Mi scusino quelli che leggono, ma ci sono delle sere in cui non mi passa nulla, ed in cui mi viene da passare dal sacro al profano, in cui mi viene da parlare da raccontare, da perdermi via sul filo dei miei pensieri.
Sono un paio di giorni che, sarà per lo spettacolo sul Rugby visto da poco, mi sono perso a riflettere sull'opera di Marco Paolini.
Mi è sempre piaciuto come attore/autore teatrale, perchè forse a differenza del normale teatro, che può spingerci a riflettere e meditare ma comunque sempre su di un soggetto d'immaginazione o comunque romanzato.
Un particolare plauso va invece a quest'autore e al suo modo di raccontare. Ai suoi spettacoli al limite tra l'inchiesta ed il teatro, sempre molto carichi d'ironia e ogni tanto anche di comicità.
L'attore è colui che agisce e questo attore, anche con le sue iniziative a Treviso contro un razzismo sordido e dilagante nella cultura benpensante del nordest, agisce a favore di un concetto di conoscenza, di approfondimento al fine di far si che il pubblico, una volta uscito dal teatro non torni a casa solo con i pensieri suscitati dallo spettacolo ma anche con informazioni, che poi è libero di ferificare come meglio crede, qualche volta decorati con la finzione tipica della magia del teatro ma nella maggior parte dei casi vere.
Ho visto buona parte degli spettacoli, alcuni fatti troppi anni fa perchè potessi vederli ed apprezzarli li ho poi visti su registrazioni più o meno vecchie ridendo sempre di gusto felice perchè cìè chi, come la7, ha ancora il coraggio di mandare in onda programmi che non siano le solite litigate alla Maria DeFilippi o i tanto criticati reality (che non andrebbero in onda se una buona fetta d popolazione non li guardasse).
Mi è sempre piaciuto come attore/autore teatrale, perchè forse a differenza del normale teatro, che può spingerci a riflettere e meditare ma comunque sempre su di un soggetto d'immaginazione o comunque romanzato.
Un particolare plauso va invece a quest'autore e al suo modo di raccontare. Ai suoi spettacoli al limite tra l'inchiesta ed il teatro, sempre molto carichi d'ironia e ogni tanto anche di comicità.
L'attore è colui che agisce e questo attore, anche con le sue iniziative a Treviso contro un razzismo sordido e dilagante nella cultura benpensante del nordest, agisce a favore di un concetto di conoscenza, di approfondimento al fine di far si che il pubblico, una volta uscito dal teatro non torni a casa solo con i pensieri suscitati dallo spettacolo ma anche con informazioni, che poi è libero di ferificare come meglio crede, qualche volta decorati con la finzione tipica della magia del teatro ma nella maggior parte dei casi vere.
Ho visto buona parte degli spettacoli, alcuni fatti troppi anni fa perchè potessi vederli ed apprezzarli li ho poi visti su registrazioni più o meno vecchie ridendo sempre di gusto felice perchè cìè chi, come la7, ha ancora il coraggio di mandare in onda programmi che non siano le solite litigate alla Maria DeFilippi o i tanto criticati reality (che non andrebbero in onda se una buona fetta d popolazione non li guardasse).

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