domenica 3 febbraio 2008

Goodnight Italy

Buonanotte all'Italia, ho appena ascoltato il nuovo singolo di Ligabue e devo dire che dopo un lungo perdiodo di canzoni pessime forse sta tornando sulla strada giusta.
Torno sulla strada pure io, non so per quanto, sarà che con gli esami che occupano le mie giornate, scrivendo già tanto tra appunti e menate simile, mi passa anche la voglia di scrivere sul blog.
Periodo difficile che sta trascorrendo, speriamo che, almeno a me pare così, se ne stia andando.
Speriamo che sia come il mare che dopo la tempesta che lo sconvolge torna ad essere più bello di prima.
Francamente in questo non mi riesce più di anto di pensare positivo, ma almeno ho passato quella fase di negativismo che mi prendeva fino ad un paio di settimane fa.
L'addio di Molly ha lasciato un vuoto grande, ma mi ha costretto anche a decidermi a voltare pagina, mi stavo crogiolando troppo in quella malinconia trsite e malsanamente dolce in cui certe volte mi capita di abbandonarmi.
Accettavo le cose così come andavano, anzi penso di aver goduto in quella situazione, penso di aver vissuto in una condizione di dolce sofferenza melodrammatica.
Almeno avevo qualcosa, la sofferenza, che dava una percezione di vita. La sofferenza come la gioia essendo nel bene o nel male una condizione di sconvolgimento emozionale danno una sorta di senso di vita. Almeno sentire che qualcosa si muove hai il senso di vivere, hai un idea che ti porta a considerarti vivo, hai un idea che c'è ancora qualcosa che cambia.
La sofferenza però, almeno quella che ho vissuto è stata del tutto inutile e dannosa, portandomi di fatto ad un immobilismo statico e cristallizato.
Mi è servito un dolore diverso per svegliarmi, mi è servito trovarmi senza un punto cardinale per capire che la bussola che stavo usando per orientarmi nella vita era sbagliata.
Ho visto che Molletta andandosene mi ha voluto dare un ultimo regalo, così come un regalo era la sua vita gioiosa. Mi ha svegliato, come se mi avesse dato una zampata sulla faccia, o un morso sulla mano. Non ha fatto bene ma mi ha svegliato.
Stavo perdendo per l'ennesima volta la mia vita dietro a cose abbastanza prive di senso, stavo perdendo di fatto la mia vita dietro un sogno irrealizzabile, dietro una chimera ed è stato di certo meglio svegliarsi.
Grazie ancora Mo, grazie per tutto.
Per il resto avrei moltissime cose da dire, è tanto che non scrivo, e mi sono perso in mille cose.
La vita Universitaria continua ad andare bene, ormai direi che siamo in dirittura d'arrivo. Gli esami fatti sono andati bene, vedremo il prossimo e quello del secondo semestre.
La vita sociale già di per se scarsa è stata ridotta all'osso proprio per gli esami, ma tant'è per riuscire in certi campi se ne devono sacrificare altri.
Ci sono altre cose che mi hanno provocato dei momenti di delusione ultimamente.
Alcuni privati, o perlomeno legati alle cose che faccio io personalmente, mi sono sentito e mi sento tutt'ora deluso, un pò meno dai bambini rispetto a quando sono tornato dal campo invernale (mi sa che aveva ragione mia madre errano impazziti per il fatto di essere in vacanza) ma più che altro dall'associazione.
Non riesco a condividere certe cose, non riesco a condividere un associazione che supporta dei fanatici cattolici, degli integralisti, fondamentalisti, estremisti della religione.
Gente che legge la Bibbia alla lettera a tal punto da credere nella creazione secondo la Genesi, gente che arriva a pensare che sia possibile dimostrare l'esistenza stessa di Dio attraverso Teoremi matematici, o che riesce ad accettare l'opinione altrui solo quando è coincidente alla propria. Sono estremisti che non riconoscono nemmeno di essere tali, come credo tutti gli estremisti, considerano la loro visione integralista della fede un punto minimo di parteza sotto il quale c'è solo la nullità e la pochezza del mondo.
A parte che secondo me alcune loro teorie sono al limite della blasfemia, perchè cercare di ridurre Dio ad un teorema matematico, cercare di dimostrarlo quasi come se fosse scienza è da matti e da folli, oltre che da gente che non ha capito la fede.
La fede è credere in qualcosa che non si può ne capire ne comprendere, il resto è solo essere troppo pieni di se, al punto da essere come quei farisei che certi al tal punto della loro perfezione nella fede che arrivavano a rivolgersi a Dio nelle loro preghiere pieni di tracotanza e superbia.
Certa gente è solo da compatire.
Legato a questo altro punto forte della mia crisi nei confronti con l'associazione c'è il concetto della scelta di fede che ci viene posta d'avanti e come essa viene intesa. Ci viene chiesto di essere educatori in un modo che io non condivido e che a mio parere va del tutto contro quello che è lo scoutismo.
Ci viene chiesto di crescere i ragazzo che cresciamo indottrinandoli al cattolicesimo, nell'esclusiva e restrittiva via dell'insegamento di una specie di dottrina cattolica.
Io sono Cattolico ma non condivido questa linea, ognuno deve essere libero di costruirsi la sua via, di pensiero e di fede, perchè ognuno deve essere libero di arrivare a Dio per le strade che preferisce e soprattutto deve essere libero di poter scegliere se voler arrivare a Dio oppure no. Non voglio cercare di costringere nessuno in credere in ciò che credo io, voglio semmai cercare di trasmettergli il perchè io credo e poi lasciare a loro la scelta se credere o no in ciò che credo io.
Lo scoutismo fin dal principio, e dico questo perchè è quanto è scritto in Scouting for Boys libro fondamentale del nostro movimento, è un cammino per permettere a questi ragazzi di diventare cittadini coscienziosi e responsabili del proprio io, del proprio dovere, delle proprie azioni e del loro valore.
Questo è importante, non in che fede abbracciano, nnon in che Dio venerano, se sono ebrei o mussulmani ma sono bravi cittadini cosa cambia a me? Un luterano o un calvinista hanno qualcosa in meno di un cattolico se sono bravi cittadini? Per me no. Preferisco far crescere i miei bimibi nella consapevolezza di se e nei valori dello scoutismo piuttosto che abbassarmi a farmi indotrinamento e proselitismo.
