,
ma i miei pensieri non sono slegati da te
da te che nemmeno nella solitudine riesci ad lasciarmi
pur essendo lontana da me.
Mi sento scombussolato, si vede che è un periodo di transito, di malessere, più emotivo che fisico, più emozionale che corporale.
E' come avere l'anima scissa, perchè avere il cuore spaccato non è solo un modo di dire, perché se una parte del tuo cuore l'hai lasciata a chi non sa che farsene soffri, e soffri il doppio di quanto è normale.
Credo, parola potente, parola profonda
Credo in Dio padre onnipotente,
In Gesù Cristo suo figlio
nel messaggio di pace di quel nazzareno
e credo che nessuno lo ascolti,
credo nello Spirito Santo
ma sempre meno in questa chiesa cattolica
corrotta, vuota e politicizzata
Credo nell'impegno, civile, sociale personale
che ognuno di noi dovrebbe portare avanti
ma non credo più in una politica che è solo trovare la potrona più comoda
credo che ci sia del marcio,
ma credo anche che ci sia perchè a qualcuno fa comodo così.
Credo che ci vengano raccontate solo balle
e che noi le accettiamo perchè siamo t4roppo pigri per cercare la verità
Credo nell'impegno, nella dedizione e nella disciplina,
nell'amore, come nel lavoro,
credo che non si debba giudicare dalle apparenze
perchè oltre il primo strato spesso c'è molto altro
Credo nella reciprocità dell'amicizia,
che se non mi faccio sentire io, ti fai sentire tu,
che se non ti sento per molto, se te ne frega qualcosa di me
mi cerchi o perlomeno ti preoccupi
Credo che chi non fa così è uno stronzo, un figlio di puttana e può andare a cagare per quanto mi riguarda.
Credo che chi si è ricordato del mio compleanno
anche in ritardo
mi considera almeno come persona
agli altri di me non gliene sbatte un cazzo
credo che mi piace credere perchè altrimenti la vita non avrebbe senso.
Diciamo che finalmente sono sul bordo, come quella volta, sulla forcella della Roa, nelle dolomiti del Brenta, quando ti trovi lì, dopo un percorso di quelli che ti spezzano le gambe, dopo una salita tra ghiaino e neve, tra sudore e fatica (soprattutto quando sei appena un adolescente rincoglionito) sei lì, vedi la fine del sentiero e poi, solo l'infinito.
Sai che ci sei ad un passo, sai che se ci ricadi dentro vuol dire tornare nella merda, vuol dire tornare a dover scalare di nuovo in quel maledetto sentiero, due passi avanti e uno indietro, per arrivare finalmente in cima, non alla vetta, semplicemente al valico, al punto di svolta da cui potrai finalmente fare un riassunto e guardarti indietro, per poi procedere con un nuovo percorso che non sai com'è, ma almeno è diverso dalla merda in cui sei stato immerso fino ad un secondo prima.
E puoi perlomeno sperare che adesso dal valico, un pò di sole lo vedrai
La linea, interessante quella linea,
linea obliqua,
lineea non retta,
divide in parti uguali
ma è un uguaglianza sgemba,
come dev'essere quella delle maschere di Carnevale,
Finzione e verità si mischiano
in un mosaico di cui perdi il senso
chi è chi?
Persi in una follia pirandeliana
di attori, personaggi e controfigure
non distinguiamo più i livelli di noi stessi
della nostra finzione
e nella prossima calle,
nel prossimo campiello
potrei esserci io ad aspettarti,
svelato da una maschera
o celato dalla verità.
Mi chiedo io stesso a che gioco sto giocando, non lo capisco da me, una follia di caleidoscopiche fantasie.
Certe volte non so più nemmeno chi sono, chi vorrei essere, chi gli altri vorrebbero io fossi.
Certe volte mi perdo in mondi che non esistono se non nella mia fantasia, in storie che alleggeriscono l'ombra di questa vita, che danno luce alla monotonia e alla banalità del quotidiano, ed allora volo, solo per scoprire che ho i piedi ancorati a terra.
mi sento come se questa non fosse la mia terra,
tra lo sveglio ed il sognante,
mi trovo a camminare al limite della vita,
mi trovo a camminare tra sogno e veglia.
é come quell'istante della mattina, ti sei alzato da un pò, torni in camera per cambiarti, vestirti e partire per la vita.
