giovedì 7 febbraio 2008

Alone on the battlefield

Sensazione usuale ultimamente, quella di essere solo, con tutto il resto del mondo che sta facendo altro, che mi da l'idea di star correndo mentre io mi muovo con la medesima velocità di un sasso nel fango di una palude in una giornata uggiosa.
Mi sembra di essere l'unico lento, di essere l'unico che è fermo, che osserva da un punto d'osservazione privilegiato il mondo che gli caracolla intorno.
Sarà semplicemente che per l'ennesima volta mi sento inadeguato a questo mondo triste, a cui non riesco ad adeguarmi.
Forse è vero, sono troppo rigido in quello che credo, e ciò mi porta a non capire e a non essere capito, ma in fondo sono quello che credo e credo in quello che sono.
E' come essere soli sul campo di battaglia, soli a guardare avanti, osservando chi ti viene incontro.
La cosa di per se non è troppo difficile per molte cose arrivi a fregartene soprattutto se trovi qualcuno che riesca a capirti, il problema è semmai quanto questa posizione diventi difficile da sostenere quando ti rendi conto che ti senti vuoto, scoperto, come un guerriero che si trova senza scudo.
Il problema è che per quanto si posso sentire affinità per un amico, condividere con lui posizioni e idee, specchiarsi il lui per trovare una risposta ad alcune proprie domande, non sara mai la stessa cosa rispetto ad una persona che si ama.
L'intimità e la complicità che si instaurano con una persona con cui arrivi a condividere più della sola amicizia sono qualcosa che raramente si può cogliere all'infuori della relazione di coppia.
Quest'inverno al momento mi sta dando la sensazione di qualcosa di freddo e tagliente, qualcosa che stranamente anche quando non fa freddo fuori arriva a glaciare il cuore, forse siamo qui sul far della sera trafitti da un raggio di luce, ma la mia è una luce diersa dal solito fredda.
E' un senso fastidioso, come se fossi vulnerabile, come se al momento ci fosse qualcosa che mi rema contro, come un marinaio, che si accorge di star remando contro un'onda gigantesca che lo respinge indietro della strada che fatto per giungere fino a lì.
La rosa dei venti ha smesso di indicare il nord ed io sono stanco, una volta di più, forse una volta di troppo.
Almeno adesso ho ancora un esame da preparare, qualcosa di ostico che mi riempie i pensieri del giorno, ma quel tremendo istante subito prima di dormire cosa me lo riempie? Il pensiero di qualcosa che se n'è andato via con il vento così come gli ultimi petali di un fiore ormai appasito che ha resistito fino al giungere delle brezze invernali.
Ci sono sogni che in fondo sono destinati a rimanere tali, stelle che ci sono vicine solo nel nostro onirico peregrinare.
Adieu Mon Chery, è stato bello poter sognare.


CHIUDO GLI OCCHI

Sirya



Cosa c'è
nei tuoi occhi cosa c'è
e dov'è
quella luce che era in te
cosa c'è
nei tuoi giorni ora chi c'è
sento che stai volando via da me
E chiudo gli occhi e ti vedo sei li
e sia come sia è finita così
ma cosa resta da dire ma dimmi cosa resta da fare
resta solo un dolore che mi sale al cuore
…che mi sale al cuore

E perché
ti nascondi dietro ai se
dai su smettila
non puoi continuare a fingere

Ma cosa dovrò inventarmi per riuscire a dimenticarti
per pensare più a me...più a me...più a me

E chiudo gli occhi e ti vedo sei li
sia come sia è finita così
ma cosa resta da dire ma dimmi cosa resta da fare
resta solo un dolore che mi sale al cuore
che mi sale al cuore...che mi sale al cuore

Ma cosa dovrò inventarmi per riuscire a dimenticarti
per pensare più a me...più a me...più a me...

E chiudo gli occhi e ti vedo sei li
e sia come sia è finita così
ma cosa resta da dire ma dimmi cosa resta da fare
resta solo un dolore che mi sale al cuore...
che mi sale al cuore...che mi sale al cuore

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