Altro punto dolente di quest'associaizone è la sempre maggiore importanza che danno allo statuto e alle cose scritte da loro i responsabili associativi perdendo spesso e volentieri di vista quello che è il background da cui veniamo noi con la nostra "missione".
Non si ritenere fondamentale lo statuto a tal punto da scavalcare quanto detto su Scouting for Boys. Per carità quel libroi ha oltre cent'anni e ci sono cose non più al passo coi tempi ma ce ne sono altre che non ha senso cambiare, dalla simbologia ai valori, ma sembra che i nostri dirigenti presi a tal punto dalla loro pienezza di se a dal loro cieco e bieco credo non riescano a capirlo.
Lo scoutismo è fatto prima di tutto dal rapporto tra i capi ed i ragazzi convincersi che il cardine dell'associzione siano i genitori è a tal punto folle da essere incredibile.
Certi membri del direttivo sono arrivati a dire che finchè ci sono loro le cose non cambieranno (non cambieranno in meglio intendevano eprchè per cambiarle in peggio sono sempre disponibili), credendosi così fondamentali per l'associaizone da non vedere la verità.
La verità è che se non ci sono capi un gruppo chiude, se non ci sono ragazzi un gruppo chiude, ma se non ci sono i genitori il gruppo chiude solo per quel cazzo di statuto da loro scritto e autoreferenziale per i genitori.
L'aiuto dei genitori è importante, un valore aggiunto notevole, ma non è fondamentale e dovrebbero capirlo.
Dovrebbero capirlo che loro non sono necessari per fare scoutismo e che questo si vede benissimo in quei consigli di gruppo che non funzionano e non aggiungono nulla a dei gruppi che vanno benissimo avanti lo stesso.
Altro discorso è quello del regolmaneto de dall'ingabbiamento che stanno attuando attravero esso ai capi e alle loro attività.
Ora è più che altro teorico, qualcosa di scritto ma non acora attivo, un tentativo di imbriggliare a poco a poco le CoCa con regoalmenti o carte che dovrebbero regolamentare tutto così che loro abbiano il potere di controllarci.
Anche questo va contro quanto dice B.P. perchè lui aveva in mente un movimento libero e capace di addattarsi a quelle che sarebbero diventate le sfide che si sarebbero presentate nel cammino.
Una struttura troppo rigida porta alla morte e al soffocamento dell'associazione e va contro le indicazioni di un fondatore che solo per la durata di quella che fu una sua intuizione e idea va considerato lungimirante.
Vogliono controllarci ammazzeranno l'associazione.
Altro punto negativo il comportamento di chi in associaizone fa le cose tanto per fare.
Organizzando attività così tanto per, cercando di imitare pedissequamente quanto fatto da altri senza cercare di dare un proprio apporto e senza cercare di inserire un qualche dettaglio proprio.
La copia generalmente è sempre peggio dell'originale, soprattutto quando è fatta giusto perchè non si ha voglia di fare o perchè risulta troppo faticoso pensare con la propria testa a qualcosa di diverso.
Se ci sono delle cose che noi stessi critichiamo e consideriamo sbagliate perchè andiamo a farle uguali identiche? perchè se ci sono degli obbiettivi programmatici li ignoriamo bellamente solo perchè così facendo ci risulta più semplice il non pensare a che attività fare?
Ennesimo punto e penso ultimo visto che non me ne vengono in mente altri la mancanza di trasparenza , le decisioni prese da persone che pur senza particolari diritti ma con la sola loro inflenza prendono decisioni per tutti senza consultazioni e senza nemmeno poi darne notizia.
Prima o poi tutte queste cose ci tireranno a fondo...
Altra cosa sono invece sono le inquietudini pubbliche.
Un inquietudine verso questa classe politica immeritevole del ruolo che ha, che quando il paese si stava riprendendo (pur a costi altissimi e con molta fatica) dalla crisi in cui cinque anni di governi incapaci e improvvisati l'avevano sprofondata ha venduto il destino del paese pur di garantirsi una sopravvivenza politica che è del tutto immeritata ed ingiustificata.
Una classe politica in cui si è perso l'orgoglio ed il prestidio derivante dall'essere parlamentare Italiano.
Questi ladri e questi mafiosi che siedono nelle auguste sale del nostro parlamento meglio non sono dei piccoli o grandi criminali che stanno nelle carceri della repubblica.
Ci troviamo a dover convivere con una classe politica completamente disinteressata al destino della nazione ma solo a quelli che sono i loro tornaconti personali.
Venduti ai loro intaressi e a quelle manciate di punti percentuali che rappresentano i voti che posono catturare.
Questi schifosi che hanno venduto la loro dignità andando a baciare il culo al Papa il giorno dopo dei fatti della Sapienza (non condivido le proteste studentesche e la lettera dei professori e penso che il Papa dovesse parlare ma le manifestastazione di solidarietà verso uno che non fa altro che attaccare la politiche nazionali mi sembrano quantomia ignobili), questi imbecilli che prima sostengono una cosa e poi comprati dai soldi di Berlusconi cambiano idea, che appoggiano un referendum e poi ritirano quanto detto, questi bastardi che fanno cadere un governo per passare dall'atlra parte ed avere la possibilità di vivere ancora una legislatura con scuse incredibili visto che era stato dato loro tutto ciò che avevano richiesto nei loro viscidi, sporchi e strumentali ricatti non sono degni di stare in parlamento.
Sono pregiudicati, condannati, criminali che troverebbero il loro posto adeguato in qualche gella non nelle commisioni parlamentari.
Non ascoltano quanto chiede loro il paese e si permettono di dire che loro sono espressione di quanto vuole il paese.
Il paese chiede che ci sia una nuova legge elettorale con la possibilità di scegliere chi eleggere ma questo sembra non arrivare alle loro orecchie.
Vene chiesta una maggiore governabilità ma la pressa di arrivare a sedersi di nuovo sugli scranii del potere li rende sordi a tutto ciò.
Viene chiesta una diminuzione dei partiti ma sembra che i pochi viti dei singoli partiti siano indispensbiliper coalizioni che, poi saranno ingovernabili, ma ora pur di arrivare al potere fanno di tutto per conquistare margini risicatissimi.
La vergogna non sfiora nemmeno le loro menti marce.
E allora Buona notte all'Italia, a chi cerca di fottersela e coprarsela come fosse una puttana, a chi la vende come il peggiore dei papponi e a noi che veniamo inculati insieme a lei.