E vedi il letto, e fai quello sforzo minimo, ma al contempo titanico, per convincerti che devi andare a vivere, che quel letto caldo non è così accogliente come se lo ricorda il tuo corpo che c'è uscito cinque minuti prima.
Il silenzio, odi et amo,
lo cerco per stare con me,
coi miei pensieri,
ma i miei pensieri non sono slegati da te
da te che nemmeno nella solitudine riesci ad lasciarmi
pur essendo lontana da me.
Mi sento scombussolato, si vede che è un periodo di transito, di malessere, più emotivo che fisico, più emozionale che corporale.
E' come avere l'anima scissa, perchè avere il cuore spaccato non è solo un modo di dire, perché se una parte del tuo cuore l'hai lasciata a chi non sa che farsene soffri, e soffri il doppio di quanto è normale.
Credo, parola potente, parola profonda
Credo in Dio padre onnipotente,
In Gesù Cristo suo figlio
nel messaggio di pace di quel nazzareno
e credo che nessuno lo ascolti,
credo nello Spirito Santo
ma sempre meno in questa chiesa cattolica
corrotta, vuota e politicizzata
Credo nell'impegno, civile, sociale personale
che ognuno di noi dovrebbe portare avanti
ma non credo più in una politica che è solo trovare la potrona più comoda
credo che ci sia del marcio,
ma credo anche che ci sia perchè a qualcuno fa comodo così.
Credo che ci vengano raccontate solo balle
e che noi le accettiamo perchè siamo t4roppo pigri per cercare la verità
Credo nell'impegno, nella dedizione e nella disciplina,
nell'amore, come nel lavoro,
credo che non si debba giudicare dalle apparenze
perchè oltre il primo strato spesso c'è molto altro
Credo nella reciprocità dell'amicizia,
che se non mi faccio sentire io, ti fai sentire tu,
che se non ti sento per molto, se te ne frega qualcosa di me
mi cerchi o perlomeno ti preoccupi
Credo che chi non fa così è uno stronzo, un figlio di puttana e può andare a cagare per quanto mi riguarda.
Credo che chi si è ricordato del mio compleanno
anche in ritardo
mi considera almeno come persona
agli altri di me non gliene sbatte un cazzo
credo che mi piace credere perchè altrimenti la vita non avrebbe senso.
Diciamo che finalmente sono sul bordo, come quella volta, sulla forcella della Roa, nelle dolomiti del Brenta, quando ti trovi lì, dopo un percorso di quelli che ti spezzano le gambe, dopo una salita tra ghiaino e neve, tra sudore e fatica (soprattutto quando sei appena un adolescente rincoglionito) sei lì, vedi la fine del sentiero e poi, solo l'infinito.
Sai che ci sei ad un passo, sai che se ci ricadi dentro vuol dire tornare nella merda, vuol dire tornare a dover scalare di nuovo in quel maledetto sentiero, due passi avanti e uno indietro, per arrivare finalmente in cima, non alla vetta, semplicemente al valico, al punto di svolta da cui potrai finalmente fare un riassunto e guardarti indietro, per poi procedere con un nuovo percorso che non sai com'è, ma almeno è diverso dalla merda in cui sei stato immerso fino ad un secondo prima.
E puoi perlomeno sperare che adesso dal valico, un pò di sole lo vedrai
La linea, interessante quella linea,
linea obliqua,
lineea non retta,
divide in parti uguali
ma è un uguaglianza sgemba,
come dev'essere quella delle maschere di Carnevale,
Finzione e verità si mischiano
in un mosaico di cui perdi il senso
chi è chi?
Persi in una follia pirandeliana
di attori, personaggi e controfigure
non distinguiamo più i livelli di noi stessi
della nostra finzione
e nella prossima calle,
nel prossimo campiello
potrei esserci io ad aspettarti,
svelato da una maschera
o celato dalla verità.
Mi chiedo io stesso a che gioco sto giocando, non lo capisco da me, una follia di caleidoscopiche fantasie.
Certe volte non so più nemmeno chi sono, chi vorrei essere, chi gli altri vorrebbero io fossi.
Certe volte mi perdo in mondi che non esistono se non nella mia fantasia, in storie che alleggeriscono l'ombra di questa vita, che danno luce alla monotonia e alla banalità del quotidiano, ed allora volo, solo per scoprire che ho i piedi ancorati a terra.

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