Il vuoto, qualcosa che ci puù distruggere ma che può anche essere il punto d'inizio per qualcosa di nuovo, come una voraggine in cui cadere senza fine o come un terreno libero e sgombro su cui poter riprogettare una parte della nostra vita.
Un colpo di spugna su di una lavagna che pensavamo già scritta che lascia dietro di se i segni del gesso che non se ne vuole andare definitivamente ma che ci da anche la possibilità di scrivere ancora.
Il vuoto è sempre stato qualcosa che mi ha creato disagio, a partire da quando bambino andavo in montagna, il vuoto con uel suo senso di indecifrabile, con quella sua caratteristica tipica, che quando lo raggiungi lui non c'è più perchè ci sei te che lo riempi. Un pò come il silenzio.
E' qualcosa che mi scmobussola, che mi fa sentire sottosopra, che lascia dei segni tangibili e finisce con il farti riflettere.
Non so come pormici, come affrontare questa sensazione, di somma libertà e legata a ciò di somma responsailità.
Perchè avere un foglio bianco di fronte, avere la possibilità di decidere per primi con che segno iniziare un nuovo disegno potrebbe influenzare tutto il resto e compromettere o esaltare il risultato finale.
E' un analisi non facile, una decisione non semplice, come quando, di fronte ad un
bivio non si sa mai che strada scegliere.
Adesso vediamo, nei prossimi giorni magari verrà fuori dalla penna un tratto particolare, speciale, che avrà in se quella saggezza e quell'intelligenza che spesso mi pare di non riuscire ad inserire nella vita.
Il tempo, o il mondo in cui non siamo che una piccolissima particella, spesso decide per noi, spesso ci troviamo che pur stando fermi, qualcuno con il suo interesse ha già deciso o stabilito, o comunque ci ha indirizzati sulla strada da prendere.
Che sia giusta o sbagliata non so, magari verrà fuori dopo, nel seguito, nel proseguire del cammino, anche perchè il bivio non è mai semplice o chiaro, non da mai un indicazione precisa su dove si andrà o su quanto ci si mettera, anche perchè le variabili che potranno influenzare il cammino sono tante e quasi tutte ci sono nascoste.
Il vuoto è sempre stato qualcosa che mi ha creato disagio, a partire da quando bambino andavo in montagna, il vuoto con uel suo senso di indecifrabile, con quella sua caratteristica tipica, che quando lo raggiungi lui non c'è più perchè ci sei te che lo riempi. Un pò come il silenzio.E' qualcosa che mi scmobussola, che mi fa sentire sottosopra, che lascia dei segni tangibili e finisce con il farti riflettere.
Non so come pormici, come affrontare questa sensazione, di somma libertà e legata a ciò di somma responsailità.
Perchè avere un foglio bianco di fronte, avere la possibilità di decidere per primi con che segno iniziare un nuovo disegno potrebbe influenzare tutto il resto e compromettere o esaltare il risultato finale.
E' un analisi non facile, una decisione non semplice, come quando, di fronte ad un
bivio non si sa mai che strada scegliere.Adesso vediamo, nei prossimi giorni magari verrà fuori dalla penna un tratto particolare, speciale, che avrà in se quella saggezza e quell'intelligenza che spesso mi pare di non riuscire ad inserire nella vita.
Il tempo, o il mondo in cui non siamo che una piccolissima particella, spesso decide per noi, spesso ci troviamo che pur stando fermi, qualcuno con il suo interesse ha già deciso o stabilito, o comunque ci ha indirizzati sulla strada da prendere.
Che sia giusta o sbagliata non so, magari verrà fuori dopo, nel seguito, nel proseguire del cammino, anche perchè il bivio non è mai semplice o chiaro, non da mai un indicazione precisa su dove si andrà o su quanto ci si mettera, anche perchè le variabili che potranno influenzare il cammino sono tante e quasi tutte ci sono nascoste.

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