BUONANOTTE ALL'ITALIA

Luciano Ligabue


Di canzone in canzone
di casello in stazione
abbiam fatto giornata
che era tutta da fare
la luna ci ha presi
e ci ha messi a dormire
o a cerchiare la bocca
per stupirci o fumare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
è tutto possibile

Buonanotte all’Italia deve un po’ riposare
tanto a fare la guardia c’è un bel pezzo di mare
c’è il muschio ingiallito dentro questo presepio
che non viene cambiato, che non viene smontato
e zanzare vampiri che la succhiano lì
se lo pompano in pancia un bel sangue così
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volerla comprare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
è tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole

Buonanotte all’Italia che ci ha il suo bel da fare
tutti i libri di storia non la fanno dormire
sdraiata sul mondo con un cielo privato
fra San Pietri e Madonne
fra progresso e peccato
fra un domani che arriva ma che sembra in apnea
ed i segni di ieri che non vanno più via
di carezza in carezza
di certezza in stupore
tutta questa bellezza senza navigatore
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
è tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole

Buonanotte all’Italia con gli sfregi nel cuore
e le flebo attaccate da chi ha tutto il potere
e la guarda distratto come fosse una moglie
come un gioco in soffitta che gli ha tolto le voglie
e una stella fa luce senza troppi perché
ti costringe a vedere tutto quello che c’è
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volersela fare...

1 commento:

Anonimo ha detto...

Non ho ancora avuto il piacere di ascoltare la nuova del liga.. provvederò al più presto. Per il fatto degli scouth, fede, sai come la penso io.. anche se ero in associazione diversa.
Marco