Come già annunciato comincio a postare quelle che sono state le mie produzioni in altri luoghi della rete.
Comincio con "I racconti di Cothique", buona lettura.
EPILOGO
LE NEBBIE DI COTHIQUE
Hith er Lygh li chiamavano in quelle contrade, qualcosa che sarebbe suonato molto simile a draghi della prima bruma per la loro abitudine a svegliarsi prima del sorgere dello stesso sole, quando ancora le brume della notte mischiavano fantasia alla realtà.
Erano tra tutti quelli che fedeli alle loro tradizioni, come lo erano stati i loro padri prima di loro, avevano mantenuto il loro aspetto più simile a quello che era quando erano partiti.
A sud da dove venivano erano chiamati principi drago ma nelle remote regioni d’Ulthuan dove erano giunti ormai i draghi non esistevano se non nelle fiabe.
Dire che erano uguali ad un tempo era ridicolo. Le armature, un tempo azzurre, erano nere, lo stendardo bianco ora aveva lo stesso colore della notte, sembrava che su loro fosse caduto come una tetra ombra.
Ma non erano gli unici. Gli Alagos Naith un tempo nobile famiglia di fieri cavalieri, aveva perso per i suoi atti la nobiltà, ed ora erano trattati poco meglio dei Nagarriti, tetri reietti al limite della società.
I loro cavalli, che vicino alla torre era possibile allevare, lì nei passi montani erano stati sostituiti dai lupi degli Anulii, che forse per questi pastori che si credevano nobili erano stati addirittura un guadagno.
Ovviamente anche qui c'era il segno d’Eldritch, che fosse maledetto quel lanciamagia da quattrosoldi, ma almeno quei collari magici sui lupi avevano permesso alla sua scorta di mantenere il cavallo.
Calandosi l'elmo nero sulla testa, Antheus salì in groppa a Kalladin, la sua forza e la sua maledizione, sali in groppa al suo lupo e si diresse a Ispezionare le altre unità di cavalleria celate ai margini del bosco, pronto a vendicare la morte del fratello.
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Le ali dell'aquila battevano a ritmo costante nel cielo terso e avvicinavano sempre di più l'arcimago dove lo aspettava la sua scorta.
Dietro di se, nella foschia di bassa quota, poteva avvertire il volo dell'altra aquila che portava il suo allievo Hallar.
"Asuryan, se fosse per me sarebbe già morto" pensava, se non fosse stato per il suo allievo lui sarebbe stato ancora alla torre bianca a continuare le sue ricerche e suo fratello sarebbe stato ancora vivo.
L'aria fredda degli Anulii passava tagliente sul viso, perchè malgrado Ulthuan fosse un isola tropicale, nelle altitudini dei suoi monti faceva freddo come ovunque nel mondo.
Erano a malapena al di sotto delle nevi perenni e una fredda bruma ricopriva tutte le vallate, qui e lì come un'isola in un mare di nebbia compariva la sommità di una collina o uno spuntone roccioso.
Proprio verso uno di questi cominciò la sua discesa il grande rapace depositando l'arcimago nelle immediate vicinanze della sua guardia del corpo, per lui nulla più che una pietosa parodia dei suoi maestri di spada da tempo morti, ma si erano dimostrati discretamente efficaci altre volte e lo sarebbero state anche stavolta.
Poteva avvertire la SUA presenza, poteva perecepire la presenza dell'assassino di suo fratello, poteva percepire la SUA puzza, il suo fetore, il fetore della corruzione del caos.
Eldritch mandò un messaggio al comandante, tutto era pronto, tutto poteva cominciare.
Sperava solo di arrivare prima dell'altro a scontrarsi con lo stregone, l'ira e la sofferenza bruciavano in lui, e lui voleva farle assopire, ma sapeva anche quanto bravo fosse come segugio
Antheus, quello stolto, arrogante e sanguinario mulina spade Caledoriano.
La nebbia si diradò e così, mentre partivano le prime salve di ballista e la cavalleria caricava il fianco delle ignare truppe leggere nemiche, i due Elfi sapevano che finalmente sarebbe finita, finalmente la loro ricerca sarebbe finita, la loro vendetta compiuta ed assaporata.
Tutto finalmente avrebbe avuto termine là dove aveva avuto inizio, nelle gelide e mortali nebbie di Cothique.

1 commento:
Sublime.. aspetto con ansia altri racconti..
Marco
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