venerdì 29 febbraio 2008

Free Mind

Alcuni mesi fa sul Corriere era uscito un'interessante articolo sull'impossibilità per l'attuale destra Italiana di avere dei seri e validi intellettuali che ne supportino le idee.
Mi ricordo che buona parte delle cause venivano ricercate nel modo che ha Berlusconi di intendere la politica, nel modo in cui questi intende la vita pubblica, quasi come una passerella in cui potersi farsi osannare e in cui nessuno può presentargli un parere critico.
E' ovvio che questo vale per quelli che stanno dalla sua parte perchè è lecito all'avversario criticare.
Quello che un pò mi fa pensare è quanto accadrà una volta che il sistema in fieri che ci si prospetta diventerà realtà, assumendo la forma piena.
I partiti marginali, con la pesante campagna sul voto utile potrebbero subire un collasso non indifferente alle prossime elezioni e così potrebbe innescarsi quel movimento, auscpicato da molti ma temuto da altri che dal bipolarismo dovrebbe portare al bipartitismo.
La cosa è molto più complessa di come la fanno certi partiti, viste le peculiarità che presenta l'italia, con alcune regioni pesantemente influenzate da submovimenti di stampo e carattere mafioso, altre macroregioni in cui il desiderio di autonomia e la stanchezza per una ricchezza che parte senza tornare, nemmeno sotto forma di rappresentanza (vale sempre il principio inglese del no rappresentation without tassation valido anche all'inverso...), se poi si aggiungono le pretedese di autonomia delle minoranze presenti nel terrotorio il mosaico che si presenta non è certo di quelli più chiari e limpidi (e lascio perdere certi movimenti che parlano di terrotorio mai esistiti per cui viene richiesta un'indipendenza immotivata).
Questo movimento verso l'accorpamento mi fa pensare che sì, si cercherà di fare in modo che la politica nazionale sia più stabile, ma che saranno anche molto meno tollerate certe forme di dissenso all'interno dei partiti.
Il fatto di avere grandi numeri fa si che sia facile ridurre uno in minoranza, costringendolo al silenzio, fa si che sia facile cacciare uno per incoerenza con le direttive partitiche senza che di fatto la cosa sia sentita più di tanto.
Il libero pensatore, quello che dovrebbe essere un elemento fondamentale del partito, capace di avere quel giusto spirito critico che renda possibile l'analisi delle cose che non vanno potrebbe così trovarsi spiazzato, superato da lecchini, portaborse e servizievoli cortigiani che faranno di tutto per supportare la linena maggioritaria del partito ed i suoi leader.
Mi inqueta al quanto pensare a due soli grossi partiti, anche per l'immaturità politica italiana che sembra essere così impreparata all'essere propositiva che l'unica cosa che le riesce è il tentativo di attacco all'avversario, la sua demonizzazione, il suo vilipendio, con un incediarsi delgi animi e nulla più.